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MI PRESENTO
Sono nato a Roma nel lontano 1962.....
se dovessi raccogliere i miei
primi quarant’anni di vita
in un’immagine, direi che assomiglierebbe a un
gelato variegato ai mille frutti.
Infatti, il significato della mia vita l’ho
trovato nella ricerca come valore. La ricerca,
come la vita, implica continuo cambiamento e
trasformazione. Questo moto dell’anima mi ha
condotto attraverso una molteplicità di
esperienze: dal tipo di studi alla scoperta di
sempre nuovi luoghi. Ogni esperienza è stata parte
di quella sorta di framework, cioè di scheletro,
necessario a sostenere le scoperte di questi
ultimi dieci anni. Un impegno finalizzato a
comprendere i processi di crescita e di
trasformazione che caratterizzano la natura umana…
Ma andiamo per ordine.
I miei studi, prevalentemente di tipo scientifico,
sono sempre stati accompagnati da una spiccata
tendenza a lasciarsi influenzare dalla componente
intuitiva. L’intuizione, la natura creativa
dell’essere è sempre stato l’elemento propulsore
di ogni mia scelta, anche quando mi dedicai agli
studi di Chimica, alle superiori.
A confermare alcune mie osservazioni giovanili,
concernenti quanto l’attenzione investita nell’espierienza
‘esterna’ ci parli della nostra natura ‘interna’,
l’ho avuta in luoghi assai più lontani dalle
cattedre delle Università. Frequentare la facoltà
di Medicina e poi quella di Agraria mi è servito,
oltre che ad approfondire la metodologia di
ricerca, ad individuare alcuni principi necessari
all’elaborazione della ‘Comunicazione Creativa’.
Mi consentì, inoltre, di comprendere ciò che non
volevo: cioè vivisezionare la realtà e
trasformarmi in un ‘micro-specializzato’ avulso
dal Tutto (la cui controparte creativa è invece
l’esperto in generalità, l’interprete dei
principi).
Nemmeno il tanto idealizzato ‘posto fisso’ presso
il Ministero dei Beni Culturali di Venezia, anche
con la qualifica di tecnico addetto alla
sperimentazione dei materiali per il restauro,
poté frenare il mio impulso ad accettare nuove
sfide, preparando gli esami e iscrivendomi al
corso di scultura dell’Accademia di BB. AA. di
Carrara.
Se gli anni di Accademia di Belle Arti riuscirono
ad appagare la mia sete di bellezza, dall’altra
accesero più che mai la necessità di ricercare la
vera funzione dell’Arte nella vita dell’essere
umano.
Per giungere a questa comprensione ebbi la chiara
ed immediata sensazione di non dovermi limitare al
programma didattico, ma di dover oltrepassare i
confini della sfera artistica, collegandola agli
studi di antropologia, di filosofia, di estetica e
di psicologia, in cui, da autodidatta, mi ero
immerso da ormai vari anni.
L’elemento di fusione mi venne fornito dalla
possibilità di iscrivermi al corso di studi in
Psicologia della Percezione e presentare in questa
materia la mia tesi sul complesso tema della
percezione intuitiva, da cui dipende la funzione
curativa dell’Arte: Prolegomeni allo studio della
conoscenza intuitiva: visione e guarigione fra le
culture amerinde di Panama.
È stato l’Istituto Nazionale della Cultura di
Panama (INAC) a farsi carico di vagliare ed
approvare, nonché patrocinare, il mio progetto
d’indagine scientifica fra le popolazioni indigene
locali. Un progetto rivolto a comprendere le
relazioni che collegano fra loro la sfera creativa
(l’intuizione) con l’ambito della medicina
sciamanica e naturale; quindi: l’origine dei
rituali, la ferrea logica dei loro elementi
simbolici ed il loro uso in campo curativo.
Queste ricerche, quindi, mi permisero di
comprendere che la sfera creativa non è solo un
elemento opzionale, di cui è fornita la natura
umana, ma ricopre un ruolo fondamentale, senza il
quale l’essere perde il linguaggio per
comprendersi e comprendere il Mondo in cui vive.
Inoltre, proprio grazie agli importanti risultati
di questa indagine, sono stato in grado di
dimostrare il tipo di reciproca interazione che
esiste fra la sfera creativa e la malattia e a far
emergere la logica implicita nella metodologia
curativa adottata da quelle popolazioni.
La mia esperienza come terapeuta ed educatore alla
‘Comunicazione Creativa’, mi ha consentito di
descrivere pienamente i principi inerenti il
rapporto fra ‘Arte, Percezione e Guarigione’ nel
mio saggio “La Memoria dell’Anima”.
Oggi, per me, Arte e guarigione sono divenute un’unica realtà ed espressioni di un unico percorso: la ‘Comunicazione Creativa’.

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