INTRODUZIONE ALLA
"TEORIA DELLA COMUNICAZIONE CREATIVA"

Nel mio libro "La Memoria dell'Anima", delineo i fondamenti di una nuova Teoria riguardante i processi di trasformazione dei sistemi, con particolare attenzione al sistema umano, quale sintesi di tutti i sistemi.

Sono giunto a formulare questa Teoria, il cui nome per esteso è 'Teoria della Comunicazione Creativa' (TCC), in seguito a ricerche da me svolte in campo artistico ed antropologico (presso alcune popolazioni amerinde di Panama), affiancate alla mia tesi in Psicologia della Percezione conseguita presso l'Accademia di BB. AA. di Carrara. Il risultato di tali ricerche ha ampiamente svelato il vincolo che unisce: percezione, comunicazione e malattia; permettendomi di poter asserire che: una percezione sana può esistere solamente in un individuo sano e, viceversa, il decadere della qualità percettiva è il primo sintomo della malattia.

Il principio da cui parte la TCC è che l'individuo, come ogni sistema dell'universo, è una realtà comunicante. Pertanto, ogni atto, dal più insignificante al più complesso, quindi ogni suo prodotto, è l'espressione di un intento comunicativo, consapevole o non-consapevole che sia.

La parola comunicazione, tuttavia, all'interno della TCC assume un nuovo significato, essa è considerata: come il processo attraverso il quale i sistemi interscambiano la propria energia, tanto fra le 'parti' interne, che lo compongono, quanto con tutti gli altri sistemi che formano la Realtà.

Le implicazioni di questo principio sono notevoli, infatti, perché un sistema sia in grado di sopravvivere deve comunicare, e quando non comunica il sistema si indebolisce e si dis-aggrega, allora diciamo che muore. La solitudine non-consapevole, che è un sintomo della perdita di comunicazione, porta lentamente, ma inesorabilmente, all'autodistruzione.

La TCC ha quindi individuato e definito le qualità che caratterizzano i piani attraverso i quali si estende la realtà individuale. Ha quindi definito un modello comunicazionale, la cui funzione è quella di aiutare l'individuo a comprendere se stesso e la sua relazione con le cose che lo circondano.

Questi piani che formano l'unità individuale, sono stati chiamati, secondo la terminologia classica: anima, mente e corpo. Ovviamente viene chiarito e ridefinito il loro significato facendo emergere, essenzialmente, la funzione che li accomuna. Inoltre, attribuisce al fattore 'spirito' la funzione di 'sostanza comunicazionale', cioè il vettore energetico sulla base del quale si realizzano tutti i processi comunicazionali.

La TCC non si propone come un metodo di 'guarigione'. Ma intende affermarsi come un 'modello interpretativo' della realtà. Infatti, per poter interagire costruttivamente con la realtà è innanzitutto necessario comprenderla.

In secondo luogo è un 'metodo educativo', capace di offrire, a ciascun individuo, gli strumenti necessari per sradicare le cause che sottendono al sintomo della malattia. Il processo educativo va inteso come quel cammino atto a far emergere le qualità latenti (talenti) di cui siamo stati dotati e che, se frustrate, portano alla malattia. La malattia, infatti, insorge proprio nel momento in cui s'interrompe questo processo educativo.

L'inizio della malattia (piano eziologico) avviene quando incomincia a decadere il livello di comunicazione, cioè quando degli ostacoli (processo di dis-educazione), che impediscono il libero fluire dell'energia, si frappongono fra i differenti piani della realtà individuale. Quando ciò avviene, si verifica un ritrarsi della coscienza. Il primo sintomo a cui andiamo incontro è la perdita della capacità innata di tendere, ed accogliere, ciò che favorisce la piena realizzazione delle nostre qualità latenti, come invece avviene nel bambino. Questo genera il manifestarsi di più sintomi. L'ordine in cui i sintomi fondamentali si presentano, in rapporto alle diverse fasi della malattia, sono:

I. Fase affettiva: insoddisfazione, tristezza, amarezza, rancore, paura, odio;

II. Fase mentale: affievolirsi dell'attenzione, della concentrazione, della volontà,
dell'autostima, rafforzarsi dei pregiudizi. Tendenze masochistiche (compulsioni), insorgere di manie e quindi di fobie, perdita della percezione sensomotoria quindi della coordinazione ecc.


III. Fase somatica: ipereccitazione del sistema nervoso (ansietà e stress), disfunsione generale fino al presentarsi di sintomi acuti: lesione di tessuti ed organi.

Tuttavia, per la TCC, il sintomo ha una precisa funzione nella logica di sopravvivenza del sistema, cioè quella di preservarlo facendo giungere alla coscienza segnali sempre più forti, avvisando l'individuo e la collettività che si è interrotto il libero fluire dell'energia e che è necessario ristabilire un soddisfacente livello di comunicazione. Inoltre, il sintomo usa un linguaggio ben preciso, linguaggio i cui principi la TCC ritiene di aver in buona parte interpretato.

Lo strumento di lavoro di cui si avvale la TCC è l'Arte, cioè: la qualità artistica di cui sono dotati i nostri atti. L'Arte è l'espressione della sensibilità dell'anima e prescinde da qualsiasi tecnica artistica. L'Arte è nel come e non nel cosa. Per alcuni prenderà forma nel dipingere, ed allora sarà il come a comunicare il suo stato di salute, per altri il cucinare, per altri la funzione di madre o di padre, e per altri tutto ciò che compie. Il potere dell'Arte è nella facoltà di trasmutare ciò che è 'vile' in qualcosa di nobile. Questo è il significato originario del processo alchemico. L'Arte è la pietra filosofale capace di ricosmonizzare il corpo, la mente e l'anima dell'uomo. L'equilibrio fra questi tre aspetti della natura umana costituisce il modello di salute a cui la TCC si propone di condurre l'individuo. Il supporto attraverso il quale la Pietra può agire è la percezione. La percezione, per la TCC, è il criterio attraverso il quale i tre aspetti della realtà interiore agiscono nel mondo modificandolo a nostra immagine: dal grado di coscienza procede l'energia, che investe il piano della mente da cui procedono le forze psico-percettive, queste investono il piano del corpo e generano atti più o meno consapevoli. A quegli atti il Mondo risponde rispecchiando le qualità di cui lo abbiamo investito.
Intervenendo sui modelli percettivi, attraverso i quali 'vediamo' il mondo, la TCC si propone di ristabilire un legame coerente fra la natura dell'essere e il mondo che egli crea attraverso il suo agire.

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