SALUTE E AMBIENTE 2°
LA NATURA è DONNA?

Da pochi giorni si è concluso il meeting di Johannesburg. Chissà se il mondo ‘civilizzato’ ha ricevuto il messaggio che la natura ha voluto fornirgli, con la catastrofica performance con cui ha inaugurato proprio quei giorni?

Qualcuno si chiederà sicuramente se è stata una pura coincidenza o se Gaia ha voluto farci capire la sua ‘volontà’, pestando un i piedi per farsi ascoltare? Un po’ come se avesse voluto dirci: «Ehi! ragazzi, non mi avete ufficialmente invitato al summit, eh? Ma sappiate che io ci sono, eccome! Mi sentite? Questo è il mio monito!».

Hanno chiamato quanto sta avvenendo ‘estremizzazione dei fenomeni’ atmosferici. In altre parole: ci siamo giocati la famosa ‘Via di mezzo’. Cos’è questa Via di cui tutte le religioni e le filosofie parlano?

La “Comunicazione Creativa” ritiene che la ‘Via di mezzo’, ossia la via dell’equilibrio fra le posizioni estreme (moderazione), è un indice dello stato di benessere di, e quindi di salute, del singolo e della collettività. La tendenza a porsi su posizioni estreme, conflittuali, non mediabili (o tutto bianco o tutto nero), a sfuggire il confronto e la verifica delle proprie opinioni, è un sintomo di non-salute.

Concentrare tutti gli sforzi nel pervenire a questo creativo, prolifero, stato di equilibrio dinamico qual è la moderazione, rappresenta l’unico sensato rimedio per ottenere una vera e durevole salute. Lei, Gaia, ci sta facendo da specchio, ci sta dicendo che ormai abbiamo superato la giusta misura. I nostri eccessi, a cui l’abbiamo insensatamente sottoposta, ora ci ritornano indietro come un boomerang. Ma Gaia è dotata di volontà? È forse viva?

Come molte culture del passato hanno creduto, come la scienza dei sistemi oggi incomincia a contemplare, io sono convinto che questo pianeta, e l’universo di cui esso è parte, è una realtà ‘vivente’. Ma dobbiamo ampliare il nostro concetto di ‘vita’, come abbiamo già dovuto fare più volte in passato.

Ciò che ritengo, è che la vita non si esprime soltanto tramite la forma biologica. La vita è nella coscienza di cui le diverse forme di esistenza sono portatrici; in altre parole, nel progetto che una forma di esistenza porta con sé.

La vita è nella Legge universale che coordina tutti i sistemi attraverso ‘cicli di compimento’ (da uno stato latente delle qualità ad un loro stato manifesto). Ad esempio, anche in un atomo vi è vita, infatti ha un suo progetto di sviluppo. È guidato da una ‘coscienza ’ che gli consente di cogliere l’affinità con altri atomi, di formare con essi dei legami e perfino di auto-replicarsi. Chi stabilisce dov’è la linea di demarcazione fra la vita e la non-vita?

Riflettiamo soltanto sul fatto che fino a pochi secoli fa qualcuno dubitava che la donna (diversa dall’uomo) avesse un’anima! Questo ovviamente serviva per giustificare il trattamento ingiusto che le veniva riservato. Oggi l’umanità sta commettendo lo stesso errore. Dice: «bene, poiché la natura non è dotata di una ‘coscienza’, poiché non ‘soffre’, non ‘sente’, poiché non mi è pari, allora posso farne quello che voglio.».

Ma, la donna ha dimostrato con i fatti che è tutto il contrario, che possiede un’anima ricca, generosa e vitale, scuotendo i paradigmi su cui si fondava quella vecchia visione della realtà. Oggi, nello stesso modo, questa Natura che è Madre sta prendendo a calci i paradigmi dietro cui l’uomo si sta nascondendo dandogli un bello scossone. Forse, quello a cui stiamo assistendo è proprio l’inizio della ribellione, i segni di una coscienza stanca di essere calpestata impunemente?

I fatti mi dimostrano ogni giorno che l’essere umano apprende attraverso due cammini: quello della scelta cosciente, e quello del dolore.

La coscienza sana aiuta l’individuo a non vedere soltanto fin dove giunge il proprio naso, gli consente di andare oltre e comprendere che ogni sua scelta è valida quando si fonda su un criterio di equità, quando oltre al proprio benessere conduce anche al benessere di chi lo circonda, del vicino e del lontano. La coscienza sana detiene dall’eccesso, dall’irrefrenabile bisogno di prevaricare per ottenere.

Quando l’essere umano perde il sentiero della moderazione, allora le sue attitudini divengono estreme. Le sue scelte non tengono in giusta considerazione le conseguenze dei propri atti. Diviene cieco. Allora non riesce più a comprendere dove si trova il bene e dove il male.

Ricordo che durante le mie ricerche sul campo, in Centro America, ho intervistato uno sciamano il quale mi disse che a volte i suoi pazienti erano delle persone che egli vedeva come ‘invertite’, e le raffigurava nell’immagine di un pupazzo con la testa completamente voltata indietro. Scambiare il male per bene significa invertire il senso dell’ordine (nel linguaggio comune si usa dire ‘sinistra’), un’inversione nella facoltà di valutazione, questo è il processo di caduta libera che conduce all’annichilimento. È la causa della propria e dell’altrui distruzione.

Però, in genere, quando un individuo si è procurato una sufficiente dose di dolore, allora decide di ricorrere ad un terapeuta. Questo è il risvolto educativo del dolore (nella speranza che poi il terapeuta non lo imbottisca di psicofarmaci, s’intende).

Possiamo quindi dire che i modelli d’interazione su cui oggi è ancora fondata la relazione fra i diversi paesi, e fra l’umanità e l’ambiente (Gaia), sono dei modelli che condurranno verso un cammino di dolore. Sono modelli di sviluppo che promuovono l’indiscriminato sfruttamento delle risorse umane e ambientali, o modelli economici che incrementano l’enorme voragine che separa i ricchi dai poveri, ecc.

Negli ecosistemi vi sono due criteri d’interazione fondamentali: simbiosi e parassitismo. La simbiosi è il modello sostenibile della cooperazione reciproca, è il modello attraverso cui i sistemi crescono e proliferano in armonia. Il parassitismo è il modello dello sfruttamento fino ad esaurimento delle risorse. In genere, la natura contiene questo secondo criterio poiché non porta alcun beneficio all’insieme.

Oggi una parte dell’umanità si sta comportando, rispetto al tutto, come un enorme parassita (tipo le zecca, la sanguisuga, ecc.) che succhia tutto, che assorbe la linfa vitale e aspetta che il suo ospite muoia per passare ad un altro. Allora questo mondo sta incominciando a grattarsi e a scuotersi come farebbe un cane infestato di pulci.

Comunque, io sono fermamente ottimista, proprio perché la Grande Madre sta facendo sentire la sua voce di tuono. Nello stesso modo in cui ogni donna, nel proprio nucleo, ha dovuto condurre la propria opera educativa, così ogni individuo cosciente aiuterà chi gli è vicino a comprendere che anche la Grande Madre ha un’anima e che quest’anima chiede di essere ascoltata e rispettata. Saremo noi così insensibili da voler continuare ad ignorare i fatti??

  

www.elbasun.com
www.elbasun.com - il sito del SOLE
© 2002 ElbaSun Tutti i diritti riservati