La Madonna del
Monte
Marciana
Il
santuario della Madonna del Monte è il più antico dell'isola d'Elba.
Si trova a 627
metri sopra il livello del mare e sotto la cima del monte Giove.
Vi si venera
un'immagine della Madonna Assunta in Cielo circondata da un nimbo di gloria e da alcuni
angeli che suonano strumenti musicali.
La pittura è su
di un blocco di granito spalmato in calce e attualmente murato nella parete che conserva
le irregolarità di un piano verticale non ben levigato. A giudicare dal nimbo a mandorla
che circonda la Madonna possiamo far risalire la sua origine ai secoli XIII e XIV come
pittura inclusa in una semplice edicola davanti ad una fontana, luogo di sosta e di
ristoro e, in quei tempi, di preghiera.
Una leggenda
tramandata narra che i pastori ne videro per primi l'immagine e, recatane la notizia in
paese, fu deliberato di custodirla in una chiesa da costruirsi in un luogo più vicino al
paese e detto "Campo Castagno" dove fu raccolto il materiale per la costruzione.


Questo materiale
il giorno dopo sarebbe stato poi ritrovato dove fu vista la prima volta l'immagine e in
seguito costruito il Santuario.
Incluso il masso
di granito entro la parete che non fu più rimosso e l'edificio, costruito in due riprese,
dovette adattarsi a queste esigenze.
La prima
costruzione, partendo dalla parete comprendente l'immagine, si estendeva fino alla metà
della navata. Quando questa si volle prolungare, si mantenne la facciata in direzione
della fontana e per adattarsi al pendio, alla parete prospiciente il monte si dovette dare
un prolungamento irregolare a linea spezzata.
La
seconda parte dell'edificio fu costruita, secondo una data tradizionale, nel 1595
riportandola ad un'epigrafe marmorea ritrovata nella legnaia: Cerbonio di Antonio da Lion
l'ha fatto fare.
L'Altare
Maggiore è costruito nel 1661; sopra l'altare maggiore, durante lavori di restauro, nel
1995 sono rimessi alla luce affreschi attribuiti a Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma.

Fino al 1994
l'affresco della Madonna Assunta in cielo dipinto su masso di granitico era parzialmente
coperto da una grande tela della seconda metà del seicento che evidenziava solo il voto
della Madonna attraverso un ovale definito da cornice in argento. 
La tela rimossa
e collocata sull'altare laterale di destra e raffigura nella parte bassa Gesù che mostra
agli Apostoli il sepolcro scoperto e vuoto di Sua Madre e nella parte alta Gesù in cielo
che accoglie la Madonna.
Un tenue
collegamento collega le due parti ed è una cintura che un angelo porge all'apostolo
Tommaso a conferma dell'assunzione corporale della Vergine in Cielo.
Altare laterale
di sinistra : è dedicato alla Regalità della Madonna. Sui gradini del trono due santi:
alla destra l'Apostolo San Simone che regge una sega, strumento del suo martirio, alla
sinistra San Antonio Abate che sostiene il bastone sormontato dal campanello e il Libro
delle Regole.
Altare laterale
di destra : è dedicato alla Madonna della Cintura. Gesù Bambino porge la cintura a Santa
Monica accompagnata da Santa Lucia, riconoscibile dal piatto con gli occhi, da Santo
Agostino Vescovo e Dottore con pastorale e un calamaio con penna d'oca, da San Michele
Arcangelo con lo scudo e la bilancia e da un altro santo che in abito francescano si può
identificare in San Diego romito e frate converso. 

La cupola:
sovrastante l'Altare Maggiore è stata frescata nel 1875 e raffigura in quattro
medaglioni: l'Annunciazione, il Cuore Immacolato di Maria, La Madonna Immacolata della
Sacra medaglia, lo Sposalizio di Maria Santissima.
Esedra delle
fontane: costruita nel 1663 come riportano nella lapide marmorea decorata di un Crocifisso
in rilievo.
Il Campanile:
costruito nel 1921 su disegno dell'ingegnere Castelli.
Romitorio: la
più antica memoria risale al 1572.
San Paolo della
Croce vi soggiornò nel 1735.
Napoleone lo
destinò a sua abitazione estiva durante la sua permanenza all'Elba tra il maggio del 1814
e l'aprile del 1815.
Tratto da
"Bibliografia essenziale" Santuario della Madonna del Monte di Enrico Lombardi -
Edizione Opera del Santuario - a cura di Paolo Ferruzzi

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