L'isola dei minerali

"In Etruria si dice vi sia un'isola chiamata Aethalia, nella quale dalla medesima miniera prima era stato ricavato Minerali - Isola d'Elbail rame, con il qualeMinerali - Isola d'Elba dicono che fossero stati prodotti tutti i manufatti; poi non si sarebbe più trovato; ma, trascorso molto tempo, apparve nella medesima miniera il ferro, del quale tuttora si servono gli Etruschi che abitano la città chiamata Populonia". De Mirabilibus Auscutationibus. Notizie storiche attribuite a Pseudo Aristotele; III-II sec. a.c.

Sono le trasparenze cristalline del mare e un entroterra dominato dal verde intenso della macchia mediterranea che hanno determinato la recente fortuna turistica dell'isola d'Elba. Ma per trovare il tesoro più prezioso che l'isola possiede bisogna cercarlo nel sottosuolo; per questo da più di 4.000 anni generazioni di minatori Minerali - Isola d'Elbahanno scavato alla ricerca prima del rame e poi del ferro. Persino il nome più antico dell'isola (Aethalia=scintilla) deriva dai fuochi sprigionati dai forni di riduzione del ferro, cheMinerali - Isola d'Elba dovevano essere ben numerosi quando i Greci incrociavano nelle acque dell'alto Tirreno, durante i loro viaggi tra le colonie dell'Italia meridionale e Marsiglia. Il mondo occidentale non conosceva ancora la potenza di Roma, ma in tutto il Mediterraneo si sapeva che tra la Corsica e l'Etruria c'era un'isola straordinariamente ricca di ferro. Del resto è stata proprio l'Elba che ha fatto la fortuna degli Etruschi, la più raffinata tra le civiltà italiche. L'isola appariva così ricca di minerale che fin dall'antichità si è tramandata la leggenda di inesauribilità delle sue miniere. Per secoli l'abbondanza e la purezza dell'ematite elbana hanno dipinto lo sfondo delle sue vicende umane, ma nell'ottobre 1981 è stata chiusa Minerali - Isola d'Elbal'ultima miniera a ferro dell'isola d'Elba.

Dopo secoli di intenso sfruttamento delle miniere elbane non sono più frequentate dai minatori, ma da collezionisti e ricercatori di minerali. Per la verità anche i vecchi "cavatori" conoscevano gli "scherzi del ferro". Con questo nome essi indicavano i cristalli dalle forme più stravaganti e dai colori inconsueti. L'ematite micacea elbana con i caratteristici cristalli a roselle non manca in nessun museo mineralogico degno di questo nome ed è notevole che N. Stenone, nel XVII secolo, studiando proprio l'ematite e il quarzo elbano scoprì le leggi della moderna cristallografia.

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