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Giorno e notte
C’era una volta, sperduto
fra i boschi, un piccolo villaggio molto colorato e profumatissimo: il
Villaggio Fiorito. C’erano fiori di ogni genere e colore: rose,
tulipani, margherite, violette e tante altre varietà.
Le casette erano piccole e
colorate e da ogni balcone pendevano profumati ciclamini, rigogliose
edere e rossi gerani. Gli abitanti erano sempre di buonumore ed era
facile sentirli cantare o fischiettare mentre andavano al lavoro e
quando, per le strade, passeggiavano a piedi o in bicicletta.
Era, insomma, un luogo
sereno invidiato dagli abitanti dei paesi vicini che non si
capacitavano di così tanta gaiezza e della bellezza del paesaggio
sempre in fiore.
In questo luogo felice
viveva una bella fanciulla di nome Annarella che aveva i capelli neri
neri raccolti in una lunga treccia, gli occhi verdi come due smeraldi
ed un sorriso smagliante che mostrava due simpatiche fossettine sulle
guance.
Annarella, inoltre, aveva
una voce splendida e spesso quando aiutava la mamma a sfaccendare
gorgheggiava come un usignolo.
La giovane fanciulla amava
moltissimo i fiori e dopo la scuola dedicava buona parte del suo tempo
a curarli: toglieva le erbacce dal terreno, sistemava le aiuole,
insomma aiutava il babbo che era il responsabile di tutta la
meravigliosa vegetazione presente in tutto il villaggio.
Però, l’orgoglio del paese
si trovava nella piazzetta situata al centro del paese; era il fiore
più grande e più bello di un colore giallo intenso: il Girasole
“giorno e notte”.
La sua particolarità era
che non moriva mai: c’era d’Inverno e d’Estate, in Primavera ed in
Autunno, da qui il suo nome; era il vanto di tutti gli abitanti che,
addirittura, pensavano fosse un fiore incantato perché di notte era
sempre illuminato dalla luna e di giorno baciato anche dal più flebile
raggio di sole.
Un pomeriggio autunnale,
accadde un fatto che rattristò i simpatici abitanti di Villaggio
Fiorito.
Nella foresta vicina
qualcuno di animo cattivo aveva dato fuoco agli alberi e molti di essi
divennero nient’altro che ciocchi di legno bruciato o cenere.
La gente del Villaggio,
molto dispiaciuta, divenne triste e attenuò la sua spontanea allegria
e piano piano smise di cantare.
Un giorno Annarella mentre
passeggiava per le vie si accorse che un petalo di “giorno e notte”
era quasi appassito; lì per lì non ci fece molto caso, ma quando, il
giorno dopo, vide che un altro petalo si stava infiacchendo corse
subito dal babbo per chiedere aiuto.
Eppure il terreno era umido
abbastanza, non c’erano animaletti dannosi sulla pianta ed in più
c’era una splendida giornata di sole. Annarella non sapeva cosa
pensare, come aiutare questo sfortunato fiore?
La sera andò a letto con
questo tarlo in testa che la rendeva infelice finché non si
addormentò. Durante la notte fece un sogno stranissimo: tanti piccoli
fiori schiamazzando e saltellando facevano il girotondo intorno a lei;
ma ad un certo punto.. che succede?
Li vede scappare via
spaventati ed al suo posto ecco arrivare... oh mamma mia, che gran
spavento! Ecco, ecco … comparire dentro una nuvola grigiastra
circondata da tanta erbaccia un vecchio malefico che con la sua voce
terribile la minacciava dicendole:
“Oh, come sono felice!
Finalmente c’è un po’ di pace in questo paese; io, Grande Signore del
Silenzio, vi avverto: guai a voi se vi sento cantare una piccola o
singola nota!
Silenzio! Dovete continuare
a stare zitti o vi farò sparire tutti!”.
E cominciò a ridere, a
ridere…!
Annarella si svegliò di
soprassalto: “Che strano sogno”, pensò “però è vero, dal giorno
dell’accaduto nel paese c’è un’ atmosfera spenta; non c’è allegria,
non c’è più il buonumore di prima.” Pensò, tra sé e sé: “ Non si può
fare vincere il dolore per qualcosa di difficile che ci succede, non è
giusto chiudersi in se stessi.; bisogna reagire ed io sarò la prima a
farlo.
E se provassi a…., chissà…..voglio
tentare!”.
Corse di gran volata dal
Girasole si inginocchiò e, nonostante il suo brutto mal di gola,
sforzandosi un pochino e cominciò a canterellare sottovoce vicino al
fiore:
Non ti rattristar,
sei bello come il sol,
non morire mai,
ci dispiacerai…!
Il giorno dopo andò a
controllare le condizioni del girasole e si accorse che una delle
foglie si stava rinvigorendo.
Riprese la sua canzone,
inventata al momento:
forza devi aver,
coraggio e volontà,
presto tornerai,
più bello che mai!”
Il girasole tornò a
scoppiare di salute, perché erano proprio l’allegria e la melodia che
lo rinvigorivano; la fanciulla venne applaudita a lungo dagli abitanti
del villaggio per aver capito questo e quindi per averlo salvato,
anche perché “giorno e notte” era considerato un’opera di immenso
valore.
Da allora ritornò il
buonumore e la gente ritornò cantare dolci canzoni; il silenzio venne
scacciato via e con esso ogni malessere.
E Villaggio Fiorito
continuò a fiorire e rifiorire sempre e sempre di più.. |