Le favole di nonno UCCIO

LA STORIA DEL CANE BUBU
E DEL GATTO MOSE'

Un gatto siamese dal mantello grigio, dal nome biblico Mosè ed un vecchio e stanco cane da caccia di nome Bubu, vivacchiavano ignorandosi in una fattoria al margine di un fitto bosco di querce secolari.

Il cane Bubu viveva in un suo mondo fatto di nostalgici ricordi di caccia alla lepre, di rincorse all'interno dei campi di grano a stanare fagiani, ma anche di semplici passeggiate in compagnia del suo padrone.

Questo padrone, fanatico cacciatore, aveva deciso dopo anni di affettuosa collaborazione di sostituirlo con un cane più giovane.

Ovviamente non gli faceva mancare né un pasto né una carezza, ma questo non era sufficiente a Bubu, il quale non potendo più andare a caccia, si sentiva inutile.

Un giorno, mentre sonnecchiava riparato dal sole, all'ombra della stalla, gli giunsero alcune voci, era il suo padrone che in compagnia d'amici, anche loro fanatici cacciatori, decantava le lodi del suo nuovo cane da caccia di nome Ringo.

<< Amici cari, disse con orgoglio, vorrei un vostro giudizio su questo bellissimo, giovane e scattante esemplare.

Ho speso una fortuna per acquistarlo ed addestrarlo presso la miglior scuola per cani che c'è in questa regione. Mi hanno garantito che il cane è ubbidiente, bravo e vigoroso, e che diventerà un ottimo compagno di caccia.>>

A Bubu si era quasi fermato il cuore ad ascoltare queste parole. Immediatamente prese la decisione di andarsene lontano dal padrone irriconoscente .

Si gonfiò il petto, mise la sua piccola coda dritta come un pennone di una nave, e con andatura lenta ma altera passò fra il gruppetto di cacciatori e il suo rivale Ringo.

Un cacciatore, amico del padrone, cui era sempre piaciuto Bubu esclamò: << Io se avessi un cane bello e bravo come Bubu, di certo non l'avrei sostituito.>> Queste sincere parole riuscirono in parte a rallegrare il triste Bubu.

Il gatto Mosè che aveva assistito alla scena si avvicinò a Bubu, in silenzio si strofinò a lui facendogli comprendere che approvava la sua decisione e per solidarietà decise che sarebbe fuggito con lui.

Insieme e senza farsi notare si addentrarono nel bosco.

Passarono alcuni giorni e il padrone, che non si era accorto subito della scomparsa dei due animali, decise di andarli a cercare nell'unico posto dove potevano essersi nascosti: dentro il bosco di querce.

La sua nipotina di cinque anni, che era molto affezionata alle due bestiole, chiese ed ottenne dal nonno di accompagnarlo nella sua ricerca.

Cammina, cammina arrivarono nel cuore del bosco senza incontrare né Bubu né Mosè; non sapevano che invece questi due animali senza farsi notare li stavano seguendo da quando erano entrati nel bosco.

Ad un certo punto il Nonno disse: << Tiziana, bimba mia, vedo che sei stanca, siediti su questo sasso in compagnia di Ringo, lui sorveglierà che nulla ti succeda.

Io mi assenterò per alcuni minuti per controllare in cima a quella piccola altura se scorgo le due bestiole. Mi raccomando non muovetevi da qui.>>

Appena il nonno si allontanò, alcune bellissime farfalle iniziarono a svolazzare vicino loro. Tiziana e Ringo ammagliate dalla loro bellezza e dal loro volare qua e là dimenticarono le raccomandazioni del nonno ed iniziarono a rincorrerle.

Tiziana poco pratica del bosco non sapeva che lì vicino scorreva un ruscello.

Purtroppo mise un piede su un sasso umido e scivolò dentro l'acqua. In realtà nella caduta non si fece nulla e il suo pianto disperato era dovuto alla paura di venire trascinata dalla corrente e di affogare. Cosa che, in effetti, non poteva avvenire perché nel ruscello vi era poca acqua.

Iniziò ad urlare "Aiuto, Aiuto" per attirare l'attenzione di Ringo, il quale terrorizzato da ciò che era accaduto, se ne stava accovacciato e tremante sotto un albero, senza aver il coraggio di intervenire a salvare la sua padroncina in pericolo.

Si voltò di scatto sentendo vicino a sé un rumore: era Bubu che nascosto aveva osservato la scena e non aveva esitato a lanciarsi giù nel ruscello per salvare la piccola Tiziana.

Alle grida d'aiuto era accorso il nonno, trovandola incolume ma spaventata e bagnata.

Tiziana che era una bimba saggia gli disse: << Nonno, non ti devi spaventare, sono caduta nel torrente,per fortuna c'era il cane che mi ha aiutato a risalire fin qui.>>

Il nonno tutto tremante ma contento per lo scampato pericolo, con in braccio la piccola, si avvicinò a Ringo.

Nel ringraziarlo con una carezza si accorse che era perfettamente asciutto.

<Tiziana -disse il nonno- se Ringo è asciutto come ha fatto a salvarti nel ruscello?>>

<<Nonno, rispose Tiziana, non è stato Ringo a salvarmi, ma il nostro vecchio caro Bubu. Ho cercato inutilmente di fermalo ma lui in compagnia di Mosè è scappato via.>>

Dopo aver ritrovato tutti gli animali, il nonno, con in braccio la nipotina Tiziana, li riunì vicino a sé e disse loro: << Grazie amici, mi avete dato una lezione che non dimenticherò. Tu, caro Bubu, mi hai fatto capire che non si possono mettere in disparte gli amici come te solo perché sono vecchi, anzi forse per questo meriterebbero un'attenzione maggiore.

Tu, giovane Ringo, hai molto da imparare, non solo a scuola ma ascoltando e seguendo l'esempio dei più anziani, Come insegnante avrai da ora in poi Bubu, e da lui imparerai a cacciare, ma soprattutto a comportarti come sempre ha fatto lui.

E cosa dire a te, caro Mosè, se non un grazie per aver dato una mano a Bubu e per non averlo abbandonato quando era in difficoltà?>>

In quella fattoria adesso vivono felicemente e in armonia: un cane di nome Bubu, un gatto di nome Mosè e un giovane cane di nome Ringo.

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