Marzolino e Dadina

Quel giorno era il compleanno di Marzolino.

Dadina voleva fargli un bel regalo, un regalo speciale, senza eguali.

L’anno precedente gli aveva regalato un berretto sul quale aveva ricamato con le sue mani la scritta "smile" e che a Marzolino era piaciuto moltissimo, tanto da indossarlo tutti i giorni.

Marzolino e Dadina erano amici inseparabili, staccarli era impossibile, passavano il loro tempo giocando a rincorrersi, saltando qua e là, rotolandosi sull'erba, ricadendo di nuovo e ridendo a crepapelle.

Insieme trascorrevano ore ad osservare il volo degli uccelli, fino al tramonto del sole.

A Dadina non bastava dirgli ti voglio bene, voleva a tutti i costi dimostrarglielo, anche se lui era comunque a conoscenza dei sentimenti di Dadina.

A quel punto, pur di dimostrare il suo amore per Marzolino, chiuse gli occhi e, rotolando su se stessa, pronunciò la parolina magica...e divenne una fatina, meravigliosamente vestita col suo tutù con i colori dell'arcobaleno e due ali che,aprendosi, splendevano al sole.

Piroettò e si pavoneggiò, volò e svolazzò, alzando gli occhi al cielo vide il sole che la illuminava con i suoi raggi e si rivolse a lui esclamando:

" Oh Sole.

Mio Soletto ,

potresti prestarmi un tuo raggetto?

Voglio realizzare

per un amico speciale

un dono unico

e davvero originale!"

Dadina stessa per un attimo si meravigliò della sua improvvisa vena poetica e di quell'immenso astro e della sua fantasia.

Il Sole rispose: "Se tolgo uno dei miei raggi la terra avrà meno luce e in alcune zone i fiori non nasceranno più e le persone saranno meno allegre e gli uccelli non canteranno più. Mi dispiace, non posso aiutarti.

Però aspetta…forse posso chiedere alla mia sorella Luna di regalarti una delle sue stelle, che sono tantissime, per aiutarti ad esaudire il tuo desiderio."

Così il Sole chiese alla Luna una delle sue stelle, spiegandole a cosa sarebbe servita, e la Luna acconsentì: staccò, quindi, dal cielo la stella più luminosa, la attaccò ad un bastoncino e la donò a Dadina.

"Con questa bacchetta, disse, potrai esaudire un solo desiderio, ma poi dovrai restituirla alla luna che la rimetterà insieme alle altre sue sorelle".

Così Dadina, tutta felice, dopo avere ripetutamente ringraziato il Sole per la sua generosità, si allontanò svolazzando felice nella sua nuvola di tulle colorato e, mentre assaporava l’aria odorosa di fiori, pensò: "Con questa bacchetta magica costruirò per Marzolino un bel cestino! Potrebbe usarlo per riporre lì tutti i frutti del bosco che ama raccogliere!"

Esclamò pensando: "Potrebbe portarlo sempre con se!"

Ma ancora non era convinta che fosse il regalo adatto.

"Allora costruirò una coroncina, esclamò, la comporrò con tutti i colori dell'arcobaleno intrecciandola con la luce delle stelle". Il suo viso splendeva sorridente nel pensare alla gioia del suo amico, non appena avrebbe indossato quella magnifica corona colorata e brillante, degna del più potente re.

"Una coroncina… una coroncina!" ripeté a se stessa e non poté fare a meno di sorridere al pensiero di vedergliela già in testa.

"Potrei raccogliere tanti fiori e con i loro petali vellutati fare un grande mantello, morbido, colorato e profumato!" E già se lo vedeva camminare nel bosco con indosso quel bel manto variopinto e profumato, svolazzante al vento.

Sì, poteva essere un regalo semplice e d'effetto, ma non era ancora soddisfatta: ogni idea le sembrava troppo misera rispetto al sentimento che provava per il suo amico.

Aveva camminato moltissimo e si sentiva stanca, così decise di riposarsi. Scorse, poco distante, un grosso albero e decise di fermarsi all'ombra dei suoi rami.

Gli uccellini cantavano, il tepore del sole la riscaldava e gli occhi le si chiusero.

Ad un tratto sentì piangere, credeva di stare sognando, perché il suono era ancora molto lontano nella sua testa. A poco a poco riuscì ad aprire gli occhi assonnati e di fronte a lei vide uno scoiattolo:

"Ih, ih, ih non c’è più, non c’è più, ho perso il mio amico…"

"Aspetta! Aspetta un attimo…non riesco a seguirti: che significa "ho perso il mio amico"? Quale amico e come lo hai perso?" lo interruppe Dadina sempre vestita da fatina!

"Non lo so! Non lo so! Stavamo raccogliendo noci e noccioline ed eravamo allegri, felici, ci raccontavamo storie, favole, le inventavamo, ridevamo a squarciagola solo per il piacere di stare assieme, poi tutto ad un tratto lui è sparito ed io lo cerco da ore senza riuscire a trovarlo!"

"Oh Scoiattolino! Piccolo Amico! Mi dispiace tanto per quello che ti è successo!" disse Dadina con gli occhi gonfi di lacrime.

Dadina guardò la bacchetta magica e guardò gli occhi colmi di lacrime dello Scoiattolo, ma pensò anche al suo amico Marzolino e a come sarebbe stato felice del regalo speciale. La tentazione era grande, ma anche l’indecisione: mandare via il povero animaletto e continuare per la sua strada? Oppure aiutarlo nella ricerca della cosa più preziosa al mondo per lui: l’amico disperso? Il dolore che lesse negli occhi dello Scoiattolo le strinse il cuore e così decise: " Ascolta, io ho un amico che oggi compie gli anni e a cui volevo fare un regalo importante, prezioso, che mi facesse far bella figura; così il Sole, per aiutarmi, ha chiesto a sua sorella Luna di prestarmi una stella. Ecco, vedi? è legata su questa bacchetta magica e posso esaudire un solo desiderio prima di restituirla: con questa bacchetta ritroverai il tuo amico".

"E’ generoso quello che vuoi fare, grazie" rispose commosso lo scoiattolo.

Allora Dadina puntò la bacchetta magica verso il prato e d'improvviso spuntò il suo amico; "Eccolo, eccolo - urlò festoso lo scoiattolo - eccolo è lui! E’ tornato! E’ lui il mio amico, quello che illumina i miei giorni, che li colora, che mi fa risplendere, che mi dà gioia e allegria. Con lui è bello vivere.

E’ un amico. E’ il mio amico. Grazie Dadina il dono più grande della mia vita è la sua amicizia e tu me l' hai fatto ritrovare".

Dadina era felice per il suo nuovo amico Scoiattolo e all'improvviso capì che l’ amicizia è già un bellissimo regalo, un regalo ineguagliabile. Ormai non aveva più nessun potere, ma non era più importante.

Cominciò a pensare a cosa poteva donare al suo amico, era comunque il suo compleanno e voleva portargli un regalo.

All'improvviso le venne un' idea, semplice ma geniale: si guardò intorno e vide tanti bei fiori colorati, che indossavano sulle loro corolle tutti i colori dell'arcobaleno. Cominciò a raccoglierli, cantando felice per la gioia, e quando ne ebbe le braccia piene cominciò a intrecciarli uno a uno alternando viole, margherite, campanelle, fiordalisi e tanti altri e ne fece una bellissima corona multicolore.

Così andò dal suo grande amico Marzolino che, quando la vide vestita da fatina, esclamò: " Come sei bella Dadina mia!"

Lei arrossì dalla gioia e gli disse:" Volevo farti un regalo prezioso per il tuo compleanno e avevo chiesto aiuto al mio amico Sole, ma poi ho pensato di farti questo", tirò fuori, da dietro la schiena, la coloratissima corona e quando Marzolino la vide rimase a bocca aperta per la semplicità e la bellezza del dono ed esclamò commosso: "Che bel dono!".

Allora il Sole, che stava guardando da lassù, fece un sorriso e la corona di fiori si illuminò e diventò ancora più splendente.

"Questo regalo è il più bello che tu potessi farmi Dadina mia, grazie! Non c'è niente di più bello che ricevere un regalo fatto dalle mani delle persone che ci amano".

"Ti voglio bene, mio grande amico. Buon compleanno."

E gli occhi di Marzolino si illuminarono di gioia. I due amici si abbracciarono e insieme proseguirono verso il sole che stava per tramontare, consapevoli che la loro amicizia sarebbe vissuta in eterno, anche oltre la loro stessa vita.

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