Prevenzione sismica
Anno scolastico 2000/2001
LEZIONI TENUTE DAL GEOLOGO S. CAMPISI A CORSISTI LAVORATORI,
ISCRITTI AL CENTRO E. D. A
del 1° Istituto Comprensivo AVOLA
Gli appunti sono stati rielaborati per storicizzare l'attività
svolta e divulgarne i risultati.
L'impaginazione e la stampa dell'opuscolo, a cura del prof. Coco Roberto, sono state
effettuate nell'aula di informatica dell'Istituto.
DOCENTI
Cretto Patrizia;
Grande Anna Maria;
Montoneri Maria Luisa;
Morale Sebastiana;
Nastasi Corrado;
Terminello Salvatore;
Tiralongo Francesca
PRESENTAZIONE
Funzione della Scuola, oggi, è rendere capaci gli studenti di
integrare la conoscenza di base con altre esperienze e favorire il formarsi di nuove
competenze.
Tale obiettivo s'inserisce nell'impegno di migliorare la qualità della vita, e far
nascere nello studente (in questo caso studente - lavoratore) desiderio e motivazione sia
ad allargare gli orizzonti culturali, sia a saperli integrare e trasformare in
comportamenti corretti nella vita pratica.
Previsione e prevenzione sismica, dunque, per imparare a difendersi, per educare
alla sicurezza, per abituare al rispetto delle regole di comportamento.
Il Dirigente Scolastico
Sebastiano Rossitto
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LE FORZE ENDOGENE (1)
I fenomeni geologici legati all'attività endogena:
TERREMOTI ED
ERUZIONI VULCANICHE
La scienza che studia com'è fatta la crosta terrestre (cioè il guscio
solido che occupa la parte più superficiale del nostro pianeta) è la geologia.
La parte più superficiale della Terra, ossia la crosta terrestre, è formata da rocce
fredde. Man mano che si scende in profondità, a causa delle elevate temperature, le rocce
sono rese incandescenti dal calore ed esercitano una forte pressione sugli strati
soprastanti.
In alcuni punti, le forti pressioni producono esplosioni e spaccature attraverso le quali
le rocce incandescenti fuoriescono dalla superficie terrestre.
Questi fenomeni danno origine ai vulcani e nel loro insieme assumono la denominazione di
vulcanismo o vulcanesimo.
In altri punti, le continue potenti pressioni producono il lento accavallarsi delle rocce
e quindi si ha la formazione delle montagne.
Questi fenomeni assumono la denominazione di orogenesi (2).
In altri ancora, le pressioni producono improvvise e violente fratture delle rocce, a
seguito delle quali si liberano da esse ondate di energie.
Questi fenomeni assumono la denominazione di sismi o terremoti.
Infine, in altri punti, sempre per i sommovimenti interni della Terra, si ha il fenomeno
dell'innalzamento e dell'abbassamento alternati della superficie terrestre.
Quest'ultimo tipo di fenomeno prende la denominazione di bradisismo
(3).
In Italia, uno degli esempi di questi fenomeni è visibile nei resti dell'antico tempio di
Giove presso Pozzuoli (Napoli), di cui si è osservato che, in tempi diversi, le colonne
prima si sono abbassate e poi si sono alzate.
(1) Forze naturali che agiscono dall'interno della Terra
(2) Termine greco(unione di due parole) che significa "nascita dei mondi"
(3) Termine greco(unione di due parole) che significa "lento nel movimento"

SCHEMA DELLA STRUTTURA INTERNA DELLA TERRA
Il terremoto è un'attività endogena della Terra, dovuto a movimenti che
si verificano nella crosta terrestre. Il punto di origine del terremoto si chiama ipocentro (in profondità).
Più dannosi sono i terremoti i cui ipocentri si trovano entro 60 chilometri dalla
superficie, in quanto le onde si propagano con maggior violenza.
Il punto della superficie terrestre posto sulla verticale dell'ipocentro, quindi più
vicino al focolare sismico, si chiama epicentro; esso
è, pertanto, il luogo in cui le scosse sono più violente.
Quando l'epicentro è situato sul fondo del mare si ha un maremoto.
Nel nostro Paese i terremoti sono un fenomeno purtroppo assai frequente. Si dice infatti
che l'Italia è un Paese ad alto rischio sismico. Essa è, dopo la Grecia, la regione a
maggior rischio sismico d'Europa.
Nel trentennio a partire dal 1891 fino al 1920 ad esempio, si sono avute circa 13.000
scosse di ogni grado. Alcune furono deboli, ma altre disastrose come il terremoto di
Messina del 1908. Esso distrusse le città di Messina e Reggio Calabria e causò la morte
di oltre 100.000 persone in soli 30 secondi.
Negli ultimi dieci anni i terremoti hanno causato più di 40.000 vittime e danni per molte
decine di migliaia di miliardi.
Il territorio nazionale è coperto da sismografi,
moderni strumenti in grado di avvertire anche le più piccole onde sismiche, che in genere
accompagnano l'arrivo di un terremoto.
Mediante i sismografi si può misurare la direzione, l'intensità, la durata e l'ora del
fenomeno sismico. In genere tali apparecchi sono forniti di un pendolo
che, oscillando in seguito alle scosse, lascia le impronte delle sue oscillazioni su di
una carta con cui è ravvolto un tamburo che gira con moto regolare e costante e recano un
cronometro che segna la durata del movimento. Sulla carta a carbone, quindi, resta un
tracciato detto sismogramma, attraverso il quale si
può dedurre l'andamento sismico.
La capacità
di prevedere l'arrivo di un terremoto sarebbe di grande importanza per poter predisporre
l'evacuazione delle zone interessate. Comunque bisogna concentrare gli sforzi economici
nel senso di costruire edifici antisismici, in grado di reggere alle forze messe in atto
dal terremoto.
I sismologi, che sono gli scienziati che studiano i
terremoti, non sono ancora in grado di prevedere con esattezza matematica il giorno e
l'ora in cui avverrà un terremoto. Essi sono solo in grado di indicare le località ampie
in cui un terremoto potrà verificarsi
con una certa probabilità
Questa possibilità di previsione si basa sul fatto che i terremoti in
Italia seguono di qualche anno i terremoti che avvengono nella penisola balcanica.
A questa conclusione gli scienziati sono giunti analizzando in dettaglio gli eventi
sismici dei secoli scorsi. Essi hanno visto che quasi ogni terremoto nei Balcani è stato
seguito, dopo qualche anno da un terremoto in Italia.
Le onde sismiche possono essere considerate come onde sferiche che si propagano
dall'ipocentro verso la superficie terrestre, dove si avvertono come scosse sussultorie e
ondulatorie.
La classificazione dei terremoti è fatta secondo la loro intensità,
ossia secondo l'intensità dei danni provocati (effetti).
Giuseppe Mercalli (1850 - 1914) ideò una scala che in
origine comprendeva 10 gradi, d'intensità crescente,
che andava da una scossa leggerissima, registrata solo
dagli strumenti sismici e detta appunto strumentale (1°
grado), alla scossa disastrosa, che causa danni e
un certo numero di vittime (10° grado). Dopo il terremoto di Messina del 1908 lo
stesso Mercalli aggiunse altri due gradi, considerando
le scosse catastrofiche con rovine di intere città e
con diverse migliaia di vittime.La scala Mercalli, dunque, è adatta per registrare gli
effetti dei terremoti. Quando però è necessario conoscere la quantità di energia emessa
da un terremoto, si parla di una scala diversa, quella della magnitudo,
i cui valori massimi sono compresi tra 8 e 9 (maggiore energia = maggiore oscillazione) scala Richter.
Esistono vari tipi di onde sismiche: le onde P o primarie (onde di
compressione); le onde S o secondarie; le
onde L o superficiali.
Le prime due si propagano all'interno della Terra e,
quando giungono in superficie, si registrano come onde
sussultorie, caratterizzate cioè da movimenti verticali; le
ultime si propagano solo in superficie e sono responsabili delle scosse ondulatorie, prevalentemente orizzontali, che sono
spesso la causa principale delle maggiori distruzioni.cercando di tener lontane le colture
e gli insediamenti umani dalle aree più prossime ai crateri dei vulcani.
Dai terremoti ci si può difendere costruendo le case con particolari criteri antisismici
che permettano di resistere alle scosse meno violente.
CHE COS'È IL
RISCHIO AMBIENTALE
Il rischio ambientale è dovuto a particolari condizioni geologiche che caratterizzano lo
spazio geografico.
Il pericolo si collega ai fenomeni del vulcanesimo,
cioè alla presenza di alcuni vulcani attivi, e della sismicità,
cioè all'incombente rischio di terremoti.
Il vulcanesimo e la sismicità si collegano alla complessità della struttura interna
della terra e alle energie che su essa si manifestano.
Le terre italiane, formatesi in epoche molto più recenti di altre in Europa, rivelano
anche in superficie i segni di una inquietudine geologica ancora in atto.
Le testimonianze di ciò sono le forme tormentate dei rilievi alpini e i vulcani, alcuni
dei quali spenti da millenni, ma altri ancora attivi.
A tutto ciò si aggiungano le scosse sismiche che tengono in apprensione le popolazioni
del Friuli, dell'Appennino centrale e del Mezzogiorno d'Italia.
Le eruzioni
vulcaniche e le scosse sismiche costituiscono un serio pericolo per le popolazioni
coinvolte, ma da questi rischi è possibile difendersi.
Dalle conseguenze delle eruzioni vulcaniche ci si può proteggere con misure di pianificazione del territorio, e cioè cercando di tener
lontane le colture e gli insediamenti umani dalle aree più prossime ai crateri dei
vulcani.
Dai terremoti ci si può difendere costruendo le case con particolari criteri antisismici
che permettano di resistere alle scosse meno violente.
Secondo la teoria della tettonica a zolle la crosta
terrestre sarebbe formata da blocchi di roccia che come zattere galleggiano su materiali
incandescenti detti magma e sottoposti a enormi pressioni.
Spinto da quelle pressioni, in alcune zone il magma
viene espulso a volte attraverso i crateri, aperture della crosta terrestre. Il condotto
costituisce il camino di un vulcano attivo.Le zolle nel loro continuo movimento sul magma
slittano le une contro le altre, talora si sormontano, si allontanano oppure si urtano
dando origine a pressioni di potenza inimmaginabile. Le montagne
e i terremoti sarebbero originati dal moto delle
zolle.
Rappresentazione
schematica della struttura di un vulcano
Il vulcano è in genere alimentato da una camera magmatica, situata in profondità nella crosta terrestre. La camera comunica con la superficie attraverso un camino vulcanico che sbocca in un'apertura circolare detta cratere, da cui esce la lava.
Distribuzione degli epicentri dei terremoti sulla superficie terrestre
Distribuzione geografica delle principali zone che costituiscono la litosfera
Dallo scontro tra due masse continentali nasce una catena di montagne
LA DERIVA DEI CONTINENTI

La somiglianza tra i profili delle coste di certi continenti, in particolare dell'Africa e
dell'America meridionale, ha suggerito per prima l'idea che i continenti siano stati
inizialmente uniti e, poi, si sono separati tra di loro
Poiché non è possibile impedire che si verifichi un terremoto, è molto importante
effettuare una previsione e una prevenzione.
Prevedere un terremoto significa sapere in anticipo che in una certa zona,
un certo giorno, a una certa ora e con una certa intensità si verificherà un terremoto;
in questo modo la popolazione potrebbe essere allertata e trasferita in luoghi più
sicuri.
La previsione degli eventi sismici viene effettuata in modo probabilistico: un certo
territorio viene studiato dal punto di vista della frequenza e dell'intensità dei
terremoti che si sono verificati, per definire la pericolosità sismica dell'area in
esame, cercando di valutare l'intensità con cui un terremoto si potrebbe manifestare.
Si studiano
inoltre i fenomeni che precedono l'evento in tempi diversi. Alcuni di essi sono di tipo fisico, come microsismi; altri sono di tipo chimico, come la variazione della concentrazione dei gas
radioattivi nell'acqua delle falde superficiali e le variazioni di temperatura; altri
ancora di tipo biologico, come il comportamento
anomalo di animali.
Raccogliendo ed elaborando i dati, si può in tal modo stabilire il grado di sismicità di
un territorio e valutare il rischio sismico di quel territorio.
Tra il 1980 e il 1984 è stata disegnata la mappa di classificazione sismica del
territorio.
L'Istituto Nazionale di Geofisica gestisce e coordina una rete di rilevamento
composta da quasi 70 stazioni. I dati sono rilevati "in continuo" e trasmessi in
tempo reale al centro elettronico dell'istituto, che poi li elabora e li pubblica. Misure
di prevenzione e difesa consistono nel costruire edifici antisismici, cioè progettati e
costruiti con particolari accorgimenti e procedere a un intervento sistematico di
consolidamento del patrimonio edilizio di tutte le aree a elevato rischio sismico.La
realizzazione di ciò può essere effettuata in un lungo arco di tempo e attraverso una
concreta e precisa pianificazione degli interventi di risanamento.
DISTRIBUZIONE
DELL'ATTIVITA' SISMICA IN ITALIA
REGOLE DI COMPORTAMENTO
SE LA ZONA È SISMICA
* Accertarsi del buono stato
della propria abitazione
* Conoscere il piano di Evacuazione Comunale in caso di terremoto: quali sono le aree di
raccolta più vicine all'abitazione e sicure
* Saper chiudere gli interruttori centrali di gas, acqua e luce nella propria abitazione
* Fissare bene alle pareti scaffali, mobili pesanti
* Conoscere quali sono i punti della casa più sicuri per spessore dei muri, archi
portanti
IN CASO DI TERREMOTO: (SE SI
È A CASA)
* Mantenere la calma
* Ripararsi sotto i muri maestri, architravi, nei vani delle porte, sotto i tavoli, negli
angoli in genere
* Cercare di uscire se si è molto vicini a una porta di uscita che immette in un luogo
ampio e aperto
* Tenersi lontani da tutto ciò che può cadere (oggetti appesi, vetri, impianti elettrici
volanti)
* Non sostare sui balconi o sulle scale
* Non prendere l'ascensore
* Usare il telefono solo in caso di grave difficoltà
* Recuperare qualcosa, se possibile: un maglione, una coperta, del cibo, acqua
* Appena possibile recarsi nei punti di raccolta
* Stare lontani dalle spiagge per il pericolo di maremoti
* Conoscere il percorso più
vicino per evacuare l'edificio
* Mantenere la calma e non urlare
* Mettere in pratica le istruzioni di sicurezza
* Dirigersi verso il punto di raccolta in caso di evacuazione
* Prendersi cura della propria e altrui sicurezza
* Astenersi dal compiere operazioni e manovre che non siano di competenza
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I contenutidi questo opuscolo, le immagini, i grafici e le norme di
sicurezza inerenti all'argomento trattato sono stati ricavati essenzialmente da testi
scolastici di cui per completezza si riportano titoli e autori:
sistemi - "La nuova geografia per la scuola media" di
Marco Vanni e Lucia Zanacchi vol.1
"Geografia" di G. Paladini - G. Valenti " Educare alla sicurezza" di
Rosa Maria Spagnolo. R. Finzi - T. Isemburg - G. Sofri - S. Tutino - I Continenti
Extraeuropei - Vol. 3 Zanichelli 1988 F. Cassone - D. Volpi - M Ramponi - F.
Dobrowolny - L'Argonauta - Vol. 3 -Lattes 1996
www.elbasun.com - il sito del SOLE