Dr. Massimiliano Zanetti

speciale salute

Igiene nello studio odontoiatrico

a cura del Dott. M. Zanetti
medico chirurgo odontoiatra

massimiliano-zanetti@elbasun.com

Affronterò un argomento che sicuramente in molte persone avrà suscitato dubbi, perplessità, e qualche paura. Sto parlando delle possibili trasmissioni di malattie infettive nelle comuni pratiche mediche, compresa quella odontoiatrica. Premetto che la mia modesta intenzione è quella di chiarire, se possibile, alcuni aspetti di questo problema, di spiegare quali sono oggi le malattie più a rischio, e cosa avviene in un comune studio dentistico per evitare qualsiasi contagio. Nei nostri studi medici le pratiche per il controllo dell'igiene e della sterilizzazione degli strumenti sono al primo posto. Questo, tengo a precisarlo, non solo per tutelare la salute dei pazienti, ma anche per tutelare la salute degli operatori, che quotidianamente sono esposti più di ogni altro a tale rischio. Ci sono diverse ragioni che ci possono esporre a un possibile contagio durante una normale seduta dal dentista. Il campo in cui si opera, cioè la bocca, è un ambiente biologico molto complesso, ricco di microrganismi. Le cure odontoiatriche sono diventate più complesse, indaginose e lunghe. Le apparecchiature che vengono utilizzate producono una gran quantità di aerosol carico di batteri. La chirurgia orale è sempre più frequente e quindi anche un possibile contatto con il sangue del paziente. Tralasciando quelle infezioni che non producono malattie importanti, ne restano due che oggi rappresentano il maggiore rischio durante le normali pratiche odontoiatriche: l'epatite B e l'Aids. Mentre per l'Aids esistono alla base maggiori controlli sanitari per i portatori, l'infezione da virus di epatite B è di gran lunga più frequente. Si calcola che in Italia ci sono 50.000 casi nuovi ogni anno, e circa il 10% riferibili a cure odontoiatriche.

Dobbiamo dire che per il dentista risulta difficile identificare i portatori di epatiti sia perchè spesso la malattia al suo inizio può essere asintomatica, sia perchè non di rado il paziente non riferisce al medico la sua malattia. Nemmeno possiamo pensare di eseguire analisi a tutti i pazienti che devono sottoporsi a semplici cure dentistiche. Ecco perchè l'unico modo per scongiurare qualsiasi contagio è attuare un valido trattamento di sterilizzazione per ogni strumento, che oggi prevede tre diverse fasi: la prima che è un'accurata detersione dello strumentario, la seconda che prevede una sterilizzazione a freddo in soluzioni varie (glutaraldeide, perossido di idrogeno ecc.) e infine una ulteriore sterilizzazione in autoclave. Tutto ciò ha innalzato gli standard di sicurezza e possiamo affermare con tranquillità che oggi praticamente tutti gli studi dentistici sono attrezzati per prevenire ogni forma di infezione. Spetta comunque anche al buon senso del paziente intuire che se un ambiente medico si presenta in disordine e poco curato anche nelle sue infrastrutture, ci sono buone possibilità che il resto non sia migliore. Sono oltremodo convinto che tutelare la salute dei pazienti per un medico equivalga a tutelare la propria.


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