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C |

dalla A alla Z |
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CHLAMYDIA TRACHOMATIS |
C |
Questo nome, abbastanza misterioso,
identifica un batterio responsabile di una
infezione genitale che, fra le sue
caratteristiche, vanta anche il primato di
difficoltà nella sua identificazione.
La persona che, in seguito ad un rapporto
non protetto, viene infettata,
difficilmente sospetterà di aver contratto
questa malattia per il semplice fatto che
spessissimo non avrà alcun sintomo.
Certo non ci si deve allarmare perchè non
si tratta di un virus pericoloso come
quelli dell'epatite o dell'HIV, per
fortuna non ha conseguenze sulla salute
così impegnative, ma si tratta comunque di
una infezione subdola, misconosciuta, che
difficilmente tende a guarire senza danni.
Soprattutto ha una particolare
predilezione per gli adolescenti, che in
fondo sono quelli meno esperti e meno
prudenti. Quando le ragazze non vengono
seguite regolarmente da un ginecologo di
fiducia e hanno, anche sporadicamente, dei
rapporti senza che il partner usi il
preservativo fin dall'inizio, possono
venire a contatto con questo batterio
diverse volte e questo ripetersi del
contagio sembra responsabile della
cronicizzazione della infezione.
Nelle ragazze molto giovani non tutti i
meccanismi di difesa possono essere
sufficientemente maturi, alcune volte
possono sussistere comportamenti a rischio
(fumo, alcool, droghe o cattive abitudini
alimentari) e l'insieme di queste cause
può avere conseguenze a medio e lungo
termine anche importanti.
Dobbiamo sempre tener presente che se
durante l'adolescenza e con le prime
esperienze sessuali, quasi mai ci si pone
l'obiettivo di avere un figlio, durante la
vita adulta questo bisogno-desiderio può
diventare importantissimo e comunque deve
poter rimanere una libera scelta.
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CICLO MESTRUALE |
C |
La comparsa
ritmica della mestruazione è l’espressione
evidente della raggiunta capacità
riproduttiva della donna.
Il primo episodio, chiamato “menarca”,
segna l’inizio della pubertà ed il
successivo sviluppo psico-fisico che
porterà all’età adulta dopo circa 5 anni.
La durata del ciclo si intende
l’intervallo fra una mestruazione e
l’altra. I giorni possono variare,
rimanendo nella normalità, da un minimo di
23-24 ad un massimo di 32-33 anche se dare
delle cifre può sempre risultare
abbastanza inesatto.
La variabilità è infatti una
caratteristica costante delle
caratteristiche umane, modificate dal
codice genetico, dalla razza, dalle
condizioni ambientali.
Certamente una giovane che a 18 anni non
ha ancora visto il menarca è giusto che si
rivolga ad uno specialista, come una
scomparsa di flusso che superi
l’intervallo di un anno può richiedere una
consulenza medica.
Invece è impossibile dire se una donna è
fertile o meno in base alla regolarità dei
suoi cicli: se sembra abbastanza logico
aspettarsi una ovulazione con un ciclo di
28 o 30 giorni, in realtà nella specie
umana non esiste alcun segnale esterno che
evidenzi il momento preciso in cui nella
tuba del Falloppio c’è un uovo maturo
idoneo ad essere fecondato.
In fondo questo grande mistero ha da
sempre reso affascinante la sessualità!
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CISTITI |
C |
Molte donne,
nell’arco della loro vita, hanno provato
almeno una volta la sintomatologia di una
cistite acuta: la vescica infiammata
provoca uno stimolo impellente ad urinare,
alla fine dello svuotamento si prova un
dolore intenso e qualche volta nella carta
igienica si ritrova anche del sangue.
In genere
questo disturbo colpisce le donne in età
fertile, talora segue a breve un rapporto
sessuale.
E’ un
disturbo che quasi esclusivamente
interessa il genere femminile ed è spesso
trascurato o curato in maniera
insufficiente o inappropriata.
E’ il
classico caso nel quale una volta che il
fastidio è passato, l’evento viene
facilmente dimenticato fino alla
successiva ricaduta.
Non è tanto
importante preoccuparsi per un singolo
episodio, quanto non trascurare
l’eventuale ricorrenza della
sintomatologia che potrebbe, in questo
caso, richiedere degli approfondimenti
diagnostici (es: urinocoltura) o
consulenze specialistiche.
Non
dimentichiamo mai che la salute va
mantenuta con cura ed attenzione e che
spesso una banale cistite potrebbe
rappresentare l’unica sintomatologia di
una infezione più complessa a carico del
sistema uro-genitale.
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CLIMATERIO |
C |
Ci possono
essere definizioni diverse per questa
parola, ma a me piace confrontare la
menopausa con la pubertà e il climaterio
con l’adolescenza.
La pubertà è
l’inizio dell’età fertile nell’uomo e
nella donna e la menopausa è la cessazione
della fertilità femminile.
Non ci può
essere un’andropausa maschile equivalente,
per il semplice fatto che l’uomo non deve
affrontare la gravidanza: il ruolo
maschile è quello di depositare lo sperma
il più vicino possibile all’ovocita
femminile per fecondarlo.
Così come
l’adolescenza rappresenta il periodo
successivo al menarca che porterà
nell’arco di 3-5 anni alla maturità
psico-fisica il climaterio è il periodo
che precede e segue la menopausa e servirà
alla donna ad adattarsi ad un ruolo
diverso da quello riproduttivo.
La natura è
così saggia che considera pericolosa una
gravidanza oltre i 50 anni sia per il feto
che per la mamma ed ha attuato la
strategia di renderla impossibile per
mancanza di ovociti nelle ovaie.
Quindi una
donna che, nel periodo del climaterio, non
ha più i flussi mestruali sa che non
correrà più rischi di rimanere incinta e
si dedicherà con più tranquillità al
proprio compagno, alla propria famiglia o
a nuove affermazioni professionali o
culturali.
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COLPOSCOPIA |
C |
Il
colposcopio è uno strumento ottico ideato
nel 1924 da un ginecologo di Amburgo,
Hinselmann, e viene utilizzato dopo il Pap
Test o “striscio” se la risposta è dubbia
per infezione virale o tumore cervicale.
Ogni donna
di qualsiasi età, che abbia iniziato i
rapporti sessuali da almeno un anno deve
fare regolarmente il Pap test.
Normalmente
in Italia esistono dei programmi di
screening che richiamano ogni tre anni le
donne in età fra i 26 ed i 64 anni, ma
naturalmente ogni donna conosce le sue
abitudini sessuali e quindi anche la
sedicenne che ha rapporti deve fare questo
esame semplice, indolore, che permette una
diagnosi precoce di malattie in atto ed
evita l’insorgenza del più temibile cancro
del collo dell’utero.
L’esame
cervicale può dare un risultato “dubbio”
che indirizza ad una colposcopia, che è un
esame diagnostico più completo che
permette di identificare le lesioni
infiammatorie virali o no e che può dare
un indirizzo di terapia o di semplice
attesa di una guarigione spontanea.
Ogni donna
sessualmente attiva dovrebbe fare il suo
Pap test ogni tre anni e non aver paura di
una richiesta di Colposcopia, perché un
controllo costante e regolare con questa
cadenza ha portato alla quasi totale
scomparsa del tumore del collo dell’utero
o comunque alla sua rapida identificazione
ai primi stadi di sviluppo.
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CONDILOMI |
C |
Si parla
spesso di Pap test o "striscio" per le
donne, ma non sempre colei che si
sottopone a questo esame semplice e
importante sa esattamente a cosa serve.
Effettuare
il Pap test ogni tre anni, dopo l'inizio
dei rapporti sessuali, serve ad
individuare le donne che si sono infettate
con il Papilloma Virus e che non hanno
alcuna sintomatologia. Una localizzazione
del virus sul collo dell'utero quasi mai
dà segno di sé: nessun prurito, nessuna
perdita vaginale, nessun bruciore.
Qualche
volta invece il virus si trova bene nelle
cellule della vulva o del pene e produce
delle piccole escrescenze che prendono il
nome di "creste di gallo".
In quel caso
spesso c'è prurito o bruciore e ci si
rivolge allo specialista ginecologo o
dermatologo.
Il virus
responsabile è sempre della famiglia dei
Papillomi Virus, ma diciamo che si tratta
di un componente "meno aggressivo" di
quello che può provocare infezioni del
collo dell'utero e qualche volta si può
risolvere il problema anche con terapie
mediche.
L'importante
è di non fare terapie improvvisate o
suggerite da un'amica: meglio sentire il
parere dell'esperto e ricordarsi che il
Pap test è un dovere ma anche un diritto
della donna!
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CONDOM |
C |
Alcune
settimane fa un giornale che tutela i
Consumatori ha condotto una indagine sul
costo e la qualità dei preservativi in
vendita nei supermercati e nelle farmacie.
I risultati
sono stati rassicuranti: i condom prodotti
in Italia sono in genere di buona qualità,
garantiti dalle rotture e ad un costo
accettabile.
E' evidente
allora che se scegliamo questo metodo di
protezione in rapporti sessuali a rischio,
le garanzie ci sono. Quello che forse è
più difficile per ciascuna persona è
giudicare quale sia veramente un rapporto
" a rischio".
Se facessimo
una rapida inchiesta fra amici e
conoscenti, quasi tutti risponderebbero
che gli unici rapporti "pericolosi" sono
quelli con prostitute o simili.
Provocatoriamente io considero "a rischio"
ogni rapporto fra persone non più vergini
che non usano il condom a meno che non si
tratti di una coppia stabile da lungo
tempo (almeno 6 mesi) e assolutamente
fedele.
La fascia
d'età più a rischio per gravidanze
indesiderate e malattie sessualmente
trasmesse è quella fra l'inizio dei
rapporti ed i 25 anni e questo è
facilmente comprensibile.
Quindi l'uso
costante, preciso, diligente del condom è
l'unica arma reale, economica e sicura per
crescere sani e fare figli solo quando si
desiderano realmente..
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CONTRACCEZIONE ORMONALE |
C |
Il blocco
temporaneo della capacità riproduttiva
della donna si può attuare con vari
metodi, uno di questi è l'uso di una
"pillola".
Su questo
argomento si è detto di tutto nel bene e
nel male e naturalmente la verità risiede
nel buon senso e nella personalizzazione
della scelta.
E' evidente
a tutti che una obesa, con le vene
varicose ed il diabete non sarà
incoraggiata a prendere una qualsiasi
pillola, ma una donna di normale
corporatura, dopo un numero di anni di
flussi regolari dallo sviluppo se sana ed
a rischio di gravidanza indesiderata potrà
utilizzare tale metodo per diversi anni.
L'importante
è che non fumi troppo e sia sotto regolare
controllo specialistico. E' giusto che la
pillola anticoncezionale sia prescritta
dal proprio medico curante di Medicina
Generale, ma per tutta una serie di
controlli specifici (vedi Pap Test) è
indispensabile l'appoggio di una
consulenza ginecologica.
Tralasciamo
tutte le leggende metropolitane sui rischi
di sterilità o di malformazioni fetali
dopo l'uso di pillola anche per svariati
anni.
L'unico dato
certo è che esiste nei primi tre-sei mesi
di prescrizione un impatto sul sistema
circolatorio specialmente venoso per cui è
sconsigliabile iniziare l'assunzione nei
mesi più caldi.
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CORPO LUTEO |
C |
Durante
l'intervallo fra una mestruazione e
l'altra avviene l'OVULAZIONE evento
durante il quale il follicolo libera l'ovocita
(che sopravviverà nella tuba in attesa
della fecondazione per circa 3 giorni).
Il follicolo
successivamente va incontro ad una serie
di modificazioni che lo trasformeranno in
un organo importantissimo per la
riproduzione chiamato "corpo luteo": il
suo ruolo infatti sarà quello di produrre
il progesterone.
Senza questo
ormone non si potrebbe sviluppare la
gravidanza perchè l'utero non sarebbe
preparato ad accogliere l'embrione e le
mammelle non si preparerebbero a produrre
il latte.
Molte donne
infatti si accorgono che le loro mammelle
diventano dolenti prima delle mestruazioni
e molte di loro sanno che se il flusso
ritarda e le mammelle diventano più gonfie
dovranno fare al più presto un test di
gravidanza.
Non tutti i
cicli mestruali producono un ovocita ed un
corpo luteo, cioè non tutti i cicli sono
fertili, purtroppo nessuna donna è in
grado di poterlo affermare con certezza e
questo ha reso molto difficile, nella
specie umana, sia evitare una gravidanza,
che averla quando c'è qualche difficoltà.
Dopo alcuni
anni dalla prima mestruazione (menarca) i
flussi, anche se regolari, cominciano a
saltare qualche ovulazione e anno dopo
anno queste diventano sempre meno
frequenti, fino a quando dopo i 40
diventano abbastanza rare. Naturalmente
questo è un discorso statistico e sappiamo
bene che ci possono essere donne di 20
anni con rarissime ovulazioni durante un
anno e donne in pre-menopausa che ovulano
tutti i mesi. Ma i misteri e le sorprese
della vita sono proprio il suo sale!
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CROMOSOMI
(Anomalie) |
C |
I cromosomi
possono essere paragonati ad uno scrigno
che contiene tutte le istruzioni per
creare un nuovo essere vivente. Ciascuno
di noi possiede 46 cromosomi, 44 servono
per la nostra struttura fisica: capelli,
occhi, gambe ecc ecc e gli altri due sono
quelli che determinano il sesso.
Ogni volta
che una donna è incinta ci aspettiamo che
il bambino che in lei si sta sviluppando
sia perfetto, in realtà in natura, in
persone sane senza fattori di rischio,
esiste una certa possibilità statistica
che nelle prime fasi di sviluppo
embrionale avvenga un errore di
accoppiamento cromosomico.
Il
meccanismo attraverso il quale il
patrimonio paterno si fonde con quello
materno è abbastanza complesso ed in
qualsiasi momento o nelle prime fusioni
cromosomiche o nelle prime divisioni
cellulari si possono avere degli “errori”.
La nostra
cultura accetta sempre meno questo evento
“naturale” ed un bambino con una patologia
genetica o cromosomica viene quasi sempre
visto come il risultato di un “errore
medico”.
La natura ha
un meccanismo di difesa che è quello
dell’aborto spontaneo o della morte
neonatale o perinatale (intorno cioè alla
data del parto) e noi non accettiamo
neppure questo!
Il difficile
infatti, in questi casi, è capire se
l’interruzione spontanea della gravidanza
o la morte del feto è un evento naturale o
è conseguenza di una patologia rimediabile
e curabile.
Quando i 23
cromosomi paterni si uniscono con i 23
cromosomi materni inizia tutta una serie
di divisioni cellulari che daranno origine
all’embrione e poi ad un nuovo essere
umano ed in quel momento si può verificare
un “incidente di percorso” oppure già
prima della fecondazione uno spermatozoo o
un’ovocita può contenere un cromosoma in
più o in meno o un cromosoma difettoso.
Gli errori
infatti possono comportare o
un’alterazione del numero dei cromosomi
per cui invece di avere 46 cromosomi
l’embrione ne riceverà per esempio 45 o 47
(pensiamo alla trisomia 21 o S. di Down o
mongolismo in cui ci sono tre cromosomi 21
invece che due) oppure un’alterazione
della struttura dei cromosomi per cui i
cromosomi sono regolarmente 46 ma può
mancare un pezzo di uno oppure averne un
pezzo in più.
Tutto questo
può essere non evidente nell’individuo
alla nascita o adulto perché c’è un
“bilanciamento” oppure può portare a
malformazioni più o meno gravi.
Esistono
alcuni esami sia strumentali, come le
ecografie per lo studio della translucenza
nucale o il tri-test, che invasivi come la
villocentesi e l’amniocentesi, che
permettono di individuare i feti malati.
Ci auguriamo
che in un futuro molto vicino si potranno
attuare anche terapie genetiche che
permetteranno a queste creature di essere
curate in utero.
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COWPER
(Ghiandole bulbo-uretrali) |
C |
Lo sperma, o
liquido seminale, contenente gli
spermatozoi, è composto per la maggior
parte da una componente liquida prodotta
da tre ghiandole:
1. le due
vescicole seminali
2. la prostata
3. le ghiandole bulbo-uretrali del Cowper
e le ghiandole uretrali.
Le prime
sono quelle che producono circa i 2/3 del
liquido seminale e sono sotto la
regolazione degli ormoni maschili
(androgeni), hanno una muscolatura liscia
che permette loro di svuotare nell’uretra
tutto il contenuto della secrezione
durante l’eiaculazione.
La prostata è una ghiandola più complessa
perché ha due funzioni:
secretoria (sotto l’nfluenza degli
androgeni), contribuendo alla produzione
del 15-20% del liquido seminale
meccanica, regolando la fuoriuscita
nell’uretra dell’urina o dello sperma nei
vari momenti funzionali.
Le ghiandole
del Cowper sono le equivalenti maschili
delle ghiandole del Bartolini femminili.
Secernono un liquido chiaro, viscido che
viene prodotto durante l’erezione e
l’eiaculazione, la particolare viscosità
del secreto facilita infatti il passaggio
dello sperma come nella donna il liquido
prodotto dalle ghiandole del Bartolini
facilita la penetrazione.
Questa
secrezione precede l’eiaculazione ed è uno
dei motivi di fallimento del “coito
interrotto” in quanto può contenere
spermatozoi di eiaculazioni precedenti o
no e non è “percepita” dall’uomo in quanto
non necessita di una spremitura muscolare
della ghandola stessa.
La sequenza
dell’atto sessuale inizia con un
meccanismo vascolare che è l’erezione, poi
segue la secrezione ghiandolare e
l’emissione del suo secreto, poi arriva l’
eiaculazione ed infine si ha la
detumescenza del pene.
Dottoressa Manola
Dell'Orso |