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Ginecologia

dalla A alla Z


  ACNE A

E’ una alterazione dermatologica molto frequente in età adolescenziale e mi sembra normale inserirla nella ginecologia perché è facile vedere una ragazzina con acne curata con gli estro-progestinici (cioè la pillola).

Il nostro organismo è un’unità psico-fisica ed i brufoli sul viso possono essere espressione di una serie di cause che vanno dalle caratteristiche genetiche della pelle, a problemi psicologici dell’età, a disturbi dell’alimentazione,a disfunzioni ormonali.

Quando in medicina le ragioni dell’insorgenza di un disturbo sono così varie, la diagnosi e la terapia diventano complesse e qualche volta con scarsi risultati.

Credo comunque che si debbano seguire alcune regole di comportamento:

Evitare il “fai da te” ricorrendo a tutta una serie di tentativi terapeutici consigliati da amici e conoscenti.

Seguire le cure con tranquillità e pazienza perché combattere l’acne non è facile e diventare nervosi perché non si ottengono risultati rapidi è controproducente in quanto si vanno ad innescare meccanismi psico-somatici che rischiano di aggravare il disturbo.

Nel caso venisse consigliato l’uso di una pillola consultare anche il ginecologo che seguirà la terapia ormonale dal suo punto di vista.

Informare sempre e comunque il medico curante di ciò che si sta facendo, perché è quello che più conosce la storia personale di ciascun soggetto.

L’acne comunque non deve diventare un complesso, l’importante è non trascurarsi e non prendersela troppo: sicuramente si potrà trovare una terapia adatta se si avrà la costanza di seguire i consigli medici e se si seguirà una dieta sana.


  ADRENARCA A

La pubertà raggiunge il suo culmine con la comparsa della prima mestruazione (menarca).

E’ preceduta 1-2 anni prima dallo sviluppo dei caratteri sessuali secondari:

1. mammella (telarca)
2. peli del pube (pubarca)
3. peli ascellari (adrenarca)

Questi cambiamenti si rendono evidenti perché delle sostanze circolanti nel sangue (ormoni) prodotti da alcune ghiandole (surrene, ipofisi) raggiungono gli organi bersaglio (mammelle, pelle del pube e delle ascelle, ovaie) ed impartiscono degli ordini precisi, sotto la supervisione attenta del cervello (ipotalamo).

Niente è casuale, tutto è coordinato e bilanciato, salvo piccoli errori di interpretazione per cui, talvolta, insieme ai peli ascellari compaiono sul viso quei famosi brufoli (acne giovanile).

Dalla comparsa del menarca continua rapida la crescita corporea e psicologica, che dura tutto il periodo dell’adolescenza, fino ad arrivare, nell’arco di alcuni anni, alla completa maturità sessuale e psico-fisica.


  AMENORREA A

Con questo termine si intende la “mancata mestruazione” che si divide in:

Primaria quando all’età di 17 anni non è ancora comparsa la prima mestruazione

Secondaria quando manca il flusso da almeno 3 mesi

Le cause di questa alterazione del ciclo sono molte e la diagnosi può essere non sempre facile da formulare.

Certamente è un disturbo che può preoccupare più spesso la madre che non la figlia adolescente che, dopo un periodo di mestruazioni più o meno regolari, le vede scomparire anche per lunghi mesi.

Le donne adulte sono abituate alle scadenze regolari dei flussi e l’alterazione della loro ritmicità le spinge subito dallo specialista, altro discorso è la teen-ager che spesso rimane indifferente alla scomparsa della mestruazione (salvo preoccuparsi se ha avuto rapporti sessuali!).

Comunque se l’amenorrea dura oltre un anno e ci sono problemi alimentari connessi (alimentazione squilibrata o insufficiente) forse il problema principale rimane quello della possibile perdita di calcio a livello osseo.

Non dobbiamo dimenticare infatti che la crescita corporea ed il patrimonio di calcio nelle ossa si completa dopo i 20 anni di età e quindi l’adolescente di oggi determinerà il rischio dell’osteoporosi nella donna in menopausa di domani.


  ANAMNESI A

La raccolta dei dati “medici” riguardante la famiglia e la storia personale è un momento fondamentale ed indispensabile del rapporto medico-paziente.

Ciascuno di noi è infatti il risultato dell’interazione fra il proprio corredo genetico e l’ambiente.

Sarà importante sapere per esempio se ci sono stati parenti stretti con diabete o ipertensione, oppure se la persona interessata è una forte fumatrice o ha subito in precedenza un qualche intervento chirurgico.

Tutte le notizie raccolte dal medico possono rivelarsi utili ad interpretare correttamente i sintomi di un disturbo.

Purtroppo spesso ci si reca da un professionista che non ci conosce senza la documentazione adeguata (cartelle cliniche di eventuali ricoveri, radiografie, risultati di analisi del sangue o ecografie effettuate presso altri studi medici) oppure ci si dimentica di fornire notizie importanti come allergie a farmaci particolari o cure in atto magari omeopatiche.

Rispondere in maniera completa ed esatta alle domande sui propri parenti o su sé stessi può spesso indirizzare un medico verso la strada giusta per una buona visita ed un’altrettanto sicura diagnosi


  ANDROGENI A

Parlare di ormoni maschili, come il testosterone, nella ginecologia può apparire provocatorio, ma se è scontato che il testicolo li produca, non è strano che vengano prodotti anche dall’ovaio.

In realtà anche la donna necessita di una piccola quota di questi ormoni, che hanno una funzione importantissima di regolazione di molte funzioni, dall’ovulazione all’attività sessuale.

I nostri ormoni sono “messaggeri” che, prodotti da una ghiandola a molta distanza dagli organi bersaglio, raggiungono i loro obiettivi circolando nel sangue e regolano sistemi complessi di azioni, reazioni e sentimenti.

Basta che cambi una singola reazione chimica per produrre un “messaggio” diverso da un altro, talora basta solo variare la quantità prodotta di uno stesso ormone e l’ordine avrà un significato addirittura opposto.

L’ovaio produce un uovo al mese per la procreazione, ma è contemporaneamente, una ghiandola capace di produrre tutti gli steroidi sessuali: estrogeni, progestinici, androgeni.

La differenza fra ovaio e testicolo risiede principalmente nel fatto che nell’ovaio la maggior parte degli androgeni prodotti verranno trasformati in ormoni femminili e cioè in estrogeni e quelli che rimangono androgeni entreranno in circolo ed andranno ad influenzare l’attività dei follicoli dei peli pubici ed ascellari, delle ghiandole sebacee e dell’utero, andranno anche in certe zone del cervello, nei muscoli scheletrici, nel fegato e nel midollo osseo.


  ANNESSITI A

Con questo termine si intende indicare le infiammazioni che colpiscono gli “annessi uterini” e cioè le tube e le ovaie.

L’apparato genitale è composto dagli organi deputati alla riproduzione e cioè utero, ovaie e salpingi (tube di Falloppio).

L’utero è l’organo dal quale originano le mestruazioni, contiene la gravidanza e nel travaglio di parto agisce attivamente per l’espulsione del feto.

Le tube svolgono ruoli importantissimi come la captazione dell’ovocita, la migrazione degli spermatozoi, la fecondazione ed il trasporto dell’embrione in utero.

Naturalmente l’ovaio ha il doppio compito di contenere le cellule uovo e di produrre gli ormoni (estrogeni, progesterone, androgeni).

E’ quindi facile comprendere come una infezione che vada a danneggiare può o meno seriamente gli annessi debba essere in primo luogo evitata, se possibile, o comunque prontamente individuata e curata.

I germi responsabili di annessiti sono trasmessi quasi esclusivamente per via sessuale, in rapporti non protetti.

Queste infezioni hanno la caratteristica di dare scarsa sintomatologia e di tendere a cronicizzare.

Il consiglio migliore che si può dare è di usare un’adeguata protezione fin dall’inizio di un rapporto sessuale occasionale o comunque con persona “non vergine”.


  ANOVULARIETA’ A

La produzione mensile di una “cellula uovo” da parte della gonade femminile (ovaio) è l’espressione biologica della capacità riproduttiva: la donna può essere fecondata e rimanere incinta.

Dopo la prima mestruazione (menarca) non tutti i cicli garantiranno un’ovulazione perché il sistema di regolazione ipotalamo-ipofisi-ovaio non è ancora pienamente maturo e spesso occorreranno anni per avere il massimo della funzionalità.

Questo non vuol dire che i flussi saranno per forza irregolari, né che le ragazze molto giovani sono meno fertili, diciamo che siccome nella specie umana l’ovulazione non ha alcun segno esteriore di riconoscimento, non è possibile sapere se in quel momento la donna è fertile o no.

Negli anni che precedono la menopausa (ultima mestruazione) di nuovo l’ovulazione non sarà regolare tutti i mesi perché l’ovaio non ha più un numero sufficiente di ovociti (future cellule uovo) per esaurimento naturale delle scorte.

Quindi il periodo di maggiore fertilità è quello che segue di alcuni anni il menarca e precede di alcuni anni la menopausa.

Ci sono condizioni diverse (congenite, ormonali, infettive, psico-somatiche, ecc) nelle quali l’ovulazione viene a mancare rendendo difficile il concepimento.

Si tratta dei casi di INFERTILITA’ per ANOVULARIETA’.

Per fortuna non sempre chi non ovula spontaneamente rimarrà senza figli, essendo uno dei disturbi forse più facili da curare nei Centri di Fecondazione Assistita.


  ASPERMIA A

Il termine indica l’assenza dell’eiaculato. Va differenziato dall’AZOOSPERMIA che indica invece l’assenza degli spermatozoi nello sperma. L’eiaculato (o sperma totale) è infatti una sospensione di spermatozoi in un mezzo fluido, il liquido seminale, composto dalle varie secrezioni dei testicoli, dei dotti deferenti, delle vescichette seminali, della prostata e delle ghiandole parauretrali del Cowper.

Naturalmente siamo di fronte a problematiche importanti di STERILITA’ MASCHILE che vanno indagate quando una coppia non riesce ad avere figli dopo un congruo periodo di tempo di rapporti non protetti (in genere un anno).

Le problematiche dell’infertilità hanno ricevuto in questi ultimi anni un’attenzione sempre più vasta con momenti anche di sgomento etico: pensiamo ai recenti clamorosi annunci sulle “clonazioni”.

Per ora, i comuni mortali, utilizzano il normale atto sessuale per procreare e se il tanto atteso erede non arriva, non resterà che rivolgersi ai vari Centri di Sterilità dove medici competenti e specialisti accompagneranno la coppia all’identificazione della possibile causa e alla relativa cura.

 


Dottoressa Manola Dell'Orso

 

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