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LA SAGGEZZA DELLA TERZA ETA’
Il periodo della vita che ciascuno di noi vive dopo l’età riproduttiva era prima denominata “vecchiaia”, con una parola quasi dispregiativa.
Anche oggi, con i vorticosi cambiamenti ai quali assistiamo, pensiamo che solo i giovani abbiano tutte le possibilità di vivere bene: l’introduzione di nuove monete, la comunicazione con i telefonini ed Internet, spaventano i più grandi che temono di rimanere emarginati.
E coloro che si sentono aggiornati e capaci di assorbire queste novità, mostrano sicurezza e qualche volta arroganza.
Ma io paragono spesso il volgere della nostra vita a quella di una foresta: prima piante esili, insicure con tronchi che si possono rompere al vento; poi lo sviluppo di forza, la produzione di fiori e frutti, poi l’arricchimento del sottobosco ed infine la “maturità”: lo splendore di alberi giganteschi, la ricchezza di erbe ed insetti che si nutrono e trovano riparo fra le foglie cadute, il riparo sicuro per gli animali dai più piccoli insetti agli uccelli, ai mammiferi.
L’ultimo percorso della vita è quello più affascinante, perché è la somma di tutta l’esperienza accumulata negli anni precedenti, è la capacità di resistere ai dolori, alle privazioni, è l’intelligenza di saper affrontare le difficoltà e di assaporare anche i più piccoli piaceri: un profumo, un periodo di salute, un gesto affettuoso.
I giovani, affannati nel capire la vita, nel volerla vivere in fretta e talora tutta in una volta, spesso non hanno tempo per assaporarla, per centellinarla.
L’unica sofferenza vera può essere la solitudine: la perdita del compagno o della compagna.
L’importante, in questi casi, è di non chiudersi in se stessi e cercare fra amici e familiari una continuità di amicizia e di affetto indispensabile ad ogni essere umano.
Qualche volta si ha la fortuna di trovare un’altra persona, che non potrà mai sostituire nella memoria un marito o una moglie amati a lungo, ma che potrà offrire ancora occasioni di compagnia e di tenerezza.
E’ bello vedere una coppia di persone con i capelli bianchi che ancora si tengono per mano, che passeggiano pacatamente guardando i negozi del centro o che sorseggiano un aperitivo seduti ad un bar.
Quasi sorge un piccolo sentimento di invidia: alla loro età si vogliono ancora bene!
Forse la donna non avrà la pelle fresca ed il corpo come Monica Bellucci e l’uomo non avrà più il fisico di Raoul Bova, ma è tutto oro quello che luccica?
Dottoressa Manola
Dell'Orso |