Lettera inviata da
Stellacometa
stellacometa@elbasun.com
Cara Francesca,
sono sconvolta quanto te riguardo a quanto avvenuto a Novi Ligure, proprio perche, come te
e come molti, ho dei figli.
Prima di ogni cosa, mi sono chiesta quali potessero essere i meccanismi, le molle che
scattano nella mente umana, per poter arrivare a perdere ogni punto di umano
riferimento........ già, perchè l'azione in sè stessa, l'omicidio genitoriale, mi
rimanda ad un gesto bestiale, vale a dire ad una perdita totale dell'intelligenza umana.
Sì, ne sono sicura, non c'è niente di umano in ciò che è successo.
E' una lucida follia che ha partorito un insano gesto bestiale.
Spesso si dice che quando siamo a disagio, cerchiamo il capro espiatorio nelle persone a
noi più care...e, facendo un ragionamento assurdo, prima di proseguire a raccontare i
miei pensieri, mi dico:
- Forse allora la madre e il fratello di quella diciassettenne erano le persone a lei più
care?-
E' un pensiero inesistente il mio, un pensiero assurdo, proprio perchè non riesco a
capire e a qualcosa mi devo agganciare, troppo lontana da me l'idea ......
Leggo ed ascolto le interpretazioni degli psichiatri , degli psicologi, faccio attenzione
a ciò che dicono i "legulei" dei Tribunali minorili e cioè che la violenza fra
i minori sembra sia un fatto in continuo aumento, ma niente di tutto ciò mi riempie, non
colgo nessuna motivazione valida, nessuna giustificazione.....non riesco.
La società di cui facciamo parte si fa sempre più incomprensibile e pericolosa; noi
genitori ci troviamo forse senza strumenti per poter aiutare questi
ragazzi......molteplici i desideri, molteplici le aspettative, nostre e loro, dalla vita,
nel suo significato piu ristretto.
Ognuno di noi, genitore, cerca di agire per il meglio credo, il lavoro ci costringe spesso
fuori, è vero.......
Ma ci sono dei punti su cui vorrei attirare attenzione:
- innanzitutto, chi è la società? volete aiutarmi a definire concretamente la SOCIETA'?
- la responsabilità della persona (e per persona intendo anche i bambini e i ragazzi)
dove è andata a finire?
forse succede che noi genitori ci sentiamo troppo responsabili per loro e ci addossiamo
sensi di colpa prima che le colpe nascano, organizziamo la vita dei nostri figli prima di
ogni cosa, prima di far "assaggiare" loro quale è l'essenza della vita stessa,
la responsabilità del vivere appunto.....
Sbaglierò, ma mi sono sempre aiutata con il pensare che se ai bambini potessimo fornire
un bagaglio di responsabilità proporzionato al loro "peso", uno zaino da
portarsi dietro, forse..............
Sono solo pensieri, i miei, solo pensieri, da condividere con te Francesca, e con tutti
gli Elbasunpeople, amici, perchè insieme sia più facile capire, sebbene io sia convinta
del contrario.
Infine, incapace di capire, è proprio con coloro che fanno parte della categoria dei
figli, coloro che sono consimili di quella diciassettenne, i miei figli cioè, che ho
cercato di trovare il bandolo della matassa (come se ciò fosse possibile!), anche
perchè, forse, mi sono fatta un esame di coscienza all'istante o perchè, egoisticamente,
volevo accertarmi di non vivere con dei figli a me sconosciuti.
Ci siamo guardati negli occhi io e i miei figli.
Il piu grande, diciannove anni quasi, già sconvolto per un precedente fatto di violenza
avvenuto qualche tempo fa (il ragazzino che ha accoltellato a morte la fidanzatina) è
incapace quasi di parlare.... lui, pacifista convinto, silenzioso e tollerante, è quasi
stordito, parla, commenta, chiede, mi guarda, forse si aspetta una risposta...... perchè
i genitori devono saper dare risposte.
La più piccola, quattordicenne adolescente inquieta, ha rivolto verso di me i suoi
occhioni verdi e non ha saputo nemmeno esprimere un'idea, non sembra neanche interessarla
questa cosa, è lontana dalla sua realtà, mi sembra di capire........ o forse lo spero
soltanto....
Li osservo, ora come tutti i giorni, pongo delle domande che a loro sembrano assurde,
incoerenti, senza risposta, nella sola speranza di poterli comunque e sempre aiutare
quando ne avranno bisogno, quando saranno a disagio........ forse questo era anche il
pensiero del papà della diciassettenne di Novi Ligure.
Non riesco, tuttavia, ancora a rimpiangere la dura disciplina dei genitori autoritari.
Autorevolezza e non autorità, ci suggerisce il Dott.Bollea.
Stellacometa
25/02/2001