Maria
Pescara, 8 maggio 2001

L'inviato speciale di ElbaSun

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Poteva essere uno scoop...

a cura di Maria
maria@elbasun.com

Vista dall'alto del Santuario Dopo più di un mese d'assenza forzata, eccomi di nuovo qui….…lasciamo da parte per un po' l'America e torniamo qui…….si, qui a Pescara per parlare delle tradizioni della mia città.

Annualmente, la prima domenica del mese di giugno, si festeggia, qui a Pescara, la Madonna, venerata col nome di "Madonna dei Sette dolori".

Dalle notizie che si tramandano da molte generazioni possiamo collocare l'apparizione della Madonna intorno alla fine del XVI sec. d.C.; si narra, infatti, che sul luogo in cui oggi sorge il Santuario, apparve, in una data non meglio specificata, su di una pietra, un dipinto che rappresentava la Deposizione della Croce. La notizia, diffusasi rapidamente nelle zone limitrofe, attirò da subito dei pellegrini. Per dare degna sistemazione a tale dipinto, fu deciso che doveva essere portato in una cappella; il mattino seguente, però, esso fu ritrovato dai pellegrini nel posto in cui apparve. In un primo momento si pensò ad uno scherzo tant'è che il dipinto venne di nuovo ricollocato nella cappella. La statua della Madonna portata in processioneSi assistette, nei giorni seguenti, allo stesso fenomeno sicché si decise di costruire una cappella sul cui altare fu posta l'immagine sacra. Si eresse altresì una cupola dove fu sistemata una campana che, nel 1888, fu collocata sulla torre campanaria.

Nel 1665, e precisamente il 26 novembre, il Vescovo dell'epoca, istituì la Parrocchia con il titolo di "Santa Maria dei Sette Dolori".

Successivamente fu progettato il nuovo Santuario che ha incorporato la vecchia Cappella.

Il 30 maggio 1757, come si può vedere dalla lapide posta sulla facciata sul lato destro della chiesa, l'attuale Santuario fu consacrato.

Il fatto di seguito riportato contribuì ad alimentare la devozione verso la Madonna dei Sette Dolori;

era la primavera del 1893 e una forte siccità stava per compromettere il raccolto delle campagne intorno a CastellammareIl Santuario come si presenta oggi, dopo il restauro Adriatico (questo era il nome di Pescara). L'ultima speranza era riposta nell'intercessione della Vergine che fu portata in processione per alcuni giorni nelle varie contrade. Il 12 maggio, mentre la processione si dirigeva verso il mare, nella zona dei pescatori, la pioggia a lungo invocata, fu abbondante. La sacra immagine fu ricoverata, secondo alcuni nella cappella dedicata a S. Andrea, secondo altri nella chiesetta di S. Anna.

Da allora, ogni anno, si celebra, in quel giorno una giornata di ringraziamento a Dio e alla Madonna dei Sette Dolori.

Molte altre grazie sono attribuite alla Madonna dei Sette Dolori, come dimostrano i numerosi ex voto ora collocati nella cappella di Cristo morto.

Il Santuario prima del restauroCome ben sappiamo, molto spesso, sacro e profano si mescolano e queste feste popolari offrono l'occasione giusta per……come dire….."risvegliare" quella sorta di campanilismo che è presente fra quartieri; già…. perché la "festa della Madonna" "gareggia" con la "festa d' la marina", ma non ci confondiamo…parliamo di marina zona nord…la zona sud è tutt'altra cosa….eh si, ci potevate credere che fra questi due quartieri "dirimpettai", divisi solo dal fiume, non vi fosse "rivalità"?

Ho perso il filo…..ah si, dicevo che la "festa d' la marina" è la festa di S. Andrea, patrono dei pescatori……anche di quelli " de la parte di lla" (questo è il nostro termine dialettale per indicare i pescatori della sponda opposta del fiume….si, dico nostro perché io sono "de la parte di qua", quindi zona nord…eh eh eh), ma di questo si parlerà in modo più approfondito nel corso delle "puntate" a venire.

Affresco della Deposizione della Croce, posto nella penultima campata della navata di destra del SantuarioHo divagato di nuovo…..il campanilismo, giusto! Dicevo di quella sorta di "gara" che trova opposti, in modo, ovviamente del tutto amichevole, "li cullìs", gli abitanti, in pratica, dei colli, e "li pisciarùl", no, no, non è una parolaccia è un termine che deriva, come forse si intuisce (o no???), da pesce; altre notizie che spiegano meglio questa parola le rimandiamo ad un prossimo appuntamento.

Ricordo bene, quando ero poco più che una bimba (singh), che ogni discorso di noi ragazzini inerente le due feste, era basato a tirare acqua al nostro mulino e a toglierne all'altro: "le giostre più belle vengono da noi…. vuoi mettere….!", e altre sciocchezze simili.

Vero è, alla fin fine, che queste due manifestazioni popolari sono nel cuore dei pescaresi e la devozione religiosa è molto sentita sia per la Madonna dei Sette dolori che per S. Andrea.

Nei giorni dei festeggiamenti, inoltre, è previsto un programma d'intrattenimento laico che affianca le ben più consistenti ed importanti manifestazioni religiose che accompagnano l'evento.

Affresco originale datato XVI sec.Quest'anno, udite udite è venuto nientepopodimeno che Edoardo Bennato e, visto e considerato che la fortuna aiuta gli audaci…ma su questo ho i miei dubbi…e che, come si dice, tentar non nuoce….ho tentato!

Eh si, ho tentato di avere un'intervista con il sopraccitato Edoardo.

Il vantaggio di vivere in una città relativamente piccola come Pescara è che, bene o male, ci si conosce quasi tutti e che, quasi certamente, se non in modo diretto, c'è l'amico Tizio che ha qualche aggancio, diretto o meno, questo non è importante, per arrivare allo scopo…

Ma procediamo con ordine…quando l'idea comincia a balenare nella mia mente, mi attivo per vedere se c'è qualcuno del comitato organizzatore della festa che magari si conosce direttamente…o che magari conosce il nostro amico Tizio….eh eh eh….

Poiché gli agganci ci sono, prendo contatti, spiego la mia posizione all'interno del sito e chiedo se quest'intervista si può fare.

Onestamente, ed in modo molto franco, devo affermare che le persone contattate sono state molto disponibili e cortesi e si sono attivate facendo il possibile affinché il mio progetto avesse un risultato positivo. Il signor Filippo, membro del comitato organizzatore della festa, mi ha spiegato che loro non hanno contatto diretto con gli artisti, ma che, comunque, avrebbe prospettato l'eventuale intervista a chi di dovere. La navata centrale del Santuario

Ora c'era solo da aspettare che arrivasse il fatidico giorno……mah …il tutto m'era sembrato fin troppo semplice…..mah…..

Per fortuna c'è internet altrimenti non avrei saputo dove prendere le informazioni necessarie per fare poter fare la mia prima intervista in modo, quanto meno, decente.

Ebbene si, ho "studiato"! Ho letto altre interviste in rete, mi sono documentata sui suoi dischi in maniera un po' più approfondita, ho salvato le pagine web che meritavano d'essere rilette, ho scritto domande e preso appunti….ora c'era solo da…si si…c'era da aspettare….e ho aspettato prima, durante e dopo…mah…sembrava troppo semplice!

Appuntamento alle 19 del giorno fatidico nei locali della chiesa adiacenti alle stanze adibite a camerini e che si fa?…ovvio! …s'aspetta che arrivi Edoardo, s'aspetta che dia l'ok all'intervista, s'aspetta che faccia le prove, s'aspetta di vedere se ha voglia di parlare con me, s'aspetta, s'aspetta, s'aspetta….o meglio…..aspetto; con me c'è il signor Aldo, altro membro del comitato, che aspetta anche lui con me…..mah…..m'era sembrato troppo semplice…..

Un momento del concerto di BennatoAccidenti!!!! Stavo per dimenticare una cosa importante: per portare qualcosa di più concreto anche agli ammiratori di Bennato che visitano Elbasun, rovisto fra i miei LP, ma si, i dischi in vinile, di cui i più giovani chissà se hanno mai sentito parlare, e, disdetta, non ne trovo nemmeno uno dei suoi….. L'idea era di farmi fare una dedica agli Elbasunpeople….ovviamente dopo l'intervista!

Un paio di telefonate e riesco a rimediare il suo primo album, che fortuna eh?

Ma torniamo a noi…finalmente il cantante arriva col suo codazzo al seguito, sale sul palco per provare e io scendo giù a scattare foto, finite le prove il momento è quasi giunto, penserete voi, e invece no! C'è ancora da fare cosa? Si si, bravi! C'è ancora da aspettare….

Finalmente arriva un membro dello staff a chiedere frutta fresca per Edoardo "……e mi raccomando che sia fresca! Edoardo mangia solo quella!".

Il signor Aldo, a questo punto, mi ricopre della carica di giornalista ("…sennò ti scordi che ti fanno parlare con lui…!) e prospetta la circostanza, a questo punto la "sonata" (la situazione) comincia a cambiare: Bennato non potrebbe concedere interviste per dei motivi che non sto a spiegare ma "….vedremo, magari…forse, chissà, mah…."; ….eppure lo dicevo che m'era sembrato fin troppo semplice….mah….Un momento delle prove

Il signor Aldo, quando porta la cena, si porta appresso l'LP da autografare, ma, anche questa cosa si risolve in un, per fortuna momentaneo, flop pazzesco: il classico finale nemmeno poi così a sorpresa; per dirla tutta finisce, come si dice qui da noi, "a tarallucci e vino", detto in italiano, per una facile comprensione, non se ne fa praticamente nulla….ma, ripeto, solo al momento…..

Dopo la bellezza di 2 ore e mezza vado via, fra il pubblico, ad aspettare l'arrivo dell'artista con ancora l'ultima speranza nell'animo: riuscire, almeno, ad avere il suo autografo.

Ora, da ignorante in materia, mi chiedo solo una cosa: se, per qualunque motivo, l'intervista non era fattibile poteva essere detto tutto subito con buona pace di tutti….soprattutto mia…

Il concertoE vabbè che non sono una giornalista di quelle vere, ma, in definitiva, il rispetto per le persone, in quanto tali, dov'è andato a finire?

A parte questi…ehm…piccoli contrattempi, quando Edoardo sale sul palco trascina tutti con la sua musica, giovani e meno giovani venuti qui ad ascoltarlo ed acclamarlo.

Alterna canzoni ad aneddoti ed all'espressione di alcuni suoi concetti rispondendo, in parte ad alcune delle domande che mi ero preparata…. i sogni, l'amore, la vita….

Crede che dobbiamo avere dei sogni, Edoardo, crede che

"….e ti prendono in giro
se continui a cercarla
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te…."

…quindi dobbiamo cercare la nostra isola che non c'è, e se dovessimo inseguirla per una vita e non trovarla? …ma deve essere da qualche parte, magari l'abbiamo sotto il naso e non la vediamo, ma c'è…..non rinunciamo mai ai sogni, sarebbe un vero peccato, non credete?

Un momento del concerto di Bennato…..sa che
"…le ragazze sono come fiori
profumati di fragilità
ma in amore sono come querce….
…e qui dall'altra parte siamo noi
incerti ed affannati…
violenti ed impacciati….
sicuri e controllati…
convinti ed indaffarati siamo noi
che non ne veniamo mai a capo…..
….sono angeli a metà
ma se gli angeli son fantasia
le ragazze sono qua…..
Le ragazze come le comete
quando brillano vuol dire che
hanno già deciso di tuffarsi."

….angeli a cui qualcuno si diverte a strappar via le ali … ma continuiamo a sognare e a buttarci a capofitto per amore e a correre il rischio di schiantarci in terra ogni volta ….ma tanto siamo come querce……e, forse, almeno per qualcuna di noi, questo è il solo modo d'amare che conosciamo e di cui non possiamo fare a meno….e se questa cosa ci fa sentire vive, perché rinunciarci?

…ci incita

"Quando ti alzi e ti senti distrutto
fatti forza e vai incontro al tuo giorno
non tornar sui tuoi soliti passi
basterebbe un istante….."

….il giorno in cui ci si sente col morale sotto i piedi attingiamo la nostra forza da noi stessi, dalle avversità che, se da un lato ci logorano, dall'altro ci rendono forti….. vero anche questo!

Tutte canzoni che contengono ognuna la propria verità…..vera; ognuna da riflettere e, anche se non fa testo, canzoni a me molto care, canzoni che ho interiorizzato, che ho amato e che amo ancora oggi in maniera particolare.

"L'isola che non c'è", "Le ragazze fanno grandi sogni", "Un giorno credi", queste ed altre canzoni, cantate a squarciagola da tutti i presenti, si, anche da me che continuo ad avere i miei sogni e a cercare la mia isola che non c'è anche quando devo farmi forza, nei momenti di tristezza, nonostante tutto…..

Autografo di Edoardo Bennato…e mentre cercavo la mia isola che non c'è ho trovato un'altra isola: l'isola che c'è, l'isola del sole…ELBASUN…

Ah, a proposito, stavo per dimenticarlo… l'autografo, alla fine, Edoardo l'ha fatto…. è valsa la pena aspettare tutto quel tempo, in fondo, no?

Alla prossima.

Le informazioni inerenti al Santuario sono state tratte dagli opuscoli pubblicati nel corso degli anni dalla parrocchia stessa; è altresì stata visionata la sezione dell'articolo riguardante il Santuario stesso, da parte del Parroco Padre Clemente Agostini.

Il Parroco autorizza inoltre, a discrezione della scrivente, la pubblicazione delle foto contenute in tali opuscoli. Un ringraziamento particolare va ai signori Filippo e Aldo, membri del comitato organizzatore della festa, per la disponibilità e la gentilezza accordatami.


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