L'inviato speciale

Livorno, 28 luglio 2000

L'inviato speciale di ElbaSun

Livorno:
Versione invernale del "Stasera si esce" di quest'estate

Quest'inverno si esce?
E il cambiamento c'è, ma si vede poco (a parte il clima)

a cura di Diego Pretini
diego-pretini@elbasun.com

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E' finita l'estate. E' finito il tempo del caldo. E' finito il tempo dello svago. E ora l'inverno. L'autunno è cominciato con la sua prima alluvione e Livorno comincia a rimboccarsi le coperte per la brutta stagione. Sollievo per campi e contadini, ma non di certo per chi è stato abituato per tre, quattro lunghi mesi costantemente ai 25-30 gradi tutti i giorni. Caldo, allora bagno. Sì, qualche bizza meteorologica, ma non più lunga di un giorno. Ma ora cosa c'è da aspettarsi? Tempo bigio, nuvole sempre incombenti, piogge che tendono all'infinito. E però l'autunno-inverno non è simbolo solo del cambio di stagione, ma per alcuni anche del riavvio a lavorare. Per esempio di tutto il grande movimento scolastico. Ma per i lavoratori il problema dell'inverno sorge in un caso. Che poi non è un problema, ma è una roba che ti fa andare i collera. Cioè: durante tutta la settimana fa sempre un sole hawaiano, con le dovute proporzioni, s'intende, è un sole comunque tiepidino. E uno aspetta (e spera) a gloria sabato e domenica per uscire e divertirsi e invece il signor Meteo nel week-end ti piazza giù autobotti d'acqua. E allora dunque resterebbero (con tutti gli indispensabili segni scaramantici) sabato sera e domenica pomeriggio, ultimi baluardi delle uscite e del divertimento. Certo puoi uscire anche gli altri giorni, ma la routine è sempre la stessa… Vediamo di mettere su una mappa per vedere dove possono andare i ragazzi livornesi d'inverno, in modo simile a quel che, da questo splendido contesto, si fece quest'estate (*). Allora, in pratica, i posti di divertimento invernali rispetto a quelli estivi cambiano per metà. E' chiaro che vanno a cadere le candidature del gelato sulla Rotonda d'Ardenza e la festa ai Pancaldi. La prima perché perlomeno arduo andare di novembre sulla spalletta del lungomare, magari con una libecciata tipica livornese; certo la Rotonda è "sfruttabile" (termine bruttissimo…) nel primo pomeriggio, ma è occupata per il novanta per cento da passeggini, carrozzine, con neomamme, babysitter o nonnetti (soli, in coppia, ma anche in gruppi nutriti). La seconda, perché i Pancaldi semplicemente sono chiusi. Mentre in maniera proporzionale salgono le quotazioni del gelato di Maria (Gelateria Popolare di Piazza della Repubblica) e del classico pub, di qualunque origine sia o qualunque atmosfera abbia (il riferimento è sempre lo stesso…*). Rientra in questa lista il cinema (a Livorno ce n'è di tutti i gusti). E qui viene la parte più interessante e divertente. Perché succede che i gruppetti di amici, ma anche le coppie di fidanzatini si dividono inesorabilmente in varie correnti di pensiero. C'è chi, come i maschietti, vuole un Tom Cruise qualunque con la sua missione impensabile, ma fattibile (perché tale è alla fine del film) o magari un Mel Gibson con una sua lotta patriottica. Diametralmente opposta la traiettoria delle femminucce che si dirigono molto più volentieri verso uno Hugh Grant stile Notting Hill o un Richard Gere o una Julia Roberts. Insomma per la parte maschile o paura o azione o il perseguimento di un ideale (in ogni caso si sfiora la quarantina di morti ammazzati). Per la parte femminile o il belloccio o la storia d'amore o la donna in carriera (in ogni caso su due ore di film, una è concentrata sul letto e non perché il protagonista soffra di sonnolenza…). E allora bisogna trovare il punto d'incontro. Una delle due parti si deve sacrificare. E la battaglia è dura da vincere, per entrambi i partiti. Eppoi la discoteca, per i patentati. Come detto (e il riferimento è il solito…,*), di discoteche a Livorno non ce n'è neanche l'ombra. C'è la "Atleti", ma è più vicina ad una festa settimanale delle elementari, più che ad una pista da ballo (l'età media si apposta sulle 13-14 primavere). Sicché ci si deve spostare. O giù, al sud della provincia livornese (Cecina, Vada, Rosignano…) o nell'interno, nel territorio pisano. Ma il vero, unico, fulcro centrale della vita degli adolescenti livornesi è un solo luogo. Qui lo chiamano andare in città. Che detto così sembrerebbe che Livorno sia una grande campagna e che tutti i giovani si debbano spostare fino al centro abitato, la città appunto. Ma quella che chiamano città è il centro, quello che a Londra si chiama Shopping Center o a Berlino das Zentrum. E qui invece sembra quasi si voglia tenere ben radicati i vecchi sapori antichi, rustici, campagnoli. Il che non sarebbe male. Ma se lo sviluppo urbano di Livorno è senza freni. Ma questa è un'altra storia.

(*): sempre per chi ne ha voglia, cfr: "Stasera si esce?" (cliccate qui sulla sinistra ç)


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