L'inviato speciale

Livorno, 28 luglio 2000

L'inviato speciale di ElbaSun

Livorno:

La magica calamita del Palio Marinaro
Ogni anno riunisce migliaia di persone alla Terrazza

a cura di Diego Pretini
diego-pretini@elbasun.com

C'è una sola cosa che unisce davvero tutti i livornesi con una passione autentica. Sì, è vero, c'è l'immancabile Festa dell'Unità alla Rotonda d'Ardenza. C'è EffettoEffetto Venezia Venezia ad inizio agosto. D'inverno in 7-8000 si uniscono per tifare Livorno all'"Armando Picchi". Ma quello che veramente unisce i La partenza di un Palio di qualche anno fa. In primo piano il Venezia, accanto il Magenta, quest'anno gozzo a 4 remilivornesi, e contemporaneamente li divide, è il Palio Marinaro. Come è già stato detto Livorno è attaccatissima alle tradizioni remiere e chi veramente sente nelle vene scorrere sangue labronico, non può presentarsi alla Terrazza Mascagni nella seconda domenica di luglio. Kermesse folkloristica di grande significato e ripiena di polemiche (remi più corti, sciolina sulle chiglie, boa larga migliore o boa interna peggiore), il Palio riunisce tantissima gente sulle spallette a tifare per il proprio rione o magari per quello che ha dato origine alla propria famiglia. Quest'anno si superava il migliaio. L'atmosfera del Palio è particolare, circolano tanti elementi, vogatori e timonieri, che non riescono aDalla spalletta, lunga centinaia di metri della Terrazza Mascagni, mezza Livorno segue il Palio smettere fino a età avanzatissime (40 anni e oltre) di salire sui gozzi. Queste sono imbarcazioni pesantissime che vengono trascinate dal turbine in acqua dei remi dei 10 vogatori, spronati, comandati, redarguiti, aizzati dal timoniere, il cervello della barca, insieme ai capovoga. Poi la caratteristica più particolare del Palio (ma non solo) è che, soprattutto in tempi non più recenti, si davano soprannomi. La Risi'atori è una delle tre principali regate della stagione labronica. Si corre dalla Torre della Meloria in mare aperto fino alla Darsena Vecchia, davanti al Cantiere NavaleChe racchiudono in sé una battuta, un aneddoto, una storia, una vita. "Uccellino", "Jolly", "Leone", "Pelo", "Scaracchio", "Bombetta", "Marmitta", "Falanga", "Bazza"… Ce ne sarebbe da continuare fino a notte inoltrata. Ritornando alla magica atmosfera del Palio, raccontiamo quello che ha appena avuto epilogo. 8 i gozzi al via, come sempre. Il primo vince il Palio, il che vuol dire che non solo prenderà il medaglione d'oro, ma anche che potrà sfottere per un anno intero amici, conoscenti, compagni di banco o di lavoro, che tifano per un rione, comunque battuto. Il secondo e il terzo prendono le medaglie d'argento e di bronzo e niente più: restano loro solo quelle e i pensieri più pressanti: "Se avessi messo giù meglio la pala", "Se avessi pigiato di più in acqua", "Se mi fossi allenato di più". E i "se" lambiscono l'infinito. L'ultimo arrivato perde il gozzo, il che vuol dire che l'anno seguente non potrà presentare l'imbarcazione a 10 remi, ma dovrà accontentarsi di quella a 4. Già, perché ci sono anche le gozzette e qui chi vince potrà giocare "in Serie A", l'anno dopo, tra i gozzi a 10. 8 ciurme al via, si diceva. Quest'anno erano Borgo Cappuccini, Venezia, Ovosodo (il Benci Centro è chiamato così per il colore biancogiallo), Montenero, Pontino San Marco, San Jacopo, Antignano e Salviano-La Leccia-Scopaia-Valle Benedetta (tutto insieme, i cronisti ci mettono un quarto d'ora per pronunciarlo…). LA cronaca nuda e cruda: partono a razzo, a largo Salviano, Montenero e Ovosodo, mentre è già ben messo il Borgo Cappuccini in acqua interna (più verso terra), considerata una corsia difficile, per il "risucchio" del mare sugli scogli vicini, che sono a fior d'acqua e muovono ulteriormente il mare. Ci sono due virate alle boe, contrassegnate con la bandiera del rione. E questo è il compito più specifico e arduo dei timonieri. Prende troppo larga la prima boa il Salviano, mentre si erano già attardati Montenero e Ovosodo; chi sta meglio di tutti è il Borgo Cappuccini che prende un buon vantaggio e sembra incrementare nella seconda e penultima tranche del percorso. Buone le virate di Ovosodo e Salviano all'ultima virata, che mangiano qualcosa al "Costante Neri" (il gozzo si chiama così, in memoria di un grande imprenditore livornese "borghigiano"). Finale mozzafiato con Ovosodo e Salviano, che dandosi grande battaglia, mangiano costantemente metri al Borgo. Ma non c'è più tempo: il Borgo vince il Palio 2000, 17 anni dopo l'ultimo successo. 2° Salviano, 3° Ovosodo, 4° Venezia, 5° Montenero, 6° Antignano, 7° Pontino. Ultimo, e si poteva prevedere a causa delle uscite nelle altre regate della stagione remiera livornese, il San Jacopo. Il prossimo anno il suo posto sarà preso dall'Ardenza-La Rosa, vincitore nelle gozzette a 4 davanti a Stazione e Sorgenti-Corea. Poi tutto finisce la Terrazza si comincia a svuotare, come gli scogli a pelo d'acqua antistanti i Bagni Pancaldi, sempre gremiti verso mare, quando c'è lo sparo dello starter. Poi le varie premiazioni e la fine della stagione. Si ricomincerà con la Coppa di Natale, ma le tre regate più importanti si riaffacceranno solo a giugno: prima la Risi'atori (anche questa quest'anno vinta dal Borgo Cappuccini) a metà giugno, poi la "Barontini" a fine giugno (quest'anno l'ha vinta il Salviano), per finire con un nuovo Palio, nuove polemiche, nuovi attriti, nuovi sacrifici, nuove fatiche, nuove emozioni, nuove battaglie e nuove vittorie. Mentre resterà, invece, ben fissa la vecchia vera passione dei livornesi.


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