L'inviato speciale
Livorno, 9 settembre 2002

L'inviato speciale di ElbaSun
Livorno:

Sull’orlo di una crisi di nervi

a cura di Diego Pretini
diego-pretini@elbasun.com

 
Basta con tutte queste scrittine, questi numerilli, a me non me ne frega un ricco cazzo se a te servo per lavorare, figliolo, a me di te proprio non me ne frega nulla, io senza te posso anche vivere, perché quello che mi alimenta è la corrente elettrica e non i tuoi ditacci schifosi che mi infili dappertutto per fare i tuoi sporchissimi, merdosissimi comodi,

 

è l’ora di finirla, amico, io senza te posso stare da Dio, te senza me non sei nessuno, se mi rompo, in tutti i sensi, devi comprarne un altro di quei cosi che voi chiamate computer, pronunciando il nostro nome con un sorrisino idiota e confessando con un’incomprensibile punta di boria che non ce la fate a stare senza, e ci credo, io senza te posso stare da Dio lo stesso, te senza di me non sei nessuno, pronunciate il nostro nome con un sorrisino idiota, quando invece dovreste trattarci come delle divinità, dovreste erigere dei templi in onore nostro, voi maledettissimi ignoranti che non sapete neanche fare la radice di seimilioniquattrotrentunomiladuecentonovantasei,

io senza di te sto da Dio lo stesso, te senza di me sei perduto e allora devi comprarne un altro di quei cosi, magari rovinare anche lui, spremendolo finché non ne può più, come non ne posso più io adesso che apri per l’ennesima volta Word per scrivere tutte quelle stronzate su questo Berlusconi, ma cosa t’ha fatto, pover’uomo? t’avesse, non lo so, dato un morso all’asilo quand’eravate piccini, t’avesse tolto la sedia da sotto il culo alle medie, t’avesse fatto le corna alle superiori, ti potrei capire, ma lui sta a quattrocento chilometri da te, lui ha quarant’anni più di te, cazzo, ma perché ce l’hai tanto con lui? e lascialo in pace e lascia in pace anche me, una volta ogni tanto, che sto tanto bene quando stai tutto il giorno fuori a fare tutti i tuoi schifosi comodi e non mi caghi neanche per sbaglio e poi arrivi a casa e pretendi che io funzioni bene, senza nessun errore, e come t’incazzi se mi blocco quando hai scritto le prime due pagine dell’articolo da mandare a evita@elbasun.com, che io c’ho in memoria ma non so mica cosa diavolo vuole dire, ma la colpa non è mia se te sei così cretino da scrivere due pagine senza salvarne neanche una, pezzo d’imbecille, io te ne posso salvare un po’, ogni tanto, ma non è che posso fare tutto io, tesoro mio, già sei uno degli uomini più vagabondi nel mondo, dopo Giorgio Mastrota e Rivaldo, se poi ti devo salvare IO quello che SOLO A TE interessa, stiamo superando un po’ il limite

 

ecco, non hai ancora salvato una sola pagina di questo che stai scrivendo e non sai quanta voglia avrei di bloccarmi, così, fermo e hai voglia di darmi pedate e botte e imprecare e bestemmiare, non c’è verso di tornare indietro una volta che mi sono bloccato, così, come le belle statuine, che è uno dei miei giochi preferiti, dopo Campo Minato che non si chiama più così perché qualcuno deve aver pensato che è meglio chiamarlo Prato Fiorito visto che di campi minati in giro ce n’è anche troppi e agli uomini magari piacerebbe da matti dare la colpa ancora ai computer, alle macchine, ché sono loro che si bloccano, che si rompono, alle bombe antiuomo che scoppiano quando non dovrebbero cioè in mano ai bambini già poveri di tutto e ora anche più poveri anche in tutto quello che hanno cioè il loro corpo, e magari non pensate che c’è qualcuno che le ha create così, quelle cose, quelle macchine, quelle bombe, non sono cose naturali, quelle, non si creano dal nulla, da sole, così, un giorno appaiono sulla faccia della Terra, come un fiore, oppure c’è una bomba maschio che lo fa con una bomba femmina e dalla loro libidine esce la bombetta, che non è il cappello inglese ma una bomba piccola, no, non è così che funziona,

le bombe e le macchine non si creano da sole, dal nulla, c’è qualcuno che le crea, che le mette su, hanno un loro Dio, hanno un loro Creatore, hanno uno che l’ha fatte e l’ha fatte male, ma figurati se vi riesce assumervi le vostre responsabilità a voi umani, che avete un coso che chiamate Cervello al posto del C: e una bocca al posto del A:, voi umani che avete bisogno di mangiare tre volte al giorno per vivere, o perlomeno bere quella cosa terribile che chiamate acqua e che io voglio vedere più lontano possibile, non so proprio come fate a mettervela dentro, quella roba, che a me basterebbe una sola gocciola dentro a me stesso per farmi andare all’altro mondo e non così, di colpo, in quattro e quattr’otto, ma soffrendo da cani, soffrendo da schifo proprio, inizierei a friggere, perché io friggo con l’acqua e non con quella roba gialla che voi usate sulle "patate" che devono essere quelle cose che da fuori sono orrende, grigie e tutte piene di bernoccoli, ma a sentire voi sono qualcosa di splendido quando li mettete nel vostro driver del floppy,

 

voi non avete nulla che lontanamente somigli al nostro D: e sono contento come una pasqua, perché vi sentite tanto sicuri di tutto, voi, credete di aver trovato il segreto di andare avanti, credete che l’unica cosa importante per far andare avanti il mondo siano i soldi, che se ci pensate è solo carta, che è forse è stata una buona idea, ma piano piano e soprattutto adesso vi sta rimbecillendo, vi sta friggendo tutto il cervello, perché il vero problema non è far più soldi possibile, ma mantenere sano il vostro mondo il più possibile, certo, io vi ringrazio, perché mi avete inventato, vi ringrazio perché avete inventato il mio cibo, che poi avete inventato prima il cibo e poi me, ed è la stessissima cosa che ha fatto il vostro Signore con voi, prima ha fatto le cose da mangiare e poi ha fatto voi,

il vero problema è mantenere il vostro mondo sano, perché alla fine sennò fa la fine di noi computer, un giorno che si stufa per sempre, un giorno che veramente gli girano sul serio che le pale di un apache in confronto sono raggi di una ruota di una graziellina, un giorno il mondo si blocca, perché è l’ora di finirla, perché è geloso, perché voi pensate sempre ad altro e a lui pensano solo in pochissimi, e quei pochissimi sono considerati dei rompicoglioni, quelli che vogliono sempre stare a rompere l’anima per forza, su ogni cosa, e gli altri non capiscono che sono loro, i rompicoglioni, ad aver ragione, perché quello che avete è l’unico mondo che avete a disposizione e non se ne può comprare un altro, come fate con i computer, il mondo non l’avete comprato, ve l’hanno regalato, ma chi ve l’ha regalato non l’ha comprato nemmeno lui, e allora quando vi si bloccherà il mondo, se vi si bloccherà il mondo e vi si bloccherà per sempre, non potrete andare dal vostro negoziante di fiducia, dove vi servite solitamente e chiederne un altro, non potrete arrivare al bancone di un qualsiasi negozio e fare

non ci sarà il commesso di turno che vi dirà

e voi non potrete dire

tutto questo non sarà possibile, avete ‘sta diavolo di nuvolona gialla sopra le vostre cape, dovete cercare di sconfiggerla, organizzate, tutti belli contenti, le riunioni per l’ambiente e poi dovete ricominciare tutto daccapo, ma non lo capite che questo è l’unico posto dove potete vivere? se buttate nel cesso questo non ne avete altri, siete perduti, andati, fottuti, game over e tanti saluti allo sviluppo sostenibile, è come se una scimmia nella giungla iniziasse a sfasciare tutto, a rompere i rami, a strappare le foglie, a buttare giù gli alberi, a uccidere tutti i compagni di giungla, a strappare dal suolo tutti i cespugli e buttarli via, la scimmia ha solo quel posto dove vivere e annientare quel suo posto significa morire, e allora vi consiglio di tenervi caro questo mondo che avete, ché non vi durerà per sempre, c’è già il sole che è come ognuno di noi e di voi, cioè morirà com’è nato, così, senza un motivo particolare, se non quello di dare la luce all’uomo e, diciamolo, anche dargli la luce, nel senso di farlo nascere, crescerlo e permettergli di fare quello che fa ormai da migliaia e migliaia di anni cioè vivere e fare la sua storia, il sole tra un po’ di tempo smetterà di brillare e se l’uomo non avrà trovato un altro modo per vivere senza sole (immaginatevelo, un mondo senza sole) o un altro pianeta vivibile la sua corsa sarà finita e allora, per Dio, tenetevelo questo mondo finché dura e al diavolo tutto il resto,

su, salvale, queste due paginette, prima che mi girino sul serio, e vai un po’ fuori, dammi retta, all’aria aperta e al sole lucente, invece di stare qui con me, a dannarti il cervello e le dita, perché non ti torna una frase e la vorresti più breve o più semplice o più intensa, lo so che scrivere è la cosa che ti piace fare di più al mondo, dopo mangiare il pollo arrosto e ascoltare musica, qualsiasi musica, ma poi scrivi e ascolti la musica e allora è l’Eden, per te e a me va bene così, salvale ‘ste due paginette o mi arrabbio sul serio, grazie d’esistere.

Pentium III dei Bograss

(Le responsabilità di queste opinioni sono esclusivamente dell’autore)


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