L'inviato speciale
Livorno, 20 novembre 2001

L'inviato speciale di ElbaSun
Livorno:
Vedete

a cura di Diego Pretini
diego-pretini@elbasun.com

Vedete, io non sono un giornalista. Faccio i miei scarabocchi qui su elbasun.com e scrivo di cose insignificanti dello sport su due giornali della Toscana. Insomma da qui a essere un giornalista ne passa. Ma da quando ero piccino, avrei desiderato fare il giornalista. Ero un marmocchietto e già giocavo a fare il mezzo busto, scemo che sono. E mi sono sempre sentito, per così dire, della famiglia. Ieri sera ho sentito alla tele che Maria Grazia Cutuli, giornalista del Corriere della Sera, è stata uccisa in Afghanistan, in un agguato teso da un commando di chissà che parte sulla strada che da Jalalabad (est dell'Afghanistan, vicina al confine) porta alla capitale liberata Kabul che è più al centro del Paese. Da un commando di chissà che parte: in Afghanistan si uccide anche per la fame e non sono i Taliban (di etnia pashtun) hanno la miseria in casa. Ma anche i tagiki, gli uzbeki, gli hazara. Il suo ultimo reportage, la Cutuli, l'aveva scritto per l'edizione di stamani del Corriere. Aveva scritto di quantità enormi di gas nervino che aveva scovato in uno dei campi di addestramento di Al Qaeda, che letteralmente significa La Base ed è il nome dell'organizzazione terroristica comandata da Osama bin Laden. Della Cutuli dicono che amava tanto il suo lavoro. Il suo direttore, Ferruccio De Bortoli, con gli occhi gonfi, ha sperato fino all'ultimo che tutto ciò non fosse vero: "Maria Grazia è…". Si ferma, riparte. "…non voglio dire era, non voglio usare…". Poi forse si rende conto che ora non fa il giornalista, la parola "imperfetto" non la deve dire, o forse gli dà noia solo pronunciare la parola "imperfetto" che significa sempre passato". Ricomincia: "… una meravigliosa reporter innamorata del suo lavoro". E proprio quell' "innamorata del suo lavoro", di giornalista, mi ha fatto venire un groppo in gola. Io avrei pagato per essere uno di loro, laggiù, fra le montagne senza erba né alberi dell'Hindukush. Insieme a tutti gli inviati di giornali e telegiornali per raccontare la storia in diretta. Perché questo fanno gli inviati di guerra, raccontano la storia che studieranno i nostri nipoti sui libri. Maria Grazia Cutuli era terribilmente curiosa e moriva dalla voglia di raccontare cosa vedeva. Era ironica e sempre sorridente. Io in questa descrizione mi ci sono ritrovato ed è per questo che ho scritto queste poche righe. Un grazie a tutti i giornalisti che ci raccontano quel che succede lontano. E lo fanno perché amano farlo.


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