L'inviato speciale
Livorno, 4 ottobre 2001

L'inviato speciale di ElbaSun
Livorno:
Speciale "New War"

a cura di Diego Pretini
diego-pretini@elbasun.com

Chi attaccherà: gli STATI UNITI d'AMERICA.

L'America in America

Giorgio Secondo dei Bush, prima di chiamarla, più opportunamente, "new war", nuova guerra, si è lasciato andare, come al suo solito, ad un'orrenda gaffe. Ha chiamato il conflitto futuro "crociata". Il termine "crociata" è infelice per la guerra che verrà. D'altronde è lo stesso termine che ha sempre utilizzato lo sceicco invasato Osama bin Mohammad bin Laden (è il nome per intero, per fortuna può essere abbreviato). E continua ad usarlo. Nel fax datato 24 settembre ricevuto dalla televisione Al Jazeera (una specie di Cnn araba che trasmette da Doha, nel Qatar) ecco l'ultimo appello del "Turbante terrorista":

La nuova crociata giudaica è guidata da Bush, il più grande dei crociati, sotto la bandiera cristiana.

L'uomo texano, che in giacca e cravatta sta così e così, ma con un cappello da cow-boy, stivali Bush il Giovanecon le stellette e un lazzo in mano sta da Dio, l'uomo che scambiò la Slovenia per la Slovacchia, che si destreggia tra i 5-6 paesi che finiscono per "stan" solo con l'aiuto di alcuni assistenti (tra i quali, per altro, Bush il Vecchio), che non si ricorda mai il nome del capo del governo spagnolo (Aznar, Mister Bush, si chiama Aznar), l'uomo che si arruolò nella Guardia Nazionale (l'esercito territoriale americano) per non partire per il Vietnam, l'uomo che ha vinto le presidenziali non perché ha preso più voti, ma perché i voti della Florida contano di più dei voti della California, l'uomo che da giovane è stato più volte fermato per evidente stato di ubriachezza (e del solito problema, purtroppo, soffrono anche entrambe le figlie), l'uomo che non voleva quella moglie che ha scelto per lui suo padre perché era pacata intelligente ed equilibrata e chissà se avrebbe potuto equilibrare anche suo figlio, l'uomo che il 20 settembre 2001 disse "Non sprecherò missili da quattro miliardi per colpire il sedere di un cammello", be', adesso, quell'uomo deve impersonare lo stendardo vivente e parlante dell'America, è l'uomo che soffre per la ferita che l'America si ritrova al cuore, è l'uomo che deve porgere la mano all'America per farla rialzare, è l'uomo che deve far vedere l'America ancora forte davanti agli Americani, è l'uomo che deve portare l'America in guerra per placare gli animi sconvolti dal dolore, dalla rabbia e dal desiderio di vendetta dei suoi connazionali, è l'uomo che deve far sentire sicuri gli Americani soprattuttoAfghanistan quando devono fare una cosa che fanno tutti i giorni alle 9, accendere il computer, mettersi sulla poltroncina e aprire i documenti Excel, senza che un Boeing 767 li spappoli in mille pezzetti come un bicchiere quando trovano il suo punto debole. E' l'America che scava per cercare di tirar fuori integri i corpi dei restanti 6398 corpi senz'anima che sono rimasti sotto quell'ammasso di vetro sbriciolato, acciaio accartocciato, polvere fetente e volante. E' l'America che vuole vedere in carcere, o peggio, morti e sepolti quei folli che, in nome di Allah, in nome della povertà dei popoli oppressi o forse in nome del petrolio e dei verdoni, hanno fatto scomparire dalla faccia della Terra 6605 vite umane in 18 minuti, il tempo di una pausa-caffè.

Sono tutti uniti intorno a George W. Bush (che poi chissà perché non la fanno vedere per intero quella W.: vuol dire Walker? Mettiamocelo…). Tutti intorno a lui per dirgli che hanno il loro appoggio in qualunque sua azione. Ha l'86% dei consensi nel suo Paese, Giorgio Secondo; non male per un Presidente che ha vinto le elezioni per il rotto della cuffia. Anche se il consenso, adesso, è quasi scontato. Anche Giorgio Primo dei Bush aveva il 90% dei consensi quando nel '92 scoppiò la guerra del golfo. Poi, miseramente, l'anno dopo, perse le elezioni contro il futuro Mister Tell-tall-stories, Bill Clinton, signor spara-cazzate. Ma ora ha l'America al suo fianco, Bush Jr. Ora tocca a lui. Speriamo non comandi la guerra come un ranch nel Texas. E che ordini di andare in Afghanistan e non in Tadjikistan, Pakistan, Uzbekistan....

L'America in Afghanistan

Il segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld, quello che cinquant'anni fa si chiamava "ministro della Guerra", più volte ha ripetuto che questa guerra sarà molto diversa dall'operazione Desert Storm, tempesta del deserto, quella in Iraq. A Baghdad si potevano seguire tutte o quasi tutte le operazioni militari alla Cnn e sapere in anticipo le opzioni d'attacco, il comportamento dell'esercito. In questa nuova guerra non ci verrà detto niente. Ma qualcosa si sa. Si sa per esempio che saranno pochi i bombardamenti aerei sul territorio afgano. RumsfeldPiù che altro agiranno i Corpi Speciali americani, gente specializzata appunto e i Parà e i Marines. Vediamo qui sotto chi parteciperà direttamente alla guerra in Afghanistan.

Bush il Vecchio"Se, infatti, viene chiesto al Pentagono se i Delta Force entreranno in azioni o meno, la risposta più o meno sarà questa: "Per noi la Delta Force non esiste. Un reparto Delta Force non ci risulta". Anche se da vent'anni li infila in ogni operazione "coperta". Gli uomini della Delta Force sono uomini qualunque, senza teste con capelli rasati, posizione impettita e "yessir", sissignore. Ogni anno, due volte all'anno, i Delta selezionano, fra i migliori duecento uomini delle Forze Armate degli Stati Uniti, i dodici nuovi arrivi che affronteranno un addestramento diviso in due parti. Il primo è fisico e psicologico. Il secondo, lo chiamano di "routine", prevede roba come il lancio da un elicottero senza "parachute", paracadute, la resistenza per settimane in un bosco senza cibo e acqua, esercizi di combattimenti in "cornice urbana", ripetuti fino alla nausea. Sono cacciatori che combattono la notte, con "metodi che sono lasciati all'immaginazione di chi li teme", dice il sergente maggiore Cary White, veterano del Vietnam e del Golfo." (copyright "La Repubblica")

Desert%20seals1983, Grenada, Venezuela: i Delta sono i primi a toccare Grenada, dopo essere stati lanciati in mare nella notte, alcune miglia lontano dalla spiaggia.

1991, Golfo Persico: i Delta si lanciano dietro le linee irachene per disegnare la mappa completa delle batterie mobili degli Scud di Saddam Hussein. Le seguono passo passo nei loro spostamenti segnalandone la posizione ai cacciabombardieri.

1999, Kosovo: I delta sono l'unico reparto dell'Alleanza Atlantica a entrare in Kosovo per mettere fuori uso le batterie antiaeree dell'esercito di Slobodan Milosevic.

1993, Waco, Texas: Una squadra dei Delta fa un massacro. Sono in tre: uno shooter, un operator e un doorknocker, un cecchino, un tecnico e uno sfondaporte. 75 morti della setta dei Davidiani.

Milosevic"Eric Haney è stato nella Delta Force. Nel 1980 soltanto per un fortunato soffio salvò la pelle nel disgraziato raid a Teheran per la liberazione degli ostaggi americani. Gli chiedi se saranno i Delta ad arrestare Osama bin Laden e lui ti risponde: "Fare arresti non è il mestiere della Delta Force. Il mestiere della Delta Force è uccidere. Uccidere in un solo modo. Con un colpo al collo. Perché ci hanno insegnato che tutto quel che è vitale per un uomo è nel collo". (copyright La Repubblica)

Sarà davvero solo la guerra dei Corpi Speciali, dei Parà e dei Marines americani?

Gli Stati Uniti non hanno chiesto formalmente alla Nato l'aiuto militare delle altre forze dell'Alleanza Atlantica. Segno buono o segno cattivo? Dobbiamo essere contenti di non entrare in guerra direttamente o dobbiamo preoccuparci perché l'America vuol fare tutto da sola, senza arbitri, senza qualcuno che la controlli. Già adesso gli Stati Uniti fanno errori, con la supervisione (più teorica che pratica) della Nato. Sarà rassicurante un'America senza più nessun guinzaglio?

(2/continua)

(Le responsabilità di queste opinioni sono esclusivamente dell’autore)


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