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L'inviato
speciale di ElbaSun a cura di Diego Pretini |
Chi attaccherà: gli STATI UNITI d'AMERICA.
L'America in America
Giorgio Secondo dei Bush, prima di chiamarla, più opportunamente, "new war", nuova guerra, si è lasciato andare, come al suo solito, ad un'orrenda gaffe. Ha chiamato il conflitto futuro "crociata". Il termine "crociata" è infelice per la guerra che verrà. D'altronde è lo stesso termine che ha sempre utilizzato lo sceicco invasato Osama bin Mohammad bin Laden (è il nome per intero, per fortuna può essere abbreviato). E continua ad usarlo. Nel fax datato 24 settembre ricevuto dalla televisione Al Jazeera (una specie di Cnn araba che trasmette da Doha, nel Qatar) ecco l'ultimo appello del "Turbante terrorista":
La nuova crociata giudaica è guidata da Bush, il più grande dei crociati, sotto la bandiera cristiana.
L'uomo texano, che in giacca e cravatta sta così
e così, ma con un cappello da cow-boy, stivali
con le stellette e un lazzo in mano sta da Dio, l'uomo che scambiò la
Slovenia per la Slovacchia, che si destreggia tra i 5-6 paesi che finiscono per
"stan" solo con l'aiuto di alcuni assistenti (tra i quali, per altro, Bush il
Vecchio), che non si ricorda mai il nome del capo del governo spagnolo (Aznar, Mister
Bush, si chiama Aznar), l'uomo che si arruolò nella Guardia Nazionale (l'esercito
territoriale americano) per non partire per il Vietnam, l'uomo che ha vinto le
presidenziali non perché ha preso più voti, ma perché i voti della Florida contano di
più dei voti della California, l'uomo che da giovane è stato più volte fermato per
evidente stato di ubriachezza (e del solito problema, purtroppo, soffrono anche entrambe
le figlie), l'uomo che non voleva quella moglie che ha scelto per lui suo padre perché
era pacata intelligente ed equilibrata e chissà se avrebbe potuto equilibrare anche suo
figlio, l'uomo che il 20 settembre 2001 disse "Non sprecherò missili da quattro
miliardi per colpire il sedere di un cammello", be', adesso, quell'uomo deve
impersonare lo stendardo vivente e parlante dell'America, è l'uomo che soffre per la
ferita che l'America si ritrova al cuore, è l'uomo che deve porgere la mano all'America
per farla rialzare, è l'uomo che deve far vedere l'America ancora forte davanti agli
Americani, è l'uomo che deve portare l'America in guerra per placare gli animi sconvolti
dal dolore, dalla rabbia e dal desiderio di vendetta dei suoi connazionali, è l'uomo che
deve far sentire sicuri gli Americani soprattutto
quando
devono fare una cosa che fanno tutti i giorni alle 9, accendere il computer, mettersi
sulla poltroncina e aprire i documenti Excel, senza che un Boeing 767 li spappoli in mille
pezzetti come un bicchiere quando trovano il suo punto debole. E' l'America che scava per
cercare di tirar fuori integri i corpi dei restanti 6398 corpi senz'anima che sono rimasti
sotto quell'ammasso di vetro sbriciolato, acciaio accartocciato, polvere fetente e
volante. E' l'America che vuole vedere in carcere, o peggio, morti e sepolti quei folli
che, in nome di Allah, in nome della povertà dei popoli oppressi o forse in nome del
petrolio e dei verdoni, hanno fatto scomparire dalla faccia della Terra 6605 vite umane in
18 minuti, il tempo di una pausa-caffè.
Sono tutti uniti intorno a George W. Bush (che poi chissà perché non la fanno vedere per intero quella W.: vuol dire Walker? Mettiamocelo ). Tutti intorno a lui per dirgli che hanno il loro appoggio in qualunque sua azione. Ha l'86% dei consensi nel suo Paese, Giorgio Secondo; non male per un Presidente che ha vinto le elezioni per il rotto della cuffia. Anche se il consenso, adesso, è quasi scontato. Anche Giorgio Primo dei Bush aveva il 90% dei consensi quando nel '92 scoppiò la guerra del golfo. Poi, miseramente, l'anno dopo, perse le elezioni contro il futuro Mister Tell-tall-stories, Bill Clinton, signor spara-cazzate. Ma ora ha l'America al suo fianco, Bush Jr. Ora tocca a lui. Speriamo non comandi la guerra come un ranch nel Texas. E che ordini di andare in Afghanistan e non in Tadjikistan, Pakistan, Uzbekistan....
L'America in Afghanistan
Il segretario alla Difesa, Donald Rumsfeld,
quello che cinquant'anni fa si chiamava "ministro della Guerra", più volte ha
ripetuto che questa guerra sarà molto diversa dall'operazione Desert Storm, tempesta del
deserto, quella in Iraq. A Baghdad si potevano seguire tutte o quasi tutte le operazioni
militari alla Cnn e sapere in anticipo le opzioni d'attacco, il comportamento
dell'esercito. In questa nuova guerra non ci verrà detto niente. Ma qualcosa si sa. Si sa
per esempio che saranno pochi i bombardamenti aerei sul territorio afgano.
Più che altro agiranno i Corpi Speciali americani, gente specializzata
appunto e i Parà e i Marines. Vediamo qui sotto chi parteciperà direttamente alla guerra
in Afghanistan.
Parà dell'82° reggimento. Vengono chiamati i Diavoli. E' una delle più antiche divisioni di parà americani. Presente in tutti i conflitti in cui hanno preso parte gli Stati Uniti d'America.
Parà del 101° reggimento. La divisione chiamata "Screaming Eagle", Aquila Urlante. Dallo sbarco in Normandia i suoi uomini sono stati impiegati in tutti i teatri bellici.
I Marines. E' il corpo più raccontato e
celebrato dall'epopea militare. Il 24° corpo di spedizione è salpato una settimana fa
per il Mediterraneo.
Ora andiamo a vedere i Corpi Speciali, gente che fa davvero paura non solo al nemico, ma
anche a noi che li descriviamo.
Navy Seals. Cinque mila uomini. Incursori di Marina usati in operazioni "coperte" con attacchi in ambiente anfibio. Strutturati in piccole unità autosufficienti, capaci di resistere settimane in terreno nemico.
I Rangers. Quindici mila uomini. Il 75° reggimento rappresenta l'elite della fanteria d'assalto. Addestrati in modo specifico allo scontro corpo a corpo, alla guerriglia e al combattimento su terreni ostili.
I Berretti Verdi. Quattro mila uomini. Un gradino sotto la Delta Force (sotto). Incursori parà specializzati in operazioni d'attacco da terra e dall'aria. In grado di combattere oltre le linee in completo isolamento.
Delta Force. Milleduecento uomini selezionati
tra i reparti d'elite dell'Us Army, l'esercito americano. Delta Force è talmente segreta
che, ufficialmente, non figura nei ranghi delle Forze Armate. Specializzati in operazioni
di guerriglia.
Per capire bene il carattere di questo corpo speciale utilizzo un reportage, pubblicato su
Repubblica il 26 settembre, di Carlo Bonini, Giuseppe D'Avanzo e Riccardo Staglianò
"Se,
infatti, viene chiesto al Pentagono se i Delta Force entreranno in azioni o meno, la
risposta più o meno sarà questa: "Per noi la Delta Force non esiste. Un reparto
Delta Force non ci risulta". Anche se da vent'anni li infila in ogni operazione
"coperta". Gli uomini della Delta Force sono uomini qualunque, senza teste con
capelli rasati, posizione impettita e "yessir", sissignore. Ogni anno, due volte
all'anno, i Delta selezionano, fra i migliori duecento uomini delle Forze Armate degli
Stati Uniti, i dodici nuovi arrivi che affronteranno un addestramento diviso in due parti.
Il primo è fisico e psicologico. Il secondo, lo chiamano di "routine", prevede
roba come il lancio da un elicottero senza "parachute", paracadute, la
resistenza per settimane in un bosco senza cibo e acqua, esercizi di combattimenti in
"cornice urbana", ripetuti fino alla nausea. Sono cacciatori che combattono la
notte, con "metodi che sono lasciati all'immaginazione di chi li teme", dice il
sergente maggiore Cary White, veterano del Vietnam e del Golfo." (copyright "La
Repubblica")
1983, Grenada, Venezuela: i
Delta sono i primi a toccare Grenada, dopo essere stati lanciati in mare nella notte,
alcune miglia lontano dalla spiaggia.
1991, Golfo Persico: i Delta si lanciano dietro le linee irachene per disegnare la mappa completa delle batterie mobili degli Scud di Saddam Hussein. Le seguono passo passo nei loro spostamenti segnalandone la posizione ai cacciabombardieri.
1999, Kosovo: I delta sono l'unico reparto dell'Alleanza Atlantica a entrare in Kosovo per mettere fuori uso le batterie antiaeree dell'esercito di Slobodan Milosevic.
1993, Waco, Texas: Una squadra dei Delta fa un massacro. Sono in tre: uno shooter, un operator e un doorknocker, un cecchino, un tecnico e uno sfondaporte. 75 morti della setta dei Davidiani.
"Eric Haney è stato
nella Delta Force. Nel 1980 soltanto per un fortunato soffio salvò la pelle nel
disgraziato raid a Teheran per la liberazione degli ostaggi americani. Gli chiedi se
saranno i Delta ad arrestare Osama bin Laden e lui ti risponde: "Fare arresti non è
il mestiere della Delta Force. Il mestiere della Delta Force è uccidere. Uccidere in un
solo modo. Con un colpo al collo. Perché ci hanno insegnato che tutto quel che è vitale
per un uomo è nel collo". (copyright La Repubblica)
Sarà davvero solo la guerra dei Corpi Speciali, dei Parà e dei Marines americani?
Gli Stati Uniti non hanno chiesto formalmente alla Nato l'aiuto militare delle altre forze dell'Alleanza Atlantica. Segno buono o segno cattivo? Dobbiamo essere contenti di non entrare in guerra direttamente o dobbiamo preoccuparci perché l'America vuol fare tutto da sola, senza arbitri, senza qualcuno che la controlli. Già adesso gli Stati Uniti fanno errori, con la supervisione (più teorica che pratica) della Nato. Sarà rassicurante un'America senza più nessun guinzaglio?
(2/continua)
(Le responsabilità di queste opinioni sono esclusivamente dellautore)

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