L'inviato speciale
Livorno, 22 agosto 2001

L'inviato speciale di ElbaSun
Livorno:
Caro Silvio ti scrivo così ti rilassi un po'
Lettera al premier:
lo stress colpisce anche il superuomo

a cura di Diego Pretini
diego-pretini@elbasun.com

Mi è capitato a Portoferraio di vedere una specie di mostra di yacht. Erano attraccate tutte lungo la banchina della città vecchia, nella zona turistica, diciamo così, anche se è difficile trovare in tutta l'Isola d'Elba un luogo più turistico di un altro. Fatto sta che mentre guardavo, attonito, questi yacht, leggevo i loro nomi e guardavo le facce indifferenti dei proprietari che continuavano sulla loro barca a fare quello che avrebbero fatto in qualunque altro posto. Mangiavano, bevevano, si parlavano. Ma perché sul ponte, dove tutti li potevano vedere? E questo l'ho notato non solo in poche barche, ma in quasi tutte. Tutti lì, a farsi ammirare. E a far vedere le loro barche. Guardate come sono bello io, guardate com'è bella la mia barca. Minimo 15 metri di yacht, riempiti di ogni agio, addirittura ho intravisto quadri appesi alla parete della cabina, con divanetti, tele, moquette. E loro a farsi guardare. Come se non gli bastasse avere tutto quel ben di Dio, ma che il vero loro bisogno fosse quello di mostrarlo, tutto quel ben di Dio. Ma mentre guardavo, ammirato, l'eleganza e il fascino di quegli Sean Connery del mare, mi chiedevo quanto potevano costare dei cosi del genere. E mentre mi rispondevo ("Tanto, tanto, troppo"), subito mi balzava in testa il G8 appena finito e gli otto capetti del mondo, barricati su una nave, lussuosa come quegli yacht, irraggiungibile come il ponte di quegli yacht, costosissima in tutto come quegli yacht e subito dopo pensavo alle manifestazioni dei gruppi anti-globalizzazione. E a Carlo Giuliani che si era ritrovato in quel casino e che partito con ideali onesti si era poi fatto trascinare nel merdaio dei black bloc e quindi fatto uccidere da uno che aveva due anni meno di lui, che ne aveva 23. E pensavo a come si poteva sentire il ragazzetto che si era ritrovato su quella camionetta circondato da pazzi furiosi, che stava sanguinando dalla testa, troppo sangue, troppo, che aveva già vomitato tre volte per la paura, la tensione e il caldo grosso 30 gradi e che vedeva quello lì dietro con un estintore in mano e con il passamontagna: non si vuol far riconoscere la merda, ma io ho paura e sono giovane, che cazzo c'entro io con tutto questo, ho 21 anni e sono partito soldato, io con gli otto grandi non c'entro nulla. E poi ritornavo a pensare agli otto capetti, là dentro, nella nave che, venduta, avrebbe voluto dire altri soldi per il fondo comune per curare l'Aids in Africa e invece faceva da bunker per otto cervelli che cercavano il modo di essere più buoni possibile, ma ci riuscivano sempre male. Ma i capetti di che cosa avranno veramente parlato, in quei tre maledetti giorni? L'immolazione di Carlo Giuliani è servita a qualcosa? C'è qualcuno che vuole fermare il malato di mente George Bush Jr che vuole trattare questo nostro pianeta (che è l'unico che abbiamo) come un cencio da auto per pulire gli scarichi dei residui di petrolio che i suoi amici raffinano? E ancora: quel miliardo di dollari per la lotta all'Aids nel continente nero non sono un'elemosina, se pensiamo che costa ottanta volte tanto lo scudo spaziale che Bush crede indispensabile per difendersi da attacchi improvvisi da parte (state a sentire) di Stati come Iraq, Iran o Corea? (Vittorio Zucconi, giornalista, ripete da sempre una cosa lucidissima: "Il pericolo della guerra del futuro sarà nel turista kamikaze con la valigia in mano e con la bomba nella valigia"). Il G8 serve a tutto il mondo o solo agli otto capetti?

Caro Silvio,

come va? A me bene. Ho superato abbastanza bene l'esame di Stato. E ora mi rilasso in attesa di iscrivermi all'Università. Perché nel mondo di oggi è il lavoro quello che conta e spesso quel foglietto chiamato "laurea" dà un bello spintone per trovarlo. E' lo strumento indispensabile per superare la selezione naturale. Selezione naturale… roba da iguane di Darwin, vero? Già. D'altra parte, Silvio, non è colpa tua. Niente è colpa è colpa tua, d'altronde. Non è colpa tua, per esempio, se lo Stato italiano è in rosso per 50mila miliardi. Anche se si è scoperto che probabilmente quel buco è molto, molto più piccolo. E d'altra parte, Silvio, non è colpa tua doverlo dire agli Italiani, è di quel signore con la faccia da ragioniere che si chiama Giulio Tremonti, ministro dell'Economia, con la voce robotica come i contenuti dei suoi discorsi fatti di numeri, cifre, segni matematici e formule algebriche. Comunque, Silvio, devi ammettere che viene i brividi anche a te quando scrivi una cifra del genere. 50mila miliardi, ci pensi? Ti viene il nodo alla gola se pensi a quel milione di gente nel mondo che non ha nemmeno l'acqua per inumidirsi le labbra. E se a quei 50mila miliardi, che per uno Stato probabilmente sono poco, non me ne rendo neanche conto, ci aggiungi, per esempio, solo il tuo stipendio, be', sai, un sentimento strano nasce dal petto. Fa nascere un sentimento strano, per esempio, pensare che un bimbo nello Zaire può morire per un colpo di tosse perchè non ha nemmeno la forza di togliersi quella schifosa mosca dalla guancia, mentre, te, su una nave da crociera lunga mezzo chilometro, stai aspettando che le trenette al pesto si raffreddino, mentre parli del buon Chianti rosso sgomitandoti fra le risate con il tuo amico Giorgio Secondo dei Bush. Eccolo il tipico sorriso alla Berlusconi: guancie gonfie,

Niente è colpa tua, Silvio, non ti preoccupare. Don't worry, direbbe il tuo amicone Bush. Ti somiglia molto Giorgio Secondo, sai, e finalmente c'è qualcuno che lo apprezza: te. Perché, caro Silvio, il signor George Walker Bush a casa sua, negli Stati Uniti d'America, è considerato un emerito imbecille. O quasi. Probabilmente anche dallo stesso padre. Ha vinto per il rotto della cuffia. Ed ora è capo del mondo perché ce l'hanno messo, perché la sfida era Bush contro Gore e Gore ha perso. E hanno vinto i soldi di Bush e dei suoi amici petrolieri. Alcuni dicono sia solo una marionetta nelle mani dei ricconi americani. Io, Silvio, non ci voglio credere. Perché se chi comanda il mondo è una zucca vuota, come dice chi lo conosce più da vicino, cioè gli Americani (e non certo io e te) e se chi governa l'Italia è stato implicato in una miriade di processi per truffe o affini o, peggio, in associazione mafiosa e se poi, ancora, un signore che si chiama Marcello Dell'Utri, è diventato deputato alla Camera per levarsi di dosso tutti quegli appiccicosi avvocati che c'aveva ormai al collo, allora, caro Silvio, c'è davvero speranza per tutti.

Ma non è colpa tua, Silvio. Chiunque in Europa si è schifato quando ha saputo, verso aprile, che davvero i tuoi sondaggi erano verosimili e che avresti vinto di una barcata di seggi. Addirittura The Economist, vale a dire la Bibbia dell'economia mondiale, titolò un'edizione di fine aprile in modo davvero aggressivo, non certo con bon ton anglosassone: "Why Silvio Berlusconi is unfit to lead Italy", perché Silvio Berlusconi è inadatto a governare l'Italia. Ho tradotto con "inadatto" la parola "unfit", ma questo termine, in inglese, ha un significato più profondo, forse inspiegabile in italiano. Vuol dire non solo inadatto, ma proprio qualcosa che non c'entra proprio, in nessun modo. Come quando abbiamo le formine di plastica da piccolini e vogliamo mettere un quadrato dentro un triangolo. Ecco: il quadrato è "unfit" ad entrare nel triangolo. Hai voglia di pigiarcelo dentro. Silvio Berlusconi (il quadrato) era "unfit" per il Governo (il triangolo). Però a suon di pigiarcelo, alla fine c'è entrato. Qualcosa del genere in stati come l'Inghilterra, la Francia e perfino nella Germania reduce dal nazismo avrebbe fatto insorgere l'opinione pubblica, scandalizzata. Qui, in Italia, no. E questo è il tuo grandissimo pregio, Silvio. Sai perfettamente come sono fatti veramente gli Italiani.

Loro mantengono le promesse. RicordateveloA loro hai detto che avresti aumentato le pensioni e loro ti hanno creduto. A loro hai detto che avresti tagliato le tasse e loro ti hanno creduto. A loro hai detto che non è vero che il governo del centro-destra saranno tenuti d'occhio anche gli interessi delle classi meno ricche e loro sembra ti abbiano creduto, visto che soprattutto la classe media ti ha votato.

A loro hai detto che sarebbero stati più sicuri per le strade e nelle loro case e loro ti hanno creduto.

A loro hai detto che sei andato al governo per l'interesse della nazione, in difesa degli Italiani, e loro ti hanno creduto. A loro non hai detto nulla dei tuoi processi (infamanti, vero?) in cui sei o sei stato imputato in questi anni; ti sei limitato ad urlare "sleale" a chi del centro-sinistra cercava perlomeno di tirare fuori dagli Italiani un po' di dignità, di pudore, di moralità. Molti di loro, degli Italiani, hanno ascoltato il tuo "sleale" e non il borbottio dell'Ulivo. Ti hanno creduto, ciecamente, anche stavolta. Perché? Non me lo so davvero spiegare, ma l'hanno fatto. Ancora una volta.

Ma so che finora, dopo due mesi di governo, dopo che per due mesi di campagna elettorale hai detto queste cose, per ora, è successo questo che segue.

Per ora l'aumento delle pensioni, mi sembra non ci sia stato. Ci sarà, probabilmente. Lo hai detto te, no? Ci possiamo credere, quindi.

Per ora le tasse non sono ancora state tagliate. Anzi, sì. Che sbadato. A volte mi dimentico le cose. E' vero, una tassa l'hai diminuita, anzi, credo proprio cancellata. La tassa di successione, no? Già. La tassa di successione. Che viene pagata, anzi, pardon, veniva pagata, da chi i quattrini ce li aveva e gli venivano levati solo perché un vegliardo moriva e lasciava dei soldi agli eredi. Colpa loro? Ma certamente no. E tanto meno tua, Silvio, ci mancherebbe. Però, sai Silvio, mi ricordo un titolone con conseguente serie di pagine di articoli, di interviste e di analisi di un giornale (la Repubblica) di centro-sinistra, ma che si sforza sempre di analizzare obiettivamente la situazione socio-economico-politica. Il titolone era questo: "Berlusconi: Faremo riforme impopolari". Ma non è colpa tua, Silvio. Se il centro-sinistra ti ha lasciato un buco nel bilancio statale che sulla bocca del ragionier Tremonti era di 68mila miliardi, che poi sono diventati 55mila, che poi sono diventati 43 o forse 40mila, cioè una cifra "normale" (con due o tre paia di virgolette) per uno Stato. Una vignetta, non mi ricordo se di Altan o di Bucchi, diceva: "Tremonti ha sbagliato il conto del debito pubblico. Mai vignetta più saggia fu disegnata. E' sempre più Già, aveva contato anche il suo stipendio".

Per ora come esempio più palese di maggior sicurezza dei cittadini mi viene a mente solo un episodio. Un ragazzo genovese (quindi cittadino italiano) di 23 anni è rimasto morto ammazzato in una piazza qualsiasi di Genova (che mi risulta sia in Italia, nello stato governato da te e dai tuoi amici) perché, mentre te stavi aspettando il pesce arrosto sulla nave da crociera, mentre ti stavi pulendo la bocca con il sorbetto al limone raccontando una barzelletta al Tony Blair, là fuori, in quella piazza qualsiasi di Genova si stavano ammazzando dalle botte e nel centro del caos era capitato un ragazzetto di 21 anni, carabiniere solo di leva, mandato lì per chissà quale folle ragione. Questo è l'esempio più rilevante finora. Le forze dell'ordine sono arrivate ad uccidere per difendersi da una situazione che si doveva e poteva evitare. Ma non è colpa tua, Silvio, scherzi? Te ti dovevi occupare di altro. C'erano quegli orribili panni stesi sui terrazzi genovesi. E poi quelle fioriere, ma andiamo. Non è possibile che ci si debba presentare così al mondo. Mutande stese e pitosforo sgonfio nei vasi. No, assolutamente. E te, te ne sai occupato perfettamente. Nessuna canottiera sgocciolante al filo della veranda, arcobaleni floreali per strada. Della sicurezza, nella maledetta zona rossa, diventata rossa fino al nocciolo per il sangue di Carlo Giuliani, versato sull'asfalto, si dovevano occupare il questore o il prefetto, non te. Cosa c'entri te? Nulla, ma andiamo. Poi vengono a dire che è colpa tua. Baggianate. Te governi l'Italia, mica Genova. Ci penseranno i capi genovesi a mantenere l'ordine. Sì, Silvio, c'hanno pensato i capi genovesi, ma c'hanno pensato malino. Però, ora che ci penso, forse ho capito a cosa ti riferivi, quando parlavi di maggior sicurezza per i cittadini. Forse intendevi dire che mettendo tutti quelli che tu e i tuoi amici chiamate "comunisti" (solo perché scendono in piazza e vi urlano "vergogna") saranno di certo più sicuri lì dentro. Più sicuri che in carcere, dove altro? Se poi, vabbè, in carcere i cittadini italiani (ma anche tedeschi, austriaci, americani, spagnoli, francesi e inglesi) vengono picchiati a sangue, le donne vengono insultate, quasi violentate, offese nei peggiori modi, quando il manganello viene usato come fosse un cruciverba, un passatempo, se i "fermati" vengono usati come un gioco di potere ("alzati, sdraiati, bacia in terra, altrimenti ti do un'altra bella razzolata come si deve"), se in carcere poliziotti o carabinieri portano in cella a bastonate gente a caso cantando inni in onore a personcine come Augusto Pinochet o Benito Mussolini, se si salutano con il saluto nazista "Heil Hitler", se si canta "un due tre, evviva Pinochet; quattro cinque sei, facevan bene con gli Ebrei; sette otto, lo sporco negro si tiene sotto", be', in questo caso, te lo devo proprio dire, Silvio, non è colpa tua. Credimi. Che ci siano queste frange di cretini, complete teste di cazzo, che vagano per gli ambienti militari, si sa. Non è colpa tua. Mi ci viene da ridere. E poi, scusami tanto, danno la colpa a te, perché sei te al governo. Ma il capo della polizia, De Gennaro, chi ce l'ha messo lì? Il centro sinistra, no? Sono proprio stupidi, quelli che ti danno tutte le colpe. Parlando sempre di sicurezza, è colpa tua, se hai messo un pazzo al ministero delle Infrastrutture che ci vuole far andare a 160 orari sulle autostrade? Ma no. Se 'sto Lunardi è un invasato, non hai mica colpa te.

Ma sorvoliamo e andiamo avanti.

Per ora, Silvio, hai fatto approvare anche una legge in ambito giudiziario. E' la legge sul falso in bilancio. Io non so cosa voglia dire questa parola. Uno che scemo non è, come Giorgio Bocca, lo definisce "truffa agli azionisti e alla Borsa tutta". In economia ci capisco molto poco. Ma so cosa vuol dire truffa. LA truffa è un inganno, un imbroglio, un raggiro, una furbata ai danni degli altri. Prima dell'agosto 2001 questo "falso in bilancio" era giustamente punito. Da ora in poi, no. E sai una cosa, Silvio, è apparso stridente, diciamo così, che fino al 13 maggio hai urlato di voler andare a Palazzo Chigi per l'interesse della nazione ed in difesa degli Italiani ed ora dopo 45 giorni di governo fai approvare da Camera e Senato una legge che dice che il reato di "falso in bilancio" non esiste più. O quasi, insomma. Fatto sta che te, Silvio, eri imputato per tre reati del genere e avresti potuto essere perseguibile a norma di legge, fino al 2008, quando il reato sarebbe caduto in prescrizione. Ovvero il diritto da parte della magistratura di accusarti si sarebbe estinto. Con la nuova legge, astuto Silvio, i tuoi reati sono già andati in prescrizione da 5 anni. Ora sei davvero a posto. Il tuo amico Marcello Dell'Utri chissà se davvero se la caverà con tutti le accuse che si ritrova sulle spallucce. Ma te, Silvio, ora sei davvero al sicuro. Non ti preoccupare, comunque, non è colpa tua. E' il Parlamento che ha approvato la legge, non sei mica stato te da solo. Te hai chiesto se la legge andava bene, erano gli altri a dover dire di no.

Ora Silvio cercherò di affrontare l'Università e poi fra quattro, cinque, sei anni, chissà, iniziare a cercare lavoro. Quello che a te piace tanto, il lavoro. Te hai lavorato tanto, no, per arrivare dove sei arrivato? Vabbè, tuo padre era un banchiere, i soldi non gli mancavano. Ma poi chissà con quali soldi, visto che avevi i debiti fino alle orecchie, hai costruito mezza Milano, hai sviluppato nuovi canali di comunicazione gestendo televisioni e giornali, hai fatto diventare il Milan una delle squadre più importanti d'Europa, comprando giocatori da favola che avrei potuto allenare anch'io. Poi hai deciso di darti alla politica, il perché rimarrà sempre un mistero, visto che eri e forse sei il più ricco uomo d'Italia e uno dei più ricchi del mondo. La tua posizione economica era da Dio, quella giuridica lo stava diventando sempre meno. Dopo un anno dalla formazione di Forza Italia, non per colpa tua, hai vinto le elezioni, sei diventato premier, ma solo dopo sei miseri mesi, arriva quel pazzo di Umberto Bossi e il primo governo Berlusconi, non per colpa tua, fallisce. Cinque anni di opposizione dura, senza scrupoli, contro quei "comunisti" che pur di tenere la sedia sotto il culo, cambiano quattro presidenti del consiglio, che vergogna. Poi, alla fine, ecco la vittoria, schiacciante, senza mezzi termini. E'una vittoria netta, finalmente. Ora l'Italia è nelle tue mani. Puoi fare quello che vuoi, Silvio. Ricordati, mi raccomando, che la maggioranza degli Italiani non ti ha votato. Ha votato altri, ma non te. Forse hai avuto un po' di fortuna, diciamo. D'altronde non è colpa tua se il centro-sinistra non ne ha indovinata una. Ricordati, mi raccomando, che l'Italia non è un'azienda e gli Italiani non sono tuoi dipendenti. Ricordatelo sempre.

Attento ai "comunisti", Silvio, potrebbero protestare un altro po' se continui così. Cerca di frenare la tua voglia matta di rifugiarti dietro al banco del Presidente, ogni tanto. Sennò poi, alla fine, ti scoprono. Una cosa buona l'hai fatta, Silvio. Da un po' di tempo non ti vedo più sorridere in continuazione, falsamente. La tua paresi facciale si è sciolta. Forse ora hai da lavorare il doppio, rispetto a prima. Ma ti è sempre piaciuto lavorare, no? Ti sei fatto da solo. Sarà un gioco da ragazzi, per te, amministrare un paesetto come l'Itallia, no?

Senza commento. Si commenta da sèO forse sei triste perché non puoi più passare giornate in tranquillità, visto che quasi tutti i giorni ti mandano bossoli, pallottole e affini gli amici di Bertinotti, D'Alema, Veltroni, Fassino, Parisi, Castagnetti e Mastella (tanto per te sono tutti comunisti).

O forse sei giù perché i tuoi soldi ora non servono a nulla. Sei un po' stressato dal lavoro, sei massacrato dalle critiche di mezza Europa (perché l'altra mezza non è nell'Unione Europea), ora che sei diventato un po' lo zimbello del G8, ora che cerchi disperatamente un appoggio che viene solo e soltanto, per fortuna magari da lì, dalla tua coalizione, fatta dai nemici della nazione, i leghisti, e da quelli che della patria fanno un valore umano, i neofascisti. Ora, in questi giorni, che sembri abbattuto, stanco, floscio, dopo soli due mesi di governo, finalmente ti mostri come davvero sei. Finalmente non compari più alla tele con il doppiopetto e con il sorriso Durban's a 43 denti, promettendo, che ne so, un milione di posti di lavoro o aumenti di pensione o tagli alle tasse anche per i poveri (che, maledizione, credevi già estinti). Ora compari accigliato. Solo raramente, in questi due mesi, ti sei lasciato andare ai sorrisi. Hai fatto un po' lo scemo, ballando con i premier dell'Onu, scherzando con il primo ministro canadese Chretien e il presidente francese Jacques Chirac; così ti hanno visto sicuro, anche in quella circostanza. Sicuro di te stesso, sempre e comunque. Ora sei sempre più serio, invece. Il trucco, Silvio, non fa più il solito effetto. Sta facendo, pian piano, comparire, quello che, porca miseria, davvero sei. Quello che siamo tutti noi. Un essere umano. Come ognuno di noi. Come me, come un operaio dell'Italsider, come un manager della Fiat, come un architetto bergamasco, come un portuale di Taranto. Come ognuno di noi, te, Silvio, hai due occhi, una testa, due braccia, due gambe due piedi, 20 dita e un buco di culo, che forse è l'unica cosa diversa da noi, perché un po' più grossa del nostro. Sei e sarai sempre un essere umano, Silvio. E stavolta, te lo posso giurare, non è nemmeno colpa nostra.

(Le responsabilità di queste opinioni sono esclusivamente dell’autore)


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