L'inviato speciale
Livorno, 16 maggio 2001

L'inviato speciale di ElbaSun
Livorno:
Curzi: giornalismo e politica
Una volta un tema delicato:
speriamo bene
a cura di Diego Pretini
diego-pretini@elbasun.com

Ogni opinione anche vagamente politica di questo articolo è solo ed esclusivamente dell'autore di questi scarabocchi.

Andare al Mc Donald's e poi andare a un dibattito di Rifondazione Comunista non è che sia il massimo della coerenza. Ma cosa ci vuoi fare. Si chiama Fast Food apposta. Cibo veloce, letteralmente. 5 minuti, forse 10, e via. Che poi ci puoi stare tutta la sera a sedere lì dentro. Ma il principio è quello. E allora via in Venezia. Non a Venezia: in Venezia. Tutti i rioni a Livorno hanno la a come preposizione, davanti. A Antignano, all'Ardenza, a La Rosa, a Salviano, a Coteto, a Colline, alla Stazione, a Corea, a Shangai. Sì, questi due ultimi sono rioni di Livorno. Corea, Shangai. Non solo Paesi del Far East, ma anche periferia Nord di Livorno. Corea e Shangai. Chissà perché. Per altro sono i rioni meno tranquillizzanti di Livorno. Tante facce buone, ma altrettante per nulla buone. Tutti i rioni a Livorno hanno la a come preposizione, davanti. Solo pochissimi hanno preposizioni diverse. Quei pochissimi sono (chissà se per caso o per qualche ragione storica) i quartieri più antichi, il cuore della città. Borgo Cappuccini (in Borgo), Pontino (sul Pontino), Venezia (in Venezia). In Venezia. Forse per non confondersi con Venezia, quella vera. Comunque è su uno degli Scali dei Fossi Medicei che sta la sala dove si trova quel centinaio di persone (sicuramente qualcosa meno) che alle 9 di A cosa starà pensando il cavaliere?sera, nonostante ci siano Massimo Dapporto sull'Uno, la Premiata Ditta sul Cinque e il filmone di pistole sul Tre. Per quelle cento persone (sicuramente qualcosa meno) la televisione stasera ha perso, ha vinto il Live di Sandro Curzi. Direttore di "Liberazione", giornale del Partito di Rifondazione Comunista e cuore rosso. In tutti i sensi. La tele per quelle cento persone (sicuramente qualcosa meno) ha perso, anche se la politica stasera c'è, alla tele. C'è Michele Santoro che se la rifà con ardore contro il Berluskaiser. Non è mio l'appellativo; per la verità è di un suo attuale, chissà se momentaneo, alleato: Umberto il Bossolo. Chissà se diventerà una pallottola irrefrenabile come 6 anni fa. Quei cento (qualcosa meno), comunque, non si perdono nulla, visto che il Cavaliere Ridens non c'è in studio e il signor Samarcanda fa un monologo di un quarto d'ora e poi lascia lo spazio "alla rete" come dicono al telegiornale. Stasera ha vinto il live meeting, quindi. Sandro Curzi. Giornalista, soprattutto. Poi, e solo poi, anche comunista. Testa molto lucida. E non solo perché è calvo. E' un uomo brillantissimo. La saggezza è tangibile. Si traspira la sapienza anche mentre fuma la sua pipa. Oppure quando si toglie gli occhiali e sgrana gli occhi che sembrano sonnecchianti, indifferenti, ma capiscono. Tutto. Tutto di quello che dicono gli altri. Ecco, perché non è stato un monologo. Sennò non è una riunione di sinistra. Qui non si fanno monologhi; e nessuno scoppia ad applaudire solo quando l'oratore, magari dall'alto, to', in doppiopetto e che, magari, alza l'indice della mano destra e soprattutto il volume della voce. Si è parlato anche e soprattutto di politica. Ma non ne parliamo. Non convincerei nessuno a votare per qualcuno, rispetto che per un altro. Non ne sarei capace. Non sono Celentano. Sono uno dei pochi a appoggiarlo dopo la gaffe che ha fatto. Tutti contro. Però, caro Adriano Gambadilegno, potevi informarti meglio sull'argomento. La prossima volta vai da un dottore. Non andare da un macellaio. Con Curzi si è parlato anche e soprattutto di politica. Ma prima noi parliamo dell'aspetto professionale. E dopo di politica, poca e il tentativo è quello di fare un ragionamento imparziale. Curzi è giornalista, soprattutto. Poi, e solo poi, anche comunista. Dice Curzi che manca e sta mancando sempre di più un elemento nell'informazione di giornali e a maggior ragione telegiornali. Non c'è commento. O se c'è, è sempre poco. E quando si fa il commento - dice Curzi - primo: bisogna dichiarare chi è il commentatore, deve essere palese di chi è quell'opinione.eccolo Adriano Gambadilegno. Qui è con Jovanotti e Piero Pelù in una puntata di Francamente me ne infischio. Fu una versione indimenticabile di Il mio nome è mai più. Secondo: si deve ben distinguere il commento dalla notizia in sé: prima si dà la notizia, fatti duri e puri, dopo il commento. " Lo dicevo sempre alla mia redazione quando ero al TgTre". Già, perché Curzi è stato direttore del Tg3 e poi del tiggì di Telemontecarlo. Il tiggì che fra qualche mese guiderà Chico Mentana. Da un comunista a un socialista. Ma sono dei grandi giornalisti tutt'e due, anche se Mitraglia ha ancora tempo per farsi vedere completamente. Guardate che non è facile rimanere obiettivi in campagna elettorale con colui che ti paga per fare il tuo lavoro che è candidato premier per il governo. Non è facile, per niente. Prendete Tg4 e Studio Aperto, per esempio. Il direttore Emilio che di Fede ha solo quella in Dio Silvio non ha avuto nemmeno la furbizia di dare qualche secondino in più al bambolotto Rutelly. Ma gliene ha detti pochi di secondi e la regola, porca miseria, dice che in un telegiornale si deve far parlare tutti i politici, anche se non la pensano come la linea del partito, il cui leader è il tuo datore di lavoro. E' la regola. Peccato. Ci si sfogherà dopo il 13 maggio. In questo Studio Aperto è molto più furbo. Ok, non c'è più Liguori, ora è arrivato il trentatreenne con la faccia da ragazzino, Mario Giordano, firma del Corriere della Sera e delfino di Gad Lerner in molti dei suoi programmi. Ma intanto Giordano è direttore su Italia Uno, mentre Gad Lerner è un disoccupato (tra un bilione di virgolette), perché quando ha diretto il TgUno ha fatto troppo il giornalista (vero, autentico giornalista). Pare che ora Luigi Pirandello era iscritto al Partito Nazionale Fascista. Ma era un grande. Per questo non abbiate mai pregiudizi per quelli che politicamente non la pensano come voi. I pregiudizi fanno sempre male. A noi e agli altri.Lerner sia una delle menti della nuova televisione che nascerà sulle frequenze di Telemontecarlo dalla mente del presidente Colaninno. A Telemontecarlo, dove una volta c'era Curzi. Un signore sulla settantina. Una faccia da nonno. E lo spirito di un nipote. La saggezza e la pacatezza di chi ha visto e conosciuto tanto. E l'energia e i pensieri in movimento di chi ancora vuole conoscere e cambiare questo mondo, questa nostra società. Che non può cambiare solo materialmente con computer, Internet e macchine digitali. Ma deve cambiare anche nei principi politici e nei valori sociali. Perché questo nostro mondo sta cambiando. E dobbiamo aiutarlo a cambiare. Meglio sarebbe se lo si facesse per i più deboli, per i più disgraziati. Non si può, per esempio, pensare a una sanità simile ad una grande clinica privata. Se hai un infarto, devi far vedere la carta magnetica e digitare il tuo codice, bello, sennò dopo le cure di pronto soccorso, nada. Dobbiamo aiutarlo a cambiare, questo nostro mondo. Le folli opinioni contro l'aborto e contro il divorzio sanno tanto di Patti Lateranensi. E ormai i Patti hanno un anno più del mio nonno: 72. Non si parla di ieri l'altro. Questi sono i veri punti che vanno dibattuti. "Diminuiremo le tasse" lo dicono tutti. E' una specie di dogma per la campagna elettorale. Da ripetere ad ogni occasione. Ma non ci si crede più. Non possiamo crederci, dopo quasi 60 anni di repubblica. Sentite cosa diceva Adriano Celentano nel 1976.

Eh la benzina ogni giorno costa sempre di più
e la lira cede e precipita giu
svalutation, svalutation.
Cambiando i governi niente cambia lassù
c'è un buco nello Stato dove i soldi van giù
svalutation, svalutation.
Io amore mio non capisco perchè
cerco per le ferie un posto al mare e non c'è
svalutation, svalutation.
Con il salario di un mese compri solo un caffè
gli stadi son gremiti ma la grana dov'è
svalutation, svalutation.
Mah, siamo in crisi ma
senza andare in là
l'America è qua.
In automobile a destra da trent'anni si va
ora contromano vanno in tanti si sa
che scontration, che scontration.
Con la nuova banca dei sequestri che c'è
ditemi il valore della vita qual è
svalutation, svalutation.
Io amore mio non capisco perché
tu vuoi fare il gallo poi fai l'uovo per me
sul lettation, sul lettation.
Nessuno che ci insegna a non uccidere c'è
si vive più di armi che di pane perché
assassination, assassination.
Ma quest'Italia qua
se lo vuole sa
che ce la farà
e il sistema c'è
quando pensi a te
pensa...
anche un po' per me.

(da Svalutation, 1976)

25 anni fa erano sempre gli stessi discorsi. Ma andate a votare. Cosa vi pare, ma votate.

Ora proviamo a fare un ragionamento maturo. E' un tentativo. Non sono né un politico, né uno storico. Sono in 5^ Liceo. E ho solo la licenza media.

Questa Destra mi fa paura, dice Indro Montanelli, il decano dei giornalisti italiani. Io lo seguo. Li cacceremo tutti, si sente dire dalla Destra. E' un linguaggio pericoloso, che ricorda un periodo nerissimo della nostra storia. Nerissimo. E mi alimentano i timori queste dichiarazioni dei più grandi crani che abbiamo in Italia. Quanto tempo era che Norberto Bobbio non usciva su un giornale? E figuriamoci gente come Alessandro Galante Garrone (storico) e Sylos Labini (non mi ricordo il nome...) o anche il nobel per l'economia Modigliani. Gente che, sì, si trova sui libri di storia, di economia o su riviste e libri specializzati, ma non di certo su Il Tirreno.

Siamo a 5 anni dal crollo della cosiddetta 1^ Repubblica tanto odiata dopo, ma a cui hanno preso parte in tanti (tanti) prima. Siamo a 7 anni da quel sogno disintegrato del Berluskaiser e a 5 dal famoso processo di inversione di tendenza che mostrava tutta l'immaturità e l'impreparazione del popolo italiano che non avevano un punto di riferimento visto che la DC era andata a farsi benedire. Prima tutti dal Re Berlusca, sovrano di Milano, ex-craxiano, cattolico, ricco sfondato, moderato. Insomma politicamente affascinante. Poi tutti da un altro moderato, ex-democristiano, cattolicissimo, meno ricco, ma che si "sfonda" al tavolino più che altro, il prode Prodi. E stavolta l'Ulivo, anche dopo (senza Fausto Bertinotti), riuscì a governare per 5 anni. Ovviamente non con lo stesso esecutivo, è dal '69 che un governo non riesce a finire la legislatura, figuriamoci se ci riesce con 3 miliardi e mezzo di partiti. 5 anni di Ulivo, tra Prodi, D'Alema e Amato (che appena uno è un po' in difficoltà al governo, zac, è lì dietro alla poltrona, pronto a scattare sulla seggiola e fare 51 per me). L'elettorato ex-democristiano è l'ago della bilancia. Ma ecco, allora, cosa non hanno capito i Sinistri. La scena politica italiana sta rivivendo un processo di estremizzazione, tanto per usare un termine orrendo. Sia verso Destra che verso Sinistra c'è una nuova radicalizzazione (perché me lo corregge, Word, "fattuale" se nel Devoto-Oli esiste?). All'Università di Pisa una squadra di giovani fascisti (e questa volta non è una battuta o una metafora, era proprio una squadra) è andata armata di cinghie borchiate a intimare al gruppo della Sinistra nelle elezioni studentesche che avrebbero passato una brutta mattinata se non avessero votato qualcosa di meglio dalla lista di sinistra. Una delle vittime più "gettonate" fu il rettore di non mi ricordo quale facoltà che uscì malissimo dallo scontro. O meglio: dall'aggressione. E' diverso. Ma anche queste fantomatiche nuove BR. Ci sono o non ci sono? Non ha importanza. Cioè: ha un'importanza pesantissima. Ma il fatto che ci interessa per questo discorso è: se ne parla, quindi c'è una tendenza all'estremo.

Ed ecco quindi l'estremizzazione che si riversa anche in politica. Gli italiani sono probabilmente stanchi di essere "moderati". Si ritirano fuori le ideologie comuniste, rinnovate, ma a volte con i paraocchi. Si ritirano fuori le inaccettabili (storicamente, mica per altro...) ideologie fasciste. Perché la differenza fattuale (stesso discorso che per "radicalizzazione": ma chi li fa 'sti programmi Word: Enrico Papi o Massimo Ceccherini?) tra comunismo e fascismo in Italia…(perché del nostro Paese parliamo e dobbiamo parlare, senza parlare del comunismo russo e del nazismo tedesco)... la differenza, dico, tra comunismo e fascismo in Italia è che di fatto il fascismo ha messo sotto sopra l'Italia, politicamente e socialmente, prima insediandosi al potere senza alcuna legittimazione di elezioni popolari, ma solo con il secondo dei tre gravi autografi del caro Savoia. (IL primo ha deciso l'inutile entrata in guerra dell'Italia e il terzo, il più infame, mostruoso, ha avallato la deportazione di rei senza colpa.). Il Partito Nazionale Fascista ha portato l'Italia sui libri di storia per aver fatto il finimondo. IL PCI, al contrario, ha solo aiutato ad uscire dal regime. Di male, il comunismo, in Italia, non ha fatto nulla, credo. Anzi.

E' un'opinione, comunque. Mia. Ma chiunque può ribattere e dirmi la sua. Voltaire diceva Non sono d'accordo con te, ma mi batterò fino alla morte per permetterti di esprimere la tua idea. Come Emilio Fede, insomma.

P.S. Una cosa che non c'entra nulla. Che non c'azzecca niente, come dice Di Pietro (spazio anche ai piccoli partiti…). Il programma di scrittura Word mi ha corretto sia radicalizzazione sia fattuale. Ma chi li fa 'sti programmi, Enrico Papi o Massimo Ceccherini?


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