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L'inviato
speciale di ElbaSun |
Ogni opinione anche vagamente politica di questo articolo è solo ed esclusivamente dell'autore di questi scarabocchi.
Andare al Mc Donald's e poi andare a un
dibattito di Rifondazione Comunista non è che sia il massimo della coerenza. Ma cosa ci
vuoi fare. Si chiama Fast Food apposta. Cibo veloce, letteralmente. 5 minuti, forse 10, e
via. Che poi ci puoi stare tutta la sera a sedere lì dentro. Ma il principio è quello. E
allora via in Venezia. Non a Venezia: in Venezia. Tutti i rioni a Livorno hanno la a come
preposizione, davanti. A Antignano, all'Ardenza, a La Rosa, a Salviano, a Coteto, a
Colline, alla Stazione, a Corea, a Shangai. Sì, questi due ultimi sono rioni di Livorno.
Corea, Shangai. Non solo Paesi del Far East, ma anche periferia Nord di Livorno. Corea e
Shangai. Chissà perché. Per altro sono i rioni meno tranquillizzanti di Livorno. Tante
facce buone, ma altrettante per nulla buone. Tutti i rioni a Livorno hanno la a come
preposizione, davanti. Solo pochissimi hanno preposizioni diverse. Quei pochissimi sono
(chissà se per caso o per qualche ragione storica) i quartieri più antichi, il cuore
della città. Borgo Cappuccini (in Borgo), Pontino (sul Pontino), Venezia (in Venezia). In
Venezia. Forse per non confondersi con Venezia, quella vera. Comunque è su uno degli
Scali dei Fossi Medicei che sta la sala dove si trova quel centinaio di persone
(sicuramente qualcosa meno) che alle 9 di
sera, nonostante ci siano Massimo Dapporto sull'Uno, la Premiata Ditta sul
Cinque e il filmone di pistole sul Tre. Per quelle cento persone (sicuramente qualcosa
meno) la televisione stasera ha perso, ha vinto il Live di Sandro Curzi. Direttore di
"Liberazione", giornale del Partito di Rifondazione Comunista e cuore rosso. In
tutti i sensi. La tele per quelle cento persone (sicuramente qualcosa meno) ha perso,
anche se la politica stasera c'è, alla tele. C'è Michele Santoro che se la rifà con
ardore contro il Berluskaiser. Non è mio l'appellativo; per la verità è di un suo
attuale, chissà se momentaneo, alleato: Umberto il Bossolo. Chissà se diventerà una
pallottola irrefrenabile come 6 anni fa. Quei cento (qualcosa meno), comunque, non si
perdono nulla, visto che il Cavaliere Ridens non c'è in studio e il signor Samarcanda fa
un monologo di un quarto d'ora e poi lascia lo spazio "alla rete" come dicono al
telegiornale. Stasera ha vinto il live meeting, quindi. Sandro Curzi. Giornalista,
soprattutto. Poi, e solo poi, anche comunista. Testa molto lucida. E non solo perché è
calvo. E' un uomo brillantissimo. La saggezza è tangibile. Si traspira la sapienza anche
mentre fuma la sua pipa. Oppure quando si toglie gli occhiali e sgrana gli occhi che
sembrano sonnecchianti, indifferenti, ma capiscono. Tutto. Tutto di quello che dicono gli
altri. Ecco, perché non è stato un monologo. Sennò non è una riunione di sinistra. Qui
non si fanno monologhi; e nessuno scoppia ad applaudire solo quando l'oratore, magari
dall'alto, to', in doppiopetto e che, magari, alza l'indice della mano destra e
soprattutto il volume della voce. Si è parlato anche e soprattutto di politica. Ma non ne
parliamo. Non convincerei nessuno a votare per qualcuno, rispetto che per un altro. Non ne
sarei capace. Non sono Celentano. Sono uno dei pochi a appoggiarlo dopo la gaffe che ha
fatto. Tutti contro. Però, caro Adriano Gambadilegno, potevi informarti meglio
sull'argomento. La prossima volta vai da un dottore. Non andare da un macellaio. Con Curzi
si è parlato anche e soprattutto di politica. Ma prima noi parliamo dell'aspetto
professionale. E dopo di politica, poca e il tentativo è quello di fare un ragionamento
imparziale. Curzi è giornalista, soprattutto. Poi, e solo poi, anche comunista. Dice
Curzi che manca e sta mancando sempre di più un elemento nell'informazione di giornali e
a maggior ragione telegiornali. Non c'è commento. O se c'è, è sempre poco. E quando si
fa il commento - dice Curzi - primo: bisogna dichiarare chi è il commentatore, deve
essere palese di chi è quell'opinione.
Secondo: si deve
ben distinguere il commento dalla notizia in sé: prima si dà la notizia, fatti duri e
puri, dopo il commento. " Lo dicevo sempre alla mia redazione quando ero al
TgTre". Già, perché Curzi è stato direttore del Tg3 e poi del tiggì di
Telemontecarlo. Il tiggì che fra qualche mese guiderà Chico Mentana. Da un comunista a
un socialista. Ma sono dei grandi giornalisti tutt'e due, anche se Mitraglia ha ancora
tempo per farsi vedere completamente. Guardate che non è facile rimanere obiettivi in
campagna elettorale con colui che ti paga per fare il tuo lavoro che è candidato premier
per il governo. Non è facile, per niente. Prendete Tg4 e Studio Aperto, per esempio. Il
direttore Emilio che di Fede ha solo quella in Dio Silvio non ha avuto nemmeno la furbizia
di dare qualche secondino in più al bambolotto Rutelly. Ma gliene ha detti pochi di
secondi e la regola, porca miseria, dice che in un telegiornale si deve far parlare tutti
i politici, anche se non la pensano come la linea del partito, il cui leader è il tuo
datore di lavoro. E' la regola. Peccato. Ci si sfogherà dopo il 13 maggio. In questo
Studio Aperto è molto più furbo. Ok, non c'è più Liguori, ora è arrivato il
trentatreenne con la faccia da ragazzino, Mario Giordano, firma del Corriere della Sera e
delfino di Gad Lerner in molti dei suoi programmi. Ma intanto Giordano è direttore su
Italia Uno, mentre Gad Lerner è un disoccupato (tra un bilione di virgolette), perché
quando ha diretto il TgUno ha fatto troppo il giornalista (vero, autentico giornalista).
Pare che ora
Lerner sia una
delle menti della nuova televisione che nascerà sulle frequenze di Telemontecarlo dalla
mente del presidente Colaninno. A Telemontecarlo, dove una volta c'era Curzi. Un signore
sulla settantina. Una faccia da nonno. E lo spirito di un nipote. La saggezza e la
pacatezza di chi ha visto e conosciuto tanto. E l'energia e i pensieri in movimento di chi
ancora vuole conoscere e cambiare questo mondo, questa nostra società. Che non può
cambiare solo materialmente con computer, Internet e macchine digitali. Ma deve cambiare
anche nei principi politici e nei valori sociali. Perché questo nostro mondo sta
cambiando. E dobbiamo aiutarlo a cambiare. Meglio sarebbe se lo si facesse per i più
deboli, per i più disgraziati. Non si può, per esempio, pensare a una sanità simile ad
una grande clinica privata. Se hai un infarto, devi far vedere la carta magnetica e
digitare il tuo codice, bello, sennò dopo le cure di pronto soccorso, nada. Dobbiamo
aiutarlo a cambiare, questo nostro mondo. Le folli opinioni contro l'aborto e contro il
divorzio sanno tanto di Patti Lateranensi. E ormai i Patti hanno un anno più del mio
nonno: 72. Non si parla di ieri l'altro. Questi sono i veri punti che vanno dibattuti.
"Diminuiremo le tasse" lo dicono tutti. E' una specie di dogma per la campagna
elettorale. Da ripetere ad ogni occasione. Ma non ci si crede più. Non possiamo crederci,
dopo quasi 60 anni di repubblica. Sentite cosa diceva Adriano Celentano nel 1976.
Eh la benzina ogni
giorno costa sempre di più
e la lira cede e precipita giu
svalutation, svalutation.
Cambiando i governi niente cambia lassù
c'è un buco nello Stato dove i soldi van giù
svalutation, svalutation.
Io amore mio non capisco perchè
cerco per le ferie un posto al mare e non c'è
svalutation, svalutation.
Con il salario di un mese compri solo un caffè
gli stadi son gremiti ma la grana dov'è
svalutation, svalutation.
Mah, siamo in crisi ma
senza andare in là
l'America è qua.
In automobile a destra da trent'anni si va
ora contromano vanno in tanti si sa
che scontration, che scontration.
Con la nuova banca dei sequestri che c'è
ditemi il valore della vita qual è
svalutation, svalutation.
Io amore mio non capisco perché
tu vuoi fare il gallo poi fai l'uovo per me
sul lettation, sul lettation.
Nessuno che ci insegna a non uccidere c'è
si vive più di armi che di pane perché
assassination, assassination.
Ma quest'Italia qua
se lo vuole sa
che ce la farà
e il sistema c'è
quando pensi a te
pensa...
anche un po' per me.
(da Svalutation, 1976)
25 anni fa erano sempre gli stessi discorsi. Ma andate a votare. Cosa vi pare, ma votate.
Ora proviamo a fare un ragionamento maturo. E' un tentativo. Non sono né un politico, né uno storico. Sono in 5^ Liceo. E ho solo la licenza media.
Questa Destra mi fa paura, dice Indro Montanelli, il decano dei giornalisti italiani. Io lo seguo. Li cacceremo tutti, si sente dire dalla Destra. E' un linguaggio pericoloso, che ricorda un periodo nerissimo della nostra storia. Nerissimo. E mi alimentano i timori queste dichiarazioni dei più grandi crani che abbiamo in Italia. Quanto tempo era che Norberto Bobbio non usciva su un giornale? E figuriamoci gente come Alessandro Galante Garrone (storico) e Sylos Labini (non mi ricordo il nome...) o anche il nobel per l'economia Modigliani. Gente che, sì, si trova sui libri di storia, di economia o su riviste e libri specializzati, ma non di certo su Il Tirreno.
Siamo a 5 anni dal crollo della cosiddetta 1^ Repubblica tanto odiata dopo, ma a cui hanno preso parte in tanti (tanti) prima. Siamo a 7 anni da quel sogno disintegrato del Berluskaiser e a 5 dal famoso processo di inversione di tendenza che mostrava tutta l'immaturità e l'impreparazione del popolo italiano che non avevano un punto di riferimento visto che la DC era andata a farsi benedire. Prima tutti dal Re Berlusca, sovrano di Milano, ex-craxiano, cattolico, ricco sfondato, moderato. Insomma politicamente affascinante. Poi tutti da un altro moderato, ex-democristiano, cattolicissimo, meno ricco, ma che si "sfonda" al tavolino più che altro, il prode Prodi. E stavolta l'Ulivo, anche dopo (senza Fausto Bertinotti), riuscì a governare per 5 anni. Ovviamente non con lo stesso esecutivo, è dal '69 che un governo non riesce a finire la legislatura, figuriamoci se ci riesce con 3 miliardi e mezzo di partiti. 5 anni di Ulivo, tra Prodi, D'Alema e Amato (che appena uno è un po' in difficoltà al governo, zac, è lì dietro alla poltrona, pronto a scattare sulla seggiola e fare 51 per me). L'elettorato ex-democristiano è l'ago della bilancia. Ma ecco, allora, cosa non hanno capito i Sinistri. La scena politica italiana sta rivivendo un processo di estremizzazione, tanto per usare un termine orrendo. Sia verso Destra che verso Sinistra c'è una nuova radicalizzazione (perché me lo corregge, Word, "fattuale" se nel Devoto-Oli esiste?). All'Università di Pisa una squadra di giovani fascisti (e questa volta non è una battuta o una metafora, era proprio una squadra) è andata armata di cinghie borchiate a intimare al gruppo della Sinistra nelle elezioni studentesche che avrebbero passato una brutta mattinata se non avessero votato qualcosa di meglio dalla lista di sinistra. Una delle vittime più "gettonate" fu il rettore di non mi ricordo quale facoltà che uscì malissimo dallo scontro. O meglio: dall'aggressione. E' diverso. Ma anche queste fantomatiche nuove BR. Ci sono o non ci sono? Non ha importanza. Cioè: ha un'importanza pesantissima. Ma il fatto che ci interessa per questo discorso è: se ne parla, quindi c'è una tendenza all'estremo.
Ed ecco quindi l'estremizzazione che si riversa anche in politica. Gli italiani sono probabilmente stanchi di essere "moderati". Si ritirano fuori le ideologie comuniste, rinnovate, ma a volte con i paraocchi. Si ritirano fuori le inaccettabili (storicamente, mica per altro...) ideologie fasciste. Perché la differenza fattuale (stesso discorso che per "radicalizzazione": ma chi li fa 'sti programmi Word: Enrico Papi o Massimo Ceccherini?) tra comunismo e fascismo in Italia (perché del nostro Paese parliamo e dobbiamo parlare, senza parlare del comunismo russo e del nazismo tedesco)... la differenza, dico, tra comunismo e fascismo in Italia è che di fatto il fascismo ha messo sotto sopra l'Italia, politicamente e socialmente, prima insediandosi al potere senza alcuna legittimazione di elezioni popolari, ma solo con il secondo dei tre gravi autografi del caro Savoia. (IL primo ha deciso l'inutile entrata in guerra dell'Italia e il terzo, il più infame, mostruoso, ha avallato la deportazione di rei senza colpa.). Il Partito Nazionale Fascista ha portato l'Italia sui libri di storia per aver fatto il finimondo. IL PCI, al contrario, ha solo aiutato ad uscire dal regime. Di male, il comunismo, in Italia, non ha fatto nulla, credo. Anzi.
E' un'opinione, comunque. Mia. Ma chiunque può ribattere e dirmi la sua. Voltaire diceva Non sono d'accordo con te, ma mi batterò fino alla morte per permetterti di esprimere la tua idea. Come Emilio Fede, insomma.
P.S. Una cosa che non c'entra nulla. Che non c'azzecca niente, come dice Di Pietro (spazio anche ai piccoli partiti ). Il programma di scrittura Word mi ha corretto sia radicalizzazione sia fattuale. Ma chi li fa 'sti programmi, Enrico Papi o Massimo Ceccherini?