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L'inviato speciale di ElbaSun Ceriale: Le sue origini e la propria
attualità |
Ceriale è sempre vissuta all'ombra della vicina e più potente città di
Albenga, anzi è sorta proprio come prolungamento e zona di campagna di questa città. Le
sue origini non sono certe, però le varie notizie concordano nel considerare la sua
esistenza già nel periodo romano come testimoniano vari resti risalenti a quel periodo.
L'origine del nome si rifà a quell'epoca anche se vi sono più teorie. Una supposizione
è quella che il nome derivi da Cerere, luogo dove i Romani sbarcavano il grano per i
propri soldati, e dalla Dea Cerere per l'esistenza di un tempio a lei dedicato. Altri
fanno risalire il nome a qualche potente romano avente l'appellativo di Cerealis, Cereale
o Cereali. L'unica cosa certa è che, all'epoca dei romani, il territorio apparteneva
al Municipio di Albingaunum. Le principali occupazioni dei suoi
abitanti erano la coltivazione della terra e la pesca in mare.
Attualmente è diminuita la pesca, ma notevole sviluppo ha avuto l'agricoltura. Si è passati dalla coltivazione a cielo aperto e con l'imprevisto del tempo, alle serre, strutture di legno o ferro con pareti interamente in vetro, al chiuso e riscaldate nel loro interno.
Queste
serre permettono la coltivazione delle cosiddette "primizie" prodotti che,
grazie alle serre, maturano più facilmente ed in anticipo rispetto alle coltivazioni
all'aria aperta (pomodori, zucchine ecc.) che in ogni caso sono ancora sviluppate per
carciofi, asparagi ecc. Gli agricoltori in parte si sono trasformati in floricoltori
coltivando sia in serre sia all'aperto fiori recisi e in vaso, da esterno e da interno,
praticando favorevolmente l'esportazione degli stessi in gran parte dell'Europa.
Un altro aspetto del paesaggio quindi,
come avrete già capito, è la campagna!

L'attività principale legata al suo elemento fondamentale, il mare, è il turismo.
Nei periodi estivi, infatti, la cittadina
si trasforma e da tranquilla e quasi addormentata, si trova proiettata in una realtà
piacevolmente caotica: persone in cerca di sole, mare, riposo, divertimenti si riversano
sulle nostre innumerevoli spiagge di giorno e sulla lunga passeggiata a mare, ricca di
palme e dei profumatissimi arbusti di pitosforo, di sera. Non posso fare a meno di citare
la meravigliosa, fresca e ombrosa pineta, attrezzata con giochi per bambini, nella zona
più a est della passeggiata con antistante un molo per gli amanti della pesca e delle
passeggiate s
ugli scogli protesi
verso il mare.
Si possono trovare spiagge attrezzate a pagamento e anche numerose spiagge libere con l'immancabile servizio doccia. Sono presenti strutture alberghiere, residence, campeggi, aree per camper ed anche appartamenti ammobiliati per l'affitto.
Nel centro antistante la spiaggia le
costruzioni sono tipicamente liguri e cioè unite le une alle altre, non troppo elevate,
con facciate dai colori chiari e caldi, persiane alle finestre e piccoli balconcini. Sono
state costruite su due file parallele, una verso la collina e l'altra verso il mare in
modo da formare tra esse il tipico "carruggio": via interna sulla quale si
affacciano negozi per il divertimento e la curiosità dei passanti. Sia di giorno sia
di sera (solo in agosto) è la giusta alternativa per le tipiche
e rilassanti passeggiate: ci s'incontra e ci si scontra, un saluto e un senso di
familiarità. A volte si sentono anche i classici "mugugni" (brontolii,
commenti, insofferenze) della gente di paese, abituata a commentare, a fare e a disfare, a
costruire e a distruggere come un ritornello da sempre ascoltato e quindi ormai diventato
colore e tradizione. Sì, perché noi liguri abbiamo un po' questo vizio di mugugnare,
come se non fossimo mai contenti di niente, mai soddisfatti pienamente; ormai però non ci
prendono più sul serio, ci ascoltano e sorridono divertiti.
Non posso, parlando delle origini, non considerare che un tempo (molto, molto antico) il mare arrivava sin dove ora iniziano le colline e che quindi nel bacino che si è formato in zona terziaria sono rimasti sedimenti marini. Sulle sponde del Rio Torsero, torrente che attraversa la parte pianeggiante del paese e sfocia ad ovest della zona abitata, sono stati scoperti numerosi fossili di forme diverse e conchiglie marine a tal punto che questa zona è stata dichiarata Riserva Naturale Regionale, ed è una delle più importanti d'Italia per la presenza di microfossili risalenti a 7 milioni di anni fa circa. I numerosi reperti, scoperti sulle sponde del corso d'acqua, sono conservati nel Museo Paleontologico del Rio Torsero che si trova nella vicina frazione di Peagna di cui vi parlerò la prossima volta, quindi a presto!
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