Gina Gastaldi

L'inviato speciale di ElbaSun

Ceriale:

Cervo

cura di Gina Gastaldi
bimbavale@elbasun.com

Questa volta nel raccontarvi un angolo di Liguria, parto dalle foto scattate sul posto, circa un anno fa. Le ho riguardate e ho provato la stessa emozione della prima volta.

Ho sempre sentito parlare di Cervo come di un posto da visitare, da non perdere. Ma mai ho immaginato di trovare un posto così suggestivo e piacevole da visitare.

Sarà stata la giornata di sole, un bellissimo e primo caldo sole di una giornata a metà primavera, che mi ha conquistata. Il mare illuminato all’orizzonte dalla luce di un sole prepotente, determinato e tanto, tanto avvolgente, ha messo in evidenza un brillio accecante, una calma silenziosa e affascinante. Direi anche accattivante, travolgente e sensuale come un abbraccio.

Il borgo medioevale di Cervo si trova proprio davanti al mare, su un’altura affacciata sul mare.

Dalla via Aurelia guardando in su verso la collina si nota subito la chiesa di San Giovanni Battista, detta dei Corallini. Non si capisce bene se guarda il mare e tutti coloro che vi si avventurano, o se è il mare e i suoi frequentatori che guardano la chiesa come a trovare in essa forza e coraggio. Sembra di vedere due persone di fronte che si guardano, si osservano, si scrutano.

Con uno sguardo incrociato a volte rassicurante, a volte minaccioso, ma sempre attento e acuto.

Il sole sembra fare da mediatore ora a favore del mare, ora a favore della chiesa o meglio dello spirito che emana.

E noi, comparse della scena, ci troviamo ad osservare sia l’uno che l’altra, soggiogati dalla grandezza e dalla forza di ambedue.

Ci limitiamo a godere della vista del mare in quel momento, perché, contrariamente allo scatto della foto, ogni giorno il mare nella realtà ci ripropone una vista diversa, sempre unica e originale. Dipende dall’umore di quel momento.

Invece la chiesa è rimasta sempre la stessa, quella costruita dai nostri avi, una continuità e una forza mai cancellata. Una determinazione e una sicurezza indelebili.

Forse è cambiato e cambia lo spirito con cui viene guardata, visitata; l’effetto che fa su ognuno di noi è decisamente inedito, spontaneo e unico. Ovviamente si notano anche i segni del tempo, gli anni trascorsi che si notano sulla sua facciata nonostante i restauri, una prova che deve comunque esserci per non farci dimenticare che è lì da tanto tempo (Sec. XIV), sempre vigile e guardinga.

Per arrivare alla sommità della collina (punto di partenza consigliato per la visita al borgo) si passa attraverso una strada tracciata in mezzo agli ulivi, pianta secolare i cui frutti (olive) regalano un olio sopraffino.

Il borgo è circondato da mura dalle quali si accede all’interno dell’abitato da varchi e porte.

Arrivati in cima appaiono ai nostri occhi le mura del castello (Palazzo dei Clavesana sec. XII, successivamente Oratorio dei Disciplinanti di S. Caterina, Parlamento della Comunità Parrocchiale, ospedale, fienile ) ora sede del museo etnografico, attraverso le quali si entra in una piazzola (Piazza di S. Caterina).

Da lì si entra nel cuore del borgo attraverso diverse stradine in discesa che portano o nella piazza S. Giovanni o direttamente alla fine del borgo.

Praticamente il borgo parte dalla sommità della colline e si snoda sino al mare, in una posizione frontale rispetto al mare. La luce del sole filtra, attraverso i suoi raggi, nelle stradine, formando dei giochi di luce meravigliosi e spettacolari.

L’intero borgo è stato ristrutturato ed è tenuto benissimo. Vi si respira un’aria pulita, serena dal sapore antico, ma si nota, anche, un’eleganza semplice e raffinata.

Una voglia di mostrare un lato modesto ma anche nobile, un desiderio di far capire che la semplicità va anche pari passo con la signorilità. Le case del borgo sono state ristrutturate in modo da evidenziare la luce; i colori pastello offrono un’immagine delicata, luminosa e soprattutto piena di calore.

Le stradine, le piazze sono state portate all’originale splendore, aggiungendo una nota in più che è quella che le colloca nel nostro tempo: il gusto per una antica, ma sempre attuale, semplice armonia.

Notizie storiche si possono trovare in mille modi, io mi sono documentata leggendo la pubblicazione di Franco Ferrero dal titolo “Cervo Borgo Medioevale” a cui vi rimando per notizie approfondite. Fare un sunto di quello che ho letto sarebbe riduttivo e ingiusto nei confronti dell’autore che, a mio avviso, ha evidenziato in modo completo e di facile lettura la storia di Cervo, dalla Preistoria ai giorni nostri.

Ogni volta che andate a visitare il borgo di Cervo, anche se non è la prima volta, portate sempre la macchina fotografica. C’è sempre qualcosa che è sfuggita la volta precedente o qualcosa di nuovo da immortalare.

I colori e le luci cambiano a seconda delle condizioni climatiche che trovate, ma sempre le immagini risultano suggestive e uniche. Potrete poi paragonare i diversi effetti del clima sul paesaggio.

Per arrivare a Cervo da ponente uscita autostradale A10 di San Bartolomeo al Mare e poi proseguire sulla Via Aurelia direzione est, da levante uscita autostradale A10 di Andora e poi proseguire sulla Via Aurelia direzione Ovest. Cervo si trova anche percorrendo la Via Aurelia tra le cittadine di San Bartolomeo al Mare (IM) e Andora (SV).


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