Gina Gastaldi

L'inviato speciale di ElbaSun

Ceriale:

Dolceacqua

cura di Gina Gastaldi
bimbavale@elbasun.com

Ho scoperto Dolceacqua per caso, una combinazione.

Un appuntamento mancato e la voglia di passare ugualmente la giornata fuori di casa.

Eravamo a Sanremo all’uscita dal casello e un sms ci informava di un cambio di programma. Nessuna gita a Cannes in Francia.

Abbiamo deciso comunque essendo una bellissima giornata di sole, un caldo quasi primaverile, di esplorare a caso i dintorni.

Dopo Vallecrosia e prima di Ventimiglia un cartello stradale indica Dolceacqua nell’entroterra. Avevo già sentito il nome del paese e questo ricordo mi riportava nella mente qualcosa di curioso.

Siamo arrivati in paese e la cosa che ci ha colpiti è stata la divisione tra una parte più antica e una zona più recente, praticamente un fiume, il Nervia, divide il paese.

Guardando in alto si vede nettamente un castello in cima alla rocca. Abbiamo attraversato il ponte con la macchina, cercato un posteggio per vedere da vicino la zona più antica.

Abbiamo scoperto che è denominata Terra mentre il Borgo è la parte più recente.

A piedi ci siamo diretti verso la piazza da dove partono tante viuzze in salita, strette e molto ben tenute.

Guardandoci intorno abbiamo visto subito delle rivendite di olio extra vergine d’oliva e del vino Rossese, due prodotti tipici propri del paese.

La voglia di scoprire la parte più antica ci ha fatto incamminare in salita scegliendo una delle tante viuzze.

Il paese è tenuto benissimo, pulito, si respira un’aria antica e diversa.

Le insegne, anche le più banali, sono foggiate alla maniera medievale, lasciando al visitatore una sensazione di altri tempi, tempi mai vissuti se non nella mente di ciascuno di noi.

Si possono trovare semplici negozi, come di frutta e verdura, in locali di pietra e con i portoni di legno dalla foggia sempre antica.

Innumerevoli sono gli atelier di artisti, sempre in edifici rustici a pietra viva, che espongono le loro opere con semplicità anche se si tratta di opere di un certo valore.

Ti accolgono con naturalezza e ti spiegano il significato dei vari quadri, la tecnica usata e il loro valore.

Tu resti affascinata dall’atmosfera, dal silenzio e dalla serenità che trasmettono quelle pietre che sanno di antico, di altri tempi ma puoi toccarle, puoi respirare il loro profumo intenso e per me anche afrodisiaco.

Sorridi a tutti, ringrazi tutti e continui il tuo cammino sempre verso il castello. Puoi cambiare stradina, ma alla fine arrivi sempre in cima alla rocca. E allora lo vedi, è il famoso Castello Doria, e di chi sennò?

La Liguria è piena di Castelli dei Doria! E’ stato Oberto Doria, il celebre fondatore della dinastia che dominò Genova e la sua Repubblica, che acquistò il Castello nel 1270, 100 anni dopo la sua costruzione, dai conti di Ventimiglia.

In origine il castello aveva una struttura minore che comprendeva la torre circolare, ancora esistente, successivamente i Doria aggiunsero un bastione e due torri quadrate.

Per altre notizie storiche e più specifiche vi rimando su altri siti che parlano di questo paese.

Io posso dirvi che il castello domina e sovrasta l’intero abitato, è una sensazione non solo visiva, ma senti nell’aria e intorno a te quel potere totale ed assoluto, quel dominio dei signori sul popolo che viveva esclusivamente ad uso e consumo del potente.

Adesso è solo una fortificazione non più adatta a tale scopo, ma sta a testimoniare l’esistenza di un periodo storico in cui le differenze sociali erano nette e insormontabili.

Scendendo dalla rocca si possono percorrere altre viuzze, sempre ugualmente interessanti.

Prima di arrivare nella piazza trovi un locale, un agriturismo detto “U Fundu”, un locale veramente suggestivo, dove si possono gustare delle specialità del posto e liguri.

Percorrendo la piazza e risalendo dal lato verso il fiume arrivi al bellissimo ponte, dipinto e definito da Claude Monet “gioiello di leggerezza”, si può percorrere e quindi arrivare al Borgo, la parte più recente del paese.

Dal Borgo puoi ammirare la “Terra” dal suo castello alle sue abitazioni medievali, sino al fiume e al ponte, un vero magnifico quadro.

Nel borgo puoi assaporare un’aria più libera, più moderna e più ciarliera.

Ci è capitato di entrare in un bar dal nome altisonante e un po’ insolito per un paese così “California”.

Ci siamo seduti e abbiamo chiesto due bicchieri di Rossese, poiché non era segnato sulla lavagnetta, io ho pensato che non ne avessero per i clienti.

Invece la signora al banco ci ha portato due calici con un vino color rosso rubino confessandoci che era un rossese prodotto dai loro vigneti, che si trovano in una zona assolata e riparata della vallata. Insieme ci ha portato del pane e salame, esortandoci a “non bere vino senza mangiare qualcosa”.

Uno spuntino veramente “divino”, un vino caldo e intenso, un retrogusto corposo, ma non troppo, una sensazione veramente gradevole al punto da chiederne un altro.

Ci ha fatti sentire completamente a nostro agio, siamo usciti dal bar con un calore non solo dovuto al vino, ma anche interiore.

Una breve passeggiata ci ha portati verso un’insegna insolita per un ristorante “Quattro gatti”.

In effetti, in paese, soprattutto nella zona denominata Terra, abbiamo trovato molti gatti, dolci mici dai colori diversi, ma tutti affettuosi e coccolosi.

Eravamo indecisi tra l’Agriturismo e questo locale, poi abbiamo optato per “Quattro gatti”. Una scelta azzeccata, anche se ci hanno detto che anche “Au Fundu” è da provare, ci siamo trovati benissimo.

Un’accoglienza semplice, ma molto originale.

Vi si respira un’aria orientaleggiante, intima, semplice e discreta.

La presenza di un “separé”, salettina per due isolata da una tenda orientale, in un angolo della sala principale, offre ad una coppietta un’opportunità di intimità veramente originale, insolita e soprattutto introvabile. Non posso non aggiungere che i padroni di casa, sono due persone veramente squisite.

Come arrivarci? Uscita autostradale a Ventimiglia e poi strada provinciale 64 che collega Vallecrosia a Castelvittorio.

Oppure uscita autostradale Bordighera, statale per Ventimiglia e dopo Vallecrosia per provinciale 64 cartello Dolceacqua


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