Gina Gastaldi

L'inviato speciale di ElbaSun

Ceriale:

Bussana Vecchia

cura di Gina Gastaldi
bimbavale@elbasun.com

E’ la prima volta che la mia attenzione per i borghi tipici liguri si sposta verso ponente. Forse perché non ho mai frequentato molto la provincia di Imperia. Però ho sempre sentito parlare in casa, da mio papà, delle bellezze di quei posti. Se ne parlava per raccontare aneddoti, situazioni soprattutto legati al periodo della seconda guerra mondiale ed alla successiva Resistenza essendo Imperia una provincia che arriva sino al confine con la Francia. Ma il borgo che mi è rimasto più nella mente è Bussana.

Bussana veniva nominata con tristezza e dolore, era considerata da tutti come un luogo sfortunato, ormai era solo un paesino formato da sole macerie e abbandonato dai suoi abitanti. La causa fu un forte terremoto che portò morte e distruzioni: erano le 6,21 del 23 febbraio 1887, e il paesino più colpito fu proprio Bussana. Anche altre cittadine vicine subirono la stessa sorte, anche se in forma minore, ma sono state ricostruite e non c’è traccia di esso. Soltanto Bussana, nonostante il parere contrario della maggioranza dei suoi abitanti, fu abbandonata e ricostruita più a valle, chiamata oggi Bussana Nuova.

Successivamente si ritornò a parlare di Bussana come di un luogo insolito, caratteristico quasi irreale. Un paese rinato sulle sue rovine, portato alla vita da persone che, dopo averlo visitato, hanno sentito un forte desiderio di viverci. Solo degli artisti potevano rimanere affascinati dalla magia di quei luoghi, dal silenzio, dalla pace e dall’aria di abbandono che emanavano! Il primo a provare un forte desiderio di far rivivere quelle macerie fu Clizia, ceramista e pittore torinese. Con buona volontà ed energia, senza acqua, luce, gas e fognature, insieme ad altri artisti, inizia il recupero degli edifici meno danneggiati. Clizia insieme a Vanni Giuffrè, pittore, e a Giovanni Fronte, poeta, formò le basi per il Villaggio Internazionale Artisti. La voce che a Bussana si era creato un centro che accoglieva artisti di ogni genere fece sì che divenne meta di transito di molti artisti, accolti con semplicità e scarsezza di mezzi, ma con grande spirito di aggregazione.

Alcuni di essi decisero di fermarsi e di aiutare nell’opera di ricostruzione e di restauro.

Il gruppo era composto da artisti di ogni genere, pittori, scultori, ceramisti, scrittori, musicisti, attori, attrici, poeti, orafi e designers e liberi pensatori, un gruppo eterogeneo con in comune il desiderio di libertà di pensiero e di vita. Le case quindi ospitarono laboratori di ogni genere e il paese diventò un centro pieno di vita e di energia. Purtroppo però, questa rinascita non fu ben vista dagli eredi degli antichi proprietari delle rovine che vantarono un diritto di proprietà con successive battaglie legali. Anche il Comune di San Remo affrontò la questione “Bussana Vecchia” senza arrivare ad una soluzione, la parola è passata anche ai giudici con udienze in tribunale sino ad arrivare ad una serena ma sofferta conclusione. La battaglia per la difesa del diritto di restare in un posto fatto rinascere grazie al sudore, alla fatica e allo spirito di aggregazione nel pieno rispetto della libertà, è stata dura e quindi il merito va alla tenacia e al coraggio dei suoi fondatori.

Il paese è unico, originale, camminando tra le sue piccole vie si respira un’intensa sensazione di libertà, di armonia silenziosa, di tranquilla e serena speranza di rinascita, di rinnovamento, di pace. E’ un completo equilibrio tra rovine e ricostruzione, morte e vita. Vi si trovano ancora edifici non ricostruiti, intatti nel tempo e in perfetta armonia con edifici risanati sempre in modo semplice e rustico, a causa degli scarsi mezzi a disposizione. I suoi abitanti sono “semplicemente” delle persone dalle grandi capacità artistiche accomunati da uno spirito comune di “libertà”.

Negli anni Bussana Vecchia è stata visitata da Artisti nazionali ed Internazionali.

Se visitate il paese non potete non fermarvi all’Osteria degli Artisti di Ottavio. Una sosta sotto il pergolato vi darà un senso di serenità e di gioia, vi farà respirare un’aria di pace e di libertà.

Un consiglio alle signore: mettetevi un paio di scarpe comode perché le viuzze sono all’antica, con pietre e un po’ sconnesse, ma ne varrà la pena!

Potete arrivare a Bussana Vecchia percorrendo l’autostrada A10, uscita Arma di Taggia e poi seguire le indicazioni per San Remo Via Aurelia e bivio per Bussana. Prima incontrerete Bussana Nuova e poi, proseguendo, la rocca di Bussana Vecchia, stradina stretta e da percorrere con prudenza.


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