Paolo Baccio

Avola, novembre 2000

L'inviato speciale di ElbaSun

a cura di Paolo Baccio
paolo-baccio@elbasun.com

CartinaProvenendo da Siracusa mediante la statale 115 si giunge a Cassibile e dopo pochi chilometri ecco Avola.

AvolaRidente cittadina adagiata su una pianura, bagnata ad est dal Mar Ionio e cinta a Nord-Est dalla catena dei Monti Iblei, Avola è situata a 40m. circa sul livello del mare e conta oltre 32.000 abitanti.

Il suo territorio fondiario, costituito da terreno alluvionale, è compreso fra il fiume Asinaro ed il fiume Cassibile.

E’ coltivato prevalentemente a mandorleti, ma in seguito sono state estese le colture di agrumi (limoni) con tendenza ad allargarsi con spiccata progressione, rimpiazzando i mandorleti; comunque non mancano i vigneti, gli oliveti, gli ortaggi, ecc. I mandorleti locali producono una varietà assai pregiata di mandorla, detta, per la forma appuntita, "mandorla pizzuta" conosciuta all’estero sotto il nome di "mandorla Avola".

Chiesa di Santa VeneraLa pizzuta di Avola o Avola scelta è una mandorla insuperabile per forma e gusto.

Viene usata per la confetteria o per preparare deliziosi biscotti, latte di mandorla, torroni ma anche il bianco mangiare ed il marzapane con la quale si realizza la frutta martorana.

Questa produzione è strettamente legata alla eccezionale bontà del clima, temperato dal mare, è principalmente dovuto al fatto che i venti gelidi di tramontana e di maestrale sono fermati dai vicini colli che formano una cintura a semicerchio.

Fiore di mandorloPertanto Avola si presenta al visitatore da fine gennaio a tutto febbraio in una perenne parata di primavera. Infatti chi percorre la statale Avola-Siracusa, la Avola-Noto e le varie "trazzere" ha il modo di godersi il singolare spettacolo di lunghe e larghe distese di mandorli che da ambo i lati delle strade emettono multiple e ricche fronde cosparse da una infinità di petali bianchi con un accenno sottile di venature rosa.

StemmaSulla montagna, negli avvallamenti, nelle cave qua e là, e nelle parti pianeggianti, prosperano, allo stato selvatico, il timo localmente detto "sataredda", il rosmarino, la salvia e tante altre piante aromatiche mellifere, che costituiscono il pabulum delle api, che ci danno quel miele pregiato che nell’antichità fu decantato da Virgilio, da Marziale, da Ovidio e da altri autori, sotto la denominazione comprensiva di miele ibleo. Il miele di sataredda (timo) e' il prodotto che ha dato fama, nel mondo classico, ai monti Iblei e Avola, nel suo stemma presenta tre api.

Con il vitigno nero d'Avola si producono i migliori vini di Sicilia.

IL CLIMA

Piazza Umberto 1° e Chiesa MadrePer la sua posizione, in aperta pianura e presso il mare, il clima di Avola è variabilissimo. L’inverno non è mai molto rigido né lungo, aprendosi infatti primavere con ogni sorta di fiori in marzo, e addirittura talvolta anche in febbraio. I caldi dell’estate sono lunghissimi già da maggio a ottobre, con punte di caldo afoso in agosto a causa dei venti che arrivano dall’Africa come un turbine infuocato. Così come in inverno il clima è piuttosto mite e si rilevano temperature molto gelide, solamente per pochi giorni nell’arco dell’intera stagione. La nostra fortuna è che ciò non si verifica tutti gli anni. La pioggia non si può dire che si presenta di frequente, anche se i periodi più piovosi sono quelli dei mesi di novembre e dicembre, e molto spesso non capita di essere molto abbondante. Dopo febbraio diventa assai rada. È fenomeno rarissimo che cada neve, e se qualche volta se ne vede qualche fiocco che discende per l’aria si scioglie appena tocca terra. Molto rada è la caduta della grandine come lo è anche la presenza della nebbia che la si può trovare solamente (e in poche occasioni), nelle ore mattutine, nelle colline, soprattutto in maggio.

CENNI STORICI

Cartina della città a forma di esagonoL’attuale centro abitato è sorto nei primi del Settecento, dopo la distruzione della Vecchia Avola, avvenuta l’11 gennaio 1693 e ricostruita due anni dopo per volontà del principe Nicolò Aragona Pignatelli.

È oggi un importante centro agricolo ed industriale interessante soprattutto per il suo particolare disegno urbano, caratterizzato da una pianta esagonale con una grande piazza al centro e quattro laterali, con edifici barocchi e liberty che le conferiscono un aspetto nobile al centro storico della città.

Piazza Vittorio VenetoQuest’ultima era sita sulla montagna sovrastante, a 400 m. circa di altezza. Attorno all’Antica Avola abbiamo notizie storiche frammentarie ed in parte leggendarie.

Il nome Avola pare che derivi di Abolla o Abola di origine araba o Castrum Abulae o Castrum Hiblae ; ciò si riscontra in documenti di Ruggero 1°.

La nostra città pare che esistesse nell’epoca bizantina dato che gli arabi hanno lasciato tante tracce del loro dominio; coltivazione di datteri, piante da zucchero, pistacchi, alberi d’ulivo, ecc. Agli Arabi poi seguirono i Normanni ed infatti poi Ruggero 1° fu proclamato conte di Abola.

Successivamente fu trasformato in Baronia, che dapprima fu in mano ai vari militi del conte Ruggero e come tale rimase sotto le successive dominazioni, la Sveva e l’Angioina, mentre sotto il dominio aragonese fu trasformata in Marchesato che si mantenne tale fino al terremoto dell’11 gennaio 1693.


FATA IONICA

di Sebastiano Andolina

T’affacci comu fata a lu balcuni,
supra lu mari Joniu piscusu;
di zajira e gersuminu ti ‘ncuruni
e lu to’ celu è sempri ciaurusu.

Spiciali sunu mennuli e limuni,
assai ogni autru fruttu è sapurusu;
lu ‘mmernu, caà, ci passa ‘l sfirriuni
e n’hai figghi di talentu e pusu.

L’Arti (1) s’accurdau ccu la Natura,
quannu ccu ‘mpegnu, ccà, ti vosi fari
e tu nascisti, bedda criatura.

Cu passa già pi forza s’hâ firmari
picchi’ ci riri e ‘u ‘mmita la pianura,
pusata fra lo munti e lo to’ mari.

 

(1) Il centro storico di Avola è un esagono regolare

Testi:
Guida di Avola di - Giuseppe Pignatello
Avola
di - Gaetano Gubernale - Ed. Pro Loco Avola
Fotografie
di - Florio


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