Paolo Baccio
Avola, gennaio 2001

L'inviato speciale di ElbaSun

Cavagrande del Cassibile

a cura di Paolo Baccio
paolo-baccio@elbasun.com

Una delle più belle meraviglie della nostra città, ma anche una delle più grandi, se si pensa alla maestosità delle sue dimensioni, è Cavagrande del Cassibile. Cavagrande è un lungo e profondo canyon scavato nell'altopiano Ibleo, e appunto per la sua grandezza è considerata una delle cave più vaste e più lunghe che segnano i Monti Iblei.

Naturalmente, come la nostra città, Cavagrande ha alle sue spalle una antichissima storia, fatta di civiltà e popolazioni, che fecero di Cavagrande la loro casa. Infatti, fin dal periodo neolitico, alcune popolazioni si insediarono a Cavagrande utilizzando, come protezione, il sistema difensivo naturale offerto dalle alte rocce che formano, le pareti della cava. Col passare del tempo tali popolazioni crearono nella roccia centinaia di abitazioni, collegate tra loro da corridoi e scalinate che tuttora servono a noi per poter visitare tali "tracce" di civiltà lasciateci dai nostri antenati.

In età pre - greca nacquero dei veri e propri villaggi rupestri, e nei secoli successivi, pare che vi abitassero già 1.200-1.500 persone. Sotto i romani Cavagrande fu abbandonata per essere poi abitata, nel medioevo, da briganti e pastori che cercarono rifugio in essa.

Cavagrande del Cassibile si raggiunge proseguendo da Avola verso Avola antica, seguendo la strada asfaltata che ci conduce fino alla vetta della montagna. Durante la strada è possibile notare, sulle varie colline che si incontrano, abitazioni rupestri e numerose tombe. Dopo circa venti minuti di salita, i cartelli stradali ci dicono che siamo quasi arrivati alla meta; svoltando a destra, arriviamo così al grande piazzale che sovrasta la cava. Osservandola dall'alto possiamo notare una breve e stretta scalinata, scavata nella roccia, che ci conduce verso la profondità di Cavagrande. Ad un certo punto la scalinata finisce ed inizia un sentiero largo poco meno di un metro; questo è molto pericoloso poiché, se da un lato del percorso abbiamo la parete rocciosa, dall'altro vi è il vuoto. Per tale motivo è consigliabile realizzare tale percorso solamente durante la bella stagione, poiché d'inverno esso diventa impraticabile e quindi molto pericoloso. Comunque, con una buona dose di avventura e una buona scorta di acqua e sali minerali, in circa un'ora di discesa (a piedi naturalmente) e pressoché il doppio per risalire, arriviamo in fondo a Cavagrande, dove troviamo ad aspettarci i bellissimi e misteriosi laghi che sono alimentati dal fiume Cassibile che dà, appunto, il nome alla cava.

Costeggiando il fiume arriviamo, da una parte, a un piano roccioso dove si trovano delle vasche naturali chiamate "marmitte", per la loro forma a pentola; costeggiando la parte opposta del fiume, arriviamo invece all'altra meraviglia di Cavagrande, il lago più grande, famoso per un fatto misterioso e intrigante: infatti pare che, tutti coloro che si siano immersi in tale lago, non ne abbiano mai trovato il fondo.

Una volta arrivati è impossibile rinunciare ad un fantastico bagno nelle gelide acque dei "laghetti", così come vengono chiamati da tutti noi.

Venire a Cavagrande è un'esperienza bellissima, quindi voi, visitatori di Elbasun, siete tutti invitati a visitare tale fantastico mondo.

Foto di: Paolo Candido Insegnante 3° Istituto Comprensivo Avola

 

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