Paolo Baccio
Avola, 25 dicembre 2001

L'inviato speciale di ElbaSun

Brooklyn 1 novembre 2001
Lettera dall'America
a cura di Paolo Baccio
paolo-baccio@elbasun.com

Alcuni giorni fa una rivista locale "Avolesi nel mondo" (anno 2 n° 2 di dicembre) ha pubblicato un articolo da cui è tratta la lettera qui sotto. Sono dei nostri concittadini di Avola che ormai abitano in America da moltissimi anni, vorrei condividere con voi questo documento.

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I coniugi Marchetta

Brooklyn 1 novembre 2001

Cari avolesi, mi chiamo Giuseppe Marchetta, ho 83 anni e non scrivo in italiano da molti anni. Mio padre Antonio era catanese e mia madre era avolese, figlia di Giuseppe Vinci. Nel 1926 tutta la mia famiglia si trasferì ad Avola dall'America: i miei genitori, mio fratello Pasquale, che era nato a Catania, io e mio sorella Maria, che eravamo nati a New-York.

Ad Avola mio padre costruì una casa in via Malta (gli avolesi la chiamano "la casa dell'americano") e comprò la salumeria della signora Morale nella Piazza Grande (Umberto I°); io e mia sorella vi completammo le elementari. Nel 1933 ritornammo in America. Io e mio moglie Mariannina (nata a Vizzini) abbiamo due figli, Antonino e Marietta e tre nipoti, Giuseppe, Antonio e Marisa. Mia sorella ha due figli, cinque nipoti e tre pronipoti. Conosco molti siciliani ma non avolesi.

L'11 settembre verso le otto, io e mia moglie facevamo colazione e guardavamo la televisione. Ad un tratto la trasmissione è stata interrotta ed è apparso uno dei due grattacieli in fiamme: l'annunciatore diceva che era stato investito da un aereo, forse per un incidente.

Mentre guardavamo sbalorditi, dopo circa quindici minuti, si è visto un aereo che investiva il secondo grattacielo: stavolta l'annunciatore ha parlato non di un incidente ma di un attacco terroristico. Una scena che non dimenticheremo mai! Io e mia sorella abitiamo a Brooklyn, a una ventina di chilometri dal luogo dell'attacco, ma abbiamo nipoti che lavorano lì vicino. Ringraziando Dio, non sono stati colpiti.

Questi terroristi hanno svegliato il Gigante che dormiva; non si addormenterà più e le povere vittime innocenti saranno vendicate.

Io e la mia famiglia inviamo cordiali saluti al Dott. Michele D'Amico e a tutti i cittadini avolesi.

Joseph Marchetta e famiglia            


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