Conoscere per portare luce alla nostra anima

Spesso dentro di noi sentiamo il desiderio e l'attrazione di soddisfare i bisogni fisici e emotivi che stazionano nella nostra mente. Spesso ci chiediamo come espandere la nostra conoscenza sino a percepire il vero significato della vita.

La nostra coscienza vive in due realtà diverse e tende a considerare ogni cosa bianca o nera non considerando le migliaia di sfumature che esistono tra questi due poli opposti.

L'Oriente ci insegna che tutto è ying e yang e che se vogliamo capire, dobbiamo accettare la dualità di tutte le cose.

Per superare questo ostacolo è necessario accettare la nostra vita e non mettere in essa schemi, che la indicano come perfetta e priva di sofferenza, ma accettare il dolore e le privazioni che essa ci porta.

Quando incontriamo esperienze indesiderate scopriamo che dentro di noi vi è una parte che rifiuta il dolore e che è piena di risentimento perché non si considera amata.

Ciò che ci rende infelici è dunque la nostra pretesa che la vita sia perfetta e porti alla nostra evoluzione solo la sua perfezione.

Conoscenza significa accettarci per come siamo e soprattutto per come viviamo e lasciarci andare permettendoci di sentire il dolore cancellando ogni paura e tensione che si risveglia in noi.

La nostra mente, che per alcuni è la negatività che è in noi, si oppone al dolore bloccando ogni possibilità di conoscenza e quindi di dominio, e creando paure e tensioni inarrestabili.

Conoscere significa non avere paura della morte perché morire è vivere e solo quando avremo questa certezza potremo sapere ciò che ci attende nell'aldilà.

Dobbiamo accettare il dolore senza rinunciare alle nostre esperienze ma cercando di accettare ogni azione con serenità.

Non dobbiamo rinunciare alle nostre aspirazioni ma dobbiamo cercare di coltivare e imparare come viverle e come portarle agli altri.

Il primo passo per avere la conoscenza è di superare le nostre paure e modificare la nostra mente rendendola malleabile in ogni esperienza che siamo chiamati a vivere.

Superato questo primo ostacolo possiamo contattare la coscienza che e in noi.

Spesso non vogliamo vivere, non vogliamo affrontare e accettare noi stessi e chi ci sta di fronte e quindi percorriamo strade o sentieri che non ci appartengono.

Ma il nostro karma è quello di incontrare noi stessi, confrontarci e cercando di evolverci camminando verso la luce.

La coscienza ci chiede onestà di toglierci la maschera, di vivere le nostre paure per poterle superare.

Conoscenza significa accettare il nostro karma: cosa siamo venuti a fare o a sciogliere con questa incarnazione per cercare dentro di noi la parte peggiore per illuminarla e rendendola positiva.

Spesso le nostre vite sono spese per intraprendere questo viaggio e scoprire tutto ciò che c'è di negativo in noi.

Sono necessari umiltà, coraggio e fede perché solo così potremo mostrarci per ciò che siamo e aspettarci che la nostra strada ci porti a una vita piena e soddisfacente.

Conoscenza quindi è uguale a coscienza e coscienza significa far passare attraverso la nostra pelle ogni esperienza che viviamo per poter essere uomini realizzati e in seguito illuminati.

Carlo Biagi

Tratto da: "Thema Edizioni" edito da Gian Marco Bragadin Editore

www.elbasun.com - il sito del SOLE
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