La parete

Fratello, ti ricordi i tuoi primi passi incerti, quando tra le pietraie e la bassa vegetazione inciampavi per avanzare fino alla parete che a volte non vedevi, tanto era fitta la nebbia che ti circondava?

Eppure avanzavi, cadevi, ti ammaccavi, piangevi, ma subito dopo, riprendevi il tuo cammino con più determinazione ed esperienza.

Ti ricordi quando alla base della parete guardavi sù, pieno di indecisione cercando un appiglio per le tue mani?

Quella parete era la "tua"; ...e non potevi fermarti a lungo a guardarla.
Hai appoggiato la tua mano sinistra poi la destra, ti sei tirato su un attimo, ed ecco che tutto il tuo essere si era portato un po' più in alto.

Dentro di te, una forza nuova, una nuova sicurezza, una nuova visione delle cose del mondo... Così, passaggio dopo passaggio, salivi.

Le difficoltà aumentavano, ti fermavi un attimo, cercavi nuovi passaggi ed intanto, la tua tecnica si raffinava, anche arricchita da quello che ti insegnavano e vedevi fare da "altri" alpinisti su "Vie" di fianco alla tua e riprendevi a salire.

Sentivi che nulla ti avrebbe fermato e che non saresti più tornato indietro.

Ora sei fermo; sudato, le gambe tremano, hai voglia magari di tornare indietro, laggiù in mezzo alla nebbia dove per la maggior parte della gente, gli alpinisti sono dei pazzi visionari.

Riposati, prendi consapevolezza di quanta strada hai fatto, dello spettacolo che vedi, della luce sempre più limpida, della pace che ti inonda.

Nonostante le difficoltà sei arrivato fin qui... perchè solo tu potevi farlo per te.

Sai, io penso che non valga la pena nè di tornare indietro nè di restare dove sei arrivato.

Permettimi di darti un suggerimento. Sfilati dalle spalle lo zaino che magari non ti eri neppure accorto di portare. Aprilo e guardaci dentro.

Scoprirai che ti stai portando dietro un sacco di cose che rallentano la tua salita.

Scatolette di perbenismo, chiodi di odio, moschettoni di ignoranza, cunei di paura ed altro ancora.

Queste cose ti servivano laggiù nella nebbia, adatte ad un mondo, ad una visione delle cose che non ti appartiene più.

Alleggerisciti più che puoi, troverai nuova forza nel salire.

Chi sono io per dirti tutto questo?

Sono un tuo fratello che si sta arrampicando su una parete vicina alla tua e sta guardando dentro il suo zaino.

Paolo Zimerle

Tratto dalla rivista italiana di Teosofia

www.elbasun.com - il sito del SOLE
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