Turi Ferro

Turri Ferro

 

Attore di teatro e cinema, nato a Catania il 1921, morto a Catania 11 maggio 2001

Turi Ferro, comincia a recitare nella compagnia Brigata d’arte filodrammatica, diretto dal padre Guglielmo Ferro, al teatro Coppola di Catania. La sua prima interpretazione è il personaggio di Michelino, nell’opera Aria del continente di Nino Martoglio.

Dai quindici ai venti anni recita nei teatri parrocchiali della città.

Nella stagione teatrale 1948-49 entra nella compagnia romana di Rosso San Secondo e si sposa con la collega Ida Carrara.

Nel 1953 ritorna a Catania: lavora contemporaneamente con la Brigata d’arte filodrammatica e cin la RAI.

Riscuote enorme successo nelle rubriche Tutta la città ne parla, Il campanile d’oro – dove interpreta Alfio Spampinato fu Filippo - il Ficodindia, dove interpreta Bastiano.

Nel 1958 collabora con l’istituito l’Ente teatro Sicilia – il futuro Teatro Stabile del quale in seguito sarà uno dei principali animatori; e qui comincia il suo successo teatrale, con l’interpretazione di Malìa di Luigi Capuana, cui seguono La Lupa di Giovanni Verga e tanti altre opere dello stesso autore siciliano ed anche di Luigi Pirandello, Nino Martoglio, Vitaliano Brancati, Rosso San Secondo, Federico De Roberto, Leonardo Sciascia.

Diventa uno dei più validi interpreti della vita catanese e siciliana.

In questo Stabile lavora con grandi registi, quali Onorato, Benedetto, Bragaglia, Bernardi, Salvini, Landi. Il successo è confermato anche all’estero, con opere importanti: Liolà, I Viceré, Il giorno della civetta, Il consiglio d’Egitto, Mastro don Gesualdo e altri. Nel 1961–62 entra nello Stabile di Genova, con Luigi Squarzina e al Piccolo di Milano, con Giorgio Strehler. Prende parte a numerosi sceneggiati televisivi: L’accusatore pubblico, Villaggio Stepancicovo, Mastro don Gesualdo, I racconti del maresciallo, I nicotera, L’aria del continente.

Nel cinema interpreta molti film di successo, tra i quali: nel 1971 L’istruttoria è chiusa di Damiano Damiani; Mimì metallurgico ferito nell’amore di Lina Wertmuller nel 1972; Malizia nel 1973 di Salvatore Samperi; La governante del 1974 di Gianni Grimaldi; Il lumacone di Paolo Cavara del 1974; Fatto di sangue tra due uomini per causa di una vedova (si sospettano moventi politici) del 1978 per la regia di Lina Wertmuller; Tu ridi del 1998 dei fratelli Taviani.

E’ morto la mattina dell’11 maggio 2001 a Catania dov’era nato nel 1921, nella sua abitazione a Sant’Agata Li Battiati. Era stato dimesso dal reparto di cardiologia dell’ospedale per l’aggravarsi del suo stato di salute, dopo un infarto cardiaco. Aveva da poco compiuto gli 80 anni. Avrebbe dovuto far parte del film Pinocchio di Roberto Benigni.

Ha detto di lui Roberto Benigni, Turi Ferro era un attore di stratosferica bellezza. Il suo volto poteva abitare con la medesima forza paesaggi reali e luoghi fiabeschi. C’eravamo incontrati per cominciare insieme, appunto, un viaggio nella più bella favola del mondo.

Giovanna Melandri, ministro dei Beni Culturali, ha affermato: "Oggi il teatro italiano perde sia un grande attore dotato di una forza interpretativa straordinaria sia un esponente di rilievo della nostra cultura. Con decine di interpretazioni indimenticabili l’attore ha avvicinato intere generazioni alla grande drammaturgia contemporanea. Privilegiando da figlio della Sicilia opere di scrittori della sua terra, da Pirandello a Verga, da Sciascia a Brancati. Una cultura che va bene al di là dei confini dell’isola e degli stessi confini nazionali, riletta da Turi Ferro con la consapevolezza del cosmopolitismo che la contraddistingue".

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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