Sergio Endrigo

per sperare di avere sempre nel ritorno dell’onda


Il 7 settembre 2005, è morto a Roma, a settantadue anni, il cantautore Sergio Endrigo.

Era stato ricoverato lunedì nella clinica Villa Speranza, dove il decesso è avvenuto in seguito ad una complicazione di un tumore ai polmoni. Endrigo era nato a Pola il 15 giugno del 1933.

Sua figlia Claudia ha assicurato che non ci saranno funerali, "non siamo credenti" ha precisato, annunciando che ha parlato con il sindaco di Roma, Walter Veltroni, con il quale si sta pensando ad un concerto pubblico per ricordarlo. La figlia dell'artista scomparso ha tenuto inoltre a "ringraziare pubblicamente i medici della clinica", che hanno dimostrato una grande partecipazione umana, un amore vero.

Il cantautore sarà sepolto a Terni in forma strettamente privata, nella tomba di famiglia, accanto alla moglie, scomparsa undici anni fa.

Figlio di un cantante lirico, i suoi primi studi musicali li fa a dieci anni seguendo le orme del padre.

Crescendo si rende conto che la strada da percorrere non è quella del cantante lirico. Comincia a cantare musica leggera a Venezia nel 1954 e ad incidere i suoi primi dischi all'inizio del 1960 contribuendo al fiorire del filone dei "cantautori", la nuova figura d’autore e contemporaneamente di cantante che prende piede in Italia in quel periodo.

Il suo nome, va affiancato a quelli di Gino Paoli, Fabrizio De Andrè, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber autori e cantanti che portarono una ventata di rinnovamento nel chiuso panorama musicale italiano ancora attardato alle rime cuore-amore.

Si farà conoscere per la sua fresca vena poetica, delicata ed un po’ malinconica tra questa cerchia di cantautori, con canzoni quali "Aria di Neve", "Via Broletto" e con la più sbarazzina "Viva Maddalena".

Nel 1962 incide "Io che amo solo te" e, finalmente, arriva anche il successo popolare che lo consacra definitivamente nel 1968 con la vittoria al Festival della Canzone di Sanremo, con "Canzone per te", cantata insieme al brasiliano Roberto Carlos, cosa che lo renderà assai popolare anche in Brasile, come del resto in tutta l'America Latina dove le sue canzoni saranno spesso nelle classifiche dei dischi più venduti.

In seguito della vittoria di Sanremo partecipa nel 1968,con la canzone "Marianne", all'Eurofestival della Canzone, che in quell'anno aveva luogo nella prestigiosa Royal Albert Hall di Londra.

Nel 1969, sempre a Sanremo, guadagna la seconda posizione con "Lontano dagli occhi" in coppia con Mary Hopkin, e la terza nel 1970 con "L'arca di Noè" in coppia con Iva Zanicchi. Con questa canzone vince anche il Premio della Critica come miglior testo.

Altre sue partecipazioni a Sanremo sono del 1971 con "Una storia", del 1973 con "Elisa Elisa" e l'ultima risale al 1976 con "Quando c'era il mare".

La sua fortuna presso il pubblico, dopo gli splendori del 1968 - 1971, è rinnovata con canzoni per l'infanzia come "Ci vuole un fiore" scritta in collaborazione con Rodari.

Mentre nel 1970 partecipa ad uno dei "Concept Album" più belli espressi in Italia, quello prodotto dal suo grande amico Sergio Bardotti intitolato "La vita, amico, è l'arte dell'incontro". Album che riunisce attorno alla figura del grande poeta e compositore brasiliano Vinicius de Moraes, il maggiore poeta italiano del '900 Giuseppe Ungaretti, che traduce e legge alcune splendide poesie di Vinicius, ed è Endrigo, che canta stupendamente alcune canzoni di Vinicius, il tutto accompagnato dalla chitarra di Toquinho. L'album nasce dall'incontro e dall'amicizia di questo ristretto gruppo di amici con Vinicius de Moraes allora in esilio a Roma per sfuggire alla dittatura al potere in Brasile.

In questi ultimi anni Endrigo è entrato in polemica con il mondo dell'industria musicale italiana che non gli concede più lo spazio e l'attenzione dovutagli. Risale al 1996 una sua intervista sull'Unità in cui diceva tra l'altro: "Qui in Italia vige solo la filosofia dell'usa e getta". "Non frequento più questo mondo, l'industria ha privilegiato i ragazzini e le ragazzine".

Le impronte caratteristiche di quest'artista sono: "Impegno morale e artistico, asserisce essere un uomo che canta. Il suo atteggiamento anti divistico (nonostante il successo di "Io che amo solo te" e della vittoria al Festival di Sanremo del 1968 con "Canzone"), lo porta a preferire la vicinanza di poeti ed intellettuali come Paoli, Pasolini e Rodari, con i quali collabora anche alla stesura di alcuni suoi testi.

Gli esordi si ricollegano, in modo "naturale", alla poetica realistica che accomuna la "scuola genovese" e che il cantautore istriano accetta in pieno.

Uno stile caratterizzato dall'esperienza del dolore, cui s'affiancano precise domande politiche sulle responsabilità collettive come nella "Ballata dell'ex".

Poco tempo fa, Endrigo, disgustato dall'atteggiamento della sua casa editrice, solo millecinquecento copie stampate del suo ultimo disco e nessuna promozione dello stesso, aveva annunciato il ritiro dalla scena musicale.


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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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