Norberto Bobbio

Norberto Bobbio

Il 9 gennaio scorso, ho appreso da un comunicato ASCA, un’Agenzia giornalistica degna di fede, la morte del filosofo Norberto Bobbio avvenuta nella sua Torino, all’età di 94 anni.

Il comunicato recita: "Ha interpretato la coscienza democratica e laica dell'Italia. Un maestro che ha trasmesso a generazioni di giovani l'irrinunciabile valore dell'etica e dello spirito civico. Un pensatore che ha contribuito in modo decisivo a rendere consapevole la sinistra che uguaglianza e libertà sono valori inscindibili". Così Piero Fassino, segretario nazionale dei Ds, commenta la scomparsa del filosofo. Era stato nominato Senatore a Vita, con Carlo Bo, dal Presedente Pertini il 17 luglio 1984. Questa la notizia asettica dell’agenzia giornalistica, vediamo in particolare chi era.

Norberto Bobbio, filosofo del diritto e della politica era nato a Torino nel 1909 e qui è morto il 9 gennaio 2004.

Formatosi alla scuola di Solari, si è occupato di storia delle dottrine politiche, con studi su Pareto, Mosca, Cattaneo, Marx, Gramsci. Il suo pensiero politico e giuridico si è ispirato al razionalismo laico della tradizione liberaldemocratica di Hans Kelsen, giurista e filosofo del diritto ceco nato a Praga nel 1881, morto a Berkeley, California nel 1973.

Docente di diritto pubblico a Vienna e a Colonia, all'avvento del Nazismo si rifugia negli USA, dove elabora la sua dottrina "pura" della scienza giuridica, chiamata a essere libera da ogni valore politico o ideologico e a basarsi solo su giudizi di fatto.

In essa il diritto è considerato non tanto per i suoi contenuti ma anche per l’ordinamento formale di una società; il suo rapporto con lo Stato diviene perciò prevalente su quello tradizionale tra Diritto e Giustizia.

Sulla stessa base Kelsen difende con forza la democrazia parlamentare come insieme di procedure per garantire il diritto e la libertà.

Tra le sue opere, Teoria generale del diritto e dello Stato del 1933; Principi di diritto internazionale del 1952; e del positivismo giuridico complesso di posizioni filosofiche e culturali che intendono fondare la conoscenza e la stessa vita sociale esclusivamente sui fatti e sulla loro osservazione secondo il metodo delle scienze sperimentali, cioè "Positive".

La prima elaborazione del pensiero si lega alle teorie organiciste del francese Comte, che pongono al vertice dello sviluppo storico la fase in cui l'uomo, liberatosi dalle superstizioni religiose, si sarebbe limitato alla conoscenza empirica delle leggi che regolano gli eventi. In tal modo il pensiero finisce per assumere una visione metafisica e provvidenziale della storia.

Forte è l'intreccio con il pensiero di Charles Darwin e con le idee sulla selezione naturale.

Per Spencer si tratta, per esempio, di applicare alla politica le leggi della biologia: lasciata alla natura, la società si sarebbe sicuramente evoluta verso livelli di vita mai raggiunti finora; favorendo anche l'assunzione acritica di teorie dichiarate scientifiche che in realtà sono semplicemente razziste. Il concetto di un'evoluzione "naturale" della storia finisce per influenzare anche il Socialismo, nelle sue componenti riformistiche e gradualistiche, contro cui si sarebbe poi levata la critica di Lenin.

Il materialismo sostenuto dal positivismo è invece alla base di molte componenti anticlericali e massoniche della cultura del tempo. Sviluppi più duraturi ha avuto il positivismo come alveo entro cui si consolida la sociologia moderna; di rilievo è il contributo offerto dalle componenti più pragmatiche di Mill.

Bobbio è autorevole protagonista del dibattito culturale e politico, su posizioni di un rigoroso socialismo liberale dottrina che sostiene la necessità di una "piena conciliazione tra socialismo e libertà", depurando il socialismo dalle componenti fideistiche e antiparlamentari e il liberalismo dalla gretta difesa degli interessi costituiti, esposta anche da Carlo Rosselli nel 1930 nel suo Socialismo liberale.

Tra il 1936 e il 1940 Calogero e Capitini nel 1940 propongono una nuova elaborazione nel Manifesto del liberalsocialismo, che è in parte alla base del Partito d’Azione. Tra le sue opere si ricordano: Il positivismo giuridico del 1965, Il problema della guerra e le vie della pace del 1979, Studi hegeliani del 1981, Il futuro della democrazia del 1984, Eguaglianza e libertà del 1995, Teoria generale della politica del 1999.

Il signor Alfonso La Marca, in un e-mail inviata a Bella Napoli afferma che: "Di citazioni come quella di Fassino ne ho lette e sentite tante oggi, specie dalla sinistra. Uomini che lo hanno usato quando serviva per poi accantonarlo, era anche molto scomodo. Grande uomo di cultura e di pensiero tanto che ha avuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti dal mondo accademico. In politica ha collezionato diversi fallimenti, ha sostenuto e incoraggiato l'unificazione del partito socialista con Nenni e Saragat senza successo; ha sostenuto e incoraggiato Bettino Craxi, il quale se ne è servito fino a diventare una potenza per poi scaricarlo quando era diventato scomodo; ha militato in quasi tutti i partiti politici, nato come fascista, militante per convenienza, dopo la laurea aderisce al Partito d'Azione, diventa antifascista è arrestato, ma senza avere fatto niente, Bobbio è sempre e solo stato un teorico, politicamente non ha mai rischiato niente, non si è mai messo in discussione. Tra le altre cose, non amava eccessivamente i comunisti però ha aderito al senato, al gruppo dei DS: "Un maestro che ha trasmesso a generazioni di giovani l'irrinunciabile valore dell'etica e dello spirito civico".Questa frase di Fassino mi sembra un tantino stonata. Questo, naturalmente, è solo il mio pensiero, discutiamone pure se volete magari mi ricredo".

Abbiamo creduto onesto esprimere il pensiero di altre persone proprio per chiarire, se mai un pensiero filosofico si possa chiarificare senza fare "sofismo".

Il Signor La Marca ha espresso un pensiero che forse è sulla bocca di tanti, ma si tace senza capire il perché. Invece parliamone, sarà un omaggio al "filosofo del dialogo".

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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