La scomparsa di Mauro De Mauro

Mauro De Mauro

Un giornalista che indagava, nel 1970, otto anni dopo la scomparsa del presidente dell'ENI, il "caso Mattei" torna alla ribalta, grazie ad un libro molto discusso scritto da Bellini e Previdi.

Il libro è pubblicato a spese dei due autori, che (oggi è la realtà più sconcertante che la cultura italiana costringe agli autori ad affrontare, sebbene questi sono "talenti" di una verginità pura), non erano riusciti a trovare alcun editore, il libro, nel sostenere la tesi del sabotaggio dell'aereo da parte degli estremisti anti-algerini dell'OAS e della CIA, contiene alcune notizie inedite.

La più importante racconta che il pilota Irnerio Bertuzzi, in attesa di partire da Catania con a bordo Mattei e il giornalista americano, non si era mai mosso dalla zona in cui era parcheggiato il velivolo,in contrasto con quanto affermato dalla commissione d'inchiesta. I due autori affermano che il pilota venne allontanato dall'aereo con una telefonata. In questo frangente al "Morane Saulnier" si erano avvicinati tre individui, due in tuta da meccanico e il terzo in divisa da ufficiale dei carabinieri. Più tardi una persona che aveva assistito alla scena aveva avvisato la polizia che, nel fermare i tre uomini, aveva identificato l'ufficiale come il capitano Grillo.

Il bello è, lo confermeranno i dirigenti della squadra mobile di Palermo, che un ufficiale dei carabinieri di nome Glauco Grillo esisteva davvero: era un tenente di stanza a Monopoli, in provincia di Bari, in procinto di essere promosso capitano, che però non aveva mai messo piede in Sicilia.

Mauro de Mauro, in quell'occasione, aveva riempito un intero bloc-notes di appunti, in pratica la trascrizione sintetica di un nastro che un cittadino di Gagliano aveva registrato quella mattinata. Un nastro che il giornalista si era fatto consegnare e che conteneva il discorso dei presidente dell'ENI e quelli degli oratori che lo avevano preceduto. Nel suo blocco per appunti De Mauro aveva aggiunto un particolare, lì per lì del tutto insignificante: "Primo tempo arrivo ore 15, poi ultimo momento anticipato ore 10 perché notizia Tremelloni".

Tremelloni è il ministro dei Tesoro in carica che Mattei avrebbe dovuto incontrare il 28 ottobre, il giorno seguente alla sua morte.

E’ molto probabile che, proprio riascoltando quel nastro otto anni dopo, Mauro De Mauro dia più importanza a questo particolare. Che è un particolare decisivo.

Mattei aveva infatti l'abitudine, per motivi di sicurezza, di non comunicare mai a nessuno gli orari dei suoi spostamenti, se non al suo pilota.

Quella strana telefonata notturna, che non si è mai saputo da chi fosse partita, aveva per forze di cose svelato l’ora della partenza di Mattei dall'aeroporto di Catania.

Nell'indagare per conto di Rosi, che stava preparando il film su gli ultimi giorni di Mattei, De Mauro riempie un altro blocco di appunti. Sono i resoconti, stringati ed essenziali, degli incontri che ha con alcuni personaggi all’epoca molto influenti in Sicilia, tra cui Graziano Verzotto, al momento della morte di Mattei segretario della DC siciliana e stretto collaboratore dell'ENI, che diverrà in seguito presidente dell’EMS, L’Ente minerario siciliano, e Vito Guarrasi, un avvocato, tra gli uomini più potenti dell'intera regione.

Ai primi di settembre De Mauro trascorre molte ore in casa e, secondo la moglie Elda, non fa che riascoltare ossessivamente quel nastro, bloccando e facendo ripartire il registratore su alcune frasi precise.

Mercoledi 16 settembre 1970 sono appena passate le 21, quando Mauro De Mauro scompare nel nulla. Sta per rientrare nella sua abitazione quando viene visto da una delle figlie: tre uomini salgono sulla sua Bmw che si allontana.

Le ricerche di polizia e carabinieri partono, come sempre, in tutte le direzioni. In uno scomparto interno della vettura di De Mauro, ritrovata a poche centinaia di metri da casa sua, viene recuperato un bigliettino di appunti scritto di suo pugno su una speculazione edilizia. Sono naturalmente le inchieste e i servizi di cui potrebbe essersi occupato che attraggono l'attenzione degli investigatori. Intanto, nel tentativo di trovare la pista giusta che porti al suoi rapitori, si ricostruisce, a tratti in modo impietoso, la personalità e la vita di Mauro De Mauro.

Mauro De Mauro era nato a Foggia quarantanove anni prima, per ragioni di lavoro si trasferisce a Palermo, dove comincia a collaborare prima al "Tempo di Sicilia" e poi al "Mattino di Sicilia".

Per lui, che è stato nella Decima Mas di Junio Valerio Borghese e che dopo l'armistizio ha aderito alla Repubblica di Salò, lavorando anche all'ufficio stampa e propaganda del piccolo Stato di Mussolini, non è facile ricostruirsi una vita a Palermo. Di certo ha rotto con il suo passato, anche se gli rimane qualche nostalgia che gli fa chiamare le figlie Junia e Valeria, come il suo vecchio comandante Borghese. Cronista di ottimo livello, dopo aver fatto la gavetta per anni senza un contratto, sul finire degli anni Cinquanta viene assunto dal quotidiano di sinistra "L'Ora", dove si specializza nelle inchieste più scottanti sui fatti di mafia.

Da un paio d'anni non si occupa più di mafia. Ha cercato di trasferirsi a Roma, a "Paese Sera", ma senza riuscirci. Le piste sulla scomparsa di De Mauro che carabinieri e polizia seguono sono assolutamente divergenti.

E’ singolare che delle indagini si interessino tre investigatori di primo piano che verranno tutti uccisi tra il 1979 e il 1982: il capitano dei carabinieri Giuseppe Russo, il commissario della mobile Boris Giuliano e il comandante della legione dell'Arma Carlo Alberto dalla Chiesa.

Secondo i carabinieri, il giornalista nel suo lavoro sarebbe incappato in un grosso traffico di droga e per questo sarebbe stato eliminato dalla mafia. Ed è questa l'ipotesi sostenuta di recente anche dal pentito Gaspare Mutolo, il quale ha riferito ai magistrati che De Mauro venne strangolato da killer di Stefano Bontate, il capo della "mafia perdente", ucciso dai Corleonesi di Totò Riina nel corso della "guerra di mafia" esplosa agli inizi degli anni Ottanta.

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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Reno Bromuro
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