MARCELLO MASTROIANNI:

Marcello Mastroianni

Il 19 dicembre 1996 muore nella sia casa di Parigi, Marcello Mastroianni l'attore italiano più popolare nel mondo, consumato a 72 anni da un tumore. Era nato a Fontana Liri, Frosinone, nel 1924.

Sin da piccolo ebbe la possibilità di fare comparsate in film come La corona di ferro, di Blasetti, e I bambini ci guardano, di De Sica. Più tardi, s’iscrive alla facoltà di Economia e Commercio, calca le scene con i gruppi del Centro Universitario Teatrale.

Notato da Luchino Visconti, ottiene importanti ruoli nei suoi lavori teatrali: Un tram che si chiama desiderio, Morte di un commesso viaggiatore, La locandiera, Le tre sorelle. Nel frattempo colleziona una serie di apparizioni sullo schermo.

Il film che rivela alla critica e al pubblico il suo talento fu Le ragazze di Piazza di Spagna, di Luciano Emmer, che lo aveva già diretto in Domenica d'agosto: Mastroianni si rivela particolarmente adatto alla delicata introspezione di un cinema che stava a metà strada tra il neorealismo e la commedia all'italiana.

Questa sua predisposizione è confermata in Giorni d'amore di De Santis, dove può rivivere le sue origini ciociare in una chiave di lieve comicità. Blasetti e Lizzani gli affidarono anche ruoli drammatici, ma sembra più incline alla commedia: la sua immagine che ingenua onestà si lega bene alla malizia femminile della giovane Sophia Loren. I due fanno coppia in diversi film, ma i risultati migliori li ottengono in Peccato che sia una canaglia, e La fortuna di essere donna, entrambi diretti da Blasetti.

Parallelamente, prosegue in teatro la collaborazione con Visconti, che nel 1957 gli offre anche il ruolo principale in uno dei suoi migliori film, Le notti bianche, tratto da Dostoevskji. Subito dopo torna alla commedia all'italiana con I soliti ignoti, uno dei capolavori del genere.

Fotogenico come pochi, Mastroianni è attore dal talento non comune: oltre a possedere innegabili doti interpretative, ha il merito di non legarsi ad alcuno stereotipo. I primi segni della maturità rinvigoriscono il fascino della sua immagine e La dolce vita lo consacra come l'antieroe del nuovo decennio: il suo sguardo di sfinge incarna il turbamento intellettuale di un'epoca di crisi.

In Otto e mezzo, Federico Fellini se ne serve per un celeberrimo autoritratto. Anche Bolognini con Il bell'Antonio, Antonioni con La notte, e Zurlini con Cronaca familiare, gli affidano ruoli difficili e complessi. Mastroianni non rinnega però la sua vis comica e tocca tutte le corde dell'umorismo, da quello più gentile e garbato come in Fantasmi a Roma,a quello più corposo Divorzio all'italiana.

Il suo sodalizio con la Loren, ormai star consacrata dall'Oscar, si rinnova più volte e con ottimi risultati, soprattutto in Ieri,oggi e domani,I girasoli e Una giornata particolare. Anche negli anni Settanta, fu l'interprete più amato dagli autori del cinema italiano.

Marco Ferreri ed Ettore Scola lo vollero protagonista in molti dei loro film: da Permette? Rocco Papaleo, a La grande abbuffata, da Ciao maschio, a La terrazza. Le caratterizzazione di Mastroianni sono sempre sapide e rispettose delle indicazioni degli autori.

Senza mai prevaricare i suoi ruoli, si afferma ugualmente come una delle maggiori personalità che il cinema italiano abbia prodotto nel dopoguerra. Anche quando è maschera di se stesso, come nella nostalgia felliniana di La città delle donne e di Ginger e Fred, sa costruire con pazienza e modestia il suo personaggio, cominciando ogni volta da zero.

Forse è per questo che anche i registi delle nuove generazioni continuano a servirsi di lui: Marco Bellocchio, ad esempio, gli ha affidato un difficile ruolo pirandelliano nell'Enrico IV.

Naturalezza, ironia e senso della misura sono le inossidabili armi di Marcello Mastroianni.

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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