IL RICORDO SIAMO NOI
«IL GIORNO DELLA MEMORIA PER RICORDARE»

Auschwitz

Il 27 gennaio 1945, le truppe sovietiche arrivano al lager nazista di Auschwitz. Ad accogliere i soldati russi, solo i pochi sopravvissuti ai forni: uomini, donne e bambini, che per "grazia ricevuta" sono riusciti a evitare il trasferimento ai forni.

Molti, però, non riusciranno ad assaporare la libertà, perché moriranno per malattie e stenti.

Per ricordare, perché il ricordo è in noi, finché noi stessi vivremo, si è deciso che il 27 gennaio 2005 a circa sessant’anni di distanza, in tutta Italia sia celebrata la "Giornata della memoria": la liberazione del Lager simbolo dell'universo nazista, affinché non sia strappato alla nostra memoria il ricordo per poterlo strappare all'oblìo della storia e i nostri figli possano ricordare a loro volta lo sterminio di quasi sei milioni di ebrei, oltre alle migliaia di zingari, omosessuali, oppositori politici, che Hitler aveva condannato perché per lui appartenevano ai sottouomini.

Un'operazione doverosa, come sottolinea da quattro anni il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi.

"Ricordiamo affinché l'orrore non possa ripetersi; affinché ogni manifestazione di antisemitismo, di razzismo in tutte le forme, venga condannata e messa al bando. La Giornata della memoria invita a riflettere sulla Shoah, sullo sterminio degli ebrei, di un intero popolo, organizzato dal nazismo: un evento che non ha l'eguale nella storia. Ricordiamo, perché la stessa enormità di quanto accadde in quegli anni, in cui vennero uccisi sistematicamente sei milioni di ebrei, ossia la maggior parte degli ebrei che allora vivevano in Europa, rende quel crimine quasi incredibile: "meditate, che questo è stato", è il monito che ci ha lasciato Primo Levi".

* * * * *

Il preludio allo sterminio si ebbe una sera del 30 gennaio 1933, in una birreria. Gli avventori avevano appena ascoltato le notizie dalla radio: "In Austria c’era stato il colpo di stato". Tra gli avventori c’era anche un imbianchino di nome Adolf Hitler, che dopo aver bevuto un boccale di birra d’un sol fiato, dice solenne:

"Se un giorno andrò al potere, la prima cosa che farò sarà distruggere il popolo ebraico, gli zingari e gli omosessuali".

L'imbianchino va al potere, e mette in atto quanto ha detto: "assassina i nove decimi del popolo ebraico in Europa". Questo assassinio di massa, in ebraico si chiama Shoùà e avviene durante la Seconda Guerra Mondiale.

La catastrofe ha luogo tra il 1933 e il 1945 e culmina nell'annientamento pianificato di quasi tutti gli ebrei d'Europa e di milioni di zingari e omosessuali, sotto gli occhi di un mondo che sta a guardare impotente.

Fino allo scoppio della guerra, sembra che l'obiettivo principale del nazismo e di Hitler consiste nel rendere il Reich "libero dagli ebrei". Il sistema per liberare la Germania dagli ebrei è, in questa prima fase, di costringerli ad emigrare.

Il bilancio di questa fase che va dal 1933 al 1939, non è tuttavia coronato da successo; dei 520.000 ebrei che vivevano in Germania nel 1933, ne rimanevano 350.000 nel 1938. Ma in quello stesso anno con l'annessione dell'Austria i nazisti si trovarono a dover gestire anche i 190.000 ebrei che vivono in Austria.

Allora nasce l'idea di ampliare il concetto di deportazione trasferendo forzatamente nel Madagascar gli ebrei tedeschi.

Dal diario di Gerhard Engel si sa che Hitler ha ancora in mente l'idea dell'emigrazione forzata anche se questa va presentando sempre maggiori difficoltà a causa della guerra.

Siamo in piena guerra, il problema si aggrava ulteriormente: l'invasione del Belgio, dell'Olanda, della Francia, della Danimarca e della Norvegia fa aumentare il numero degli ebrei caduti nelle mani del nazismo.

Mentre si afferma la soluzione della ghettizzazione la Germania sta preparando i piani per l’invasione dell'Unione Sovietica.

In Russia,la soluzione adottata in Polonia non sembra praticabile, perciò si fa strada un'alternativa: eliminare fisicamente gli ebrei dell'Unione Sovietica con nuclei di sterminio mobili creati appositamente.

Nel marzo 1941 Hitler afferma che "l'intellighenzia giudeo-bolscevica in Unione Sovietica deve essere eliminata" ma questo è un compito difficile che non può essere affidato all'esercito.

"Il 13 marzo 1941 s’informano i comandanti militari che Hitler ha incaricato Himmler di certi compiti speciali nelle zone operative dell'esercito. Himmler avrebbe agito di autorità propria e sotto la sua personale responsabilità. Di fatto questi compiti consistevano nel massacro degli ebrei sovietici".

Il 22 giugno 1941 la Germania invade l'Unione Sovietica, con estrema velocità le armate tedesche occupano città e villaggi dove vivono 4.000.000 di ebrei; gli Einsatzgruppen iniziano un sistematico massacro che secondo gli storici, provoca oltre 1.500.000 morti.

In questo modo avvengono diverse esperienze di sterminio, siamo gli anni che precedono e concorrono ad ideare la soluzione finale: "il programma di eutanasia ha formato un nucleo di specialisti che ha ideato le uccisioni con i gas; la deportazione in Polonia degli ebrei del Reich ha fornito insegnamenti sulle tecniche di deportazione;il concentramento in ghetti ha messo in grado le possibilità della macchina dello sterminio.

Con un’esperienza così ampia si fa strada, definitivamente, la soluzione per l'annientamento fisico degli ebrei in campi di concentramento predisposti. La teorizzazione di questa soluzione finale è affidata a Himmler e a Heydrich.

Nel "Giorno della memoria" l’Olocausto riacquista la sua dignità di termine inflazionato se si chiariscono i ruoli e i soggetti; se si rimettendo al proprio posto le vittime, i carnefici, la verità storica. In questo senso olocausto è termine chiaro, più descrittivo; cioè non lascia perplessi e il suo significato di catastrofe, di distruzione indipendente dalla volontà umana.

Un ultimo fatto storico da ricordare è la nascita del "Giorno della Memoria" esso è stato voluto da un gruppo di lavoro dell’Istituto Tecnico A. Gritti di Venezia Mestre che, si è chiamato "PROGETTO 27 GENNAIO", tenendo presente:

1) - Principi educativi, punto 5 (Partecipazione, efficienza e trasparenza), che contempla l’adesione ad eventi e manifestazioni culturali di valore formativo.

2) - Scelte educative (premessa) "L'Istituto individua come obiettivo primario lo sviluppo della personalità dello studente, non solo come essere umano, ma come cittadino facente parte di una comunità, con precisi diritti e doveri di rispetto di sé, degli altri e dell'ambiente che lo circonda"

3) - Pluralità dell’offerta formativa, Progetto "27 Gennaio": s’impegna a dare attuazione alla legge 20 Luglio 2000 n.211 organizzando o aderendo ad iniziative didattiche e culturali nella giornata del 27 gennaio.

Biobibliografia
Storia segreta della Gestapo – Edizione Ferni, Ginevra 1972; brani di André Brissaud – Fabrice Laroche – Jean Mabire – Francois Dorcival. Giovanni De Martis Web master del sito "Olocausto"

 

Perché mi è stata richiesta riposto
FRATELLI INSORGETE

Fratelli insorgete, il cielo s’annera
ritorna paurosa la triste tempesta
che settant’anni fa versò tanto sangue
e poi ancora e ancora sangue lasciando
passare anche i morti infornati.

Insorgete fratelli, io tremo ho paura
mi date la mano? Non voglio più nero
ch’è segno di lutto, alzatele altissime
le barricate, issateci sopra un bel tricolore
non arma per fuoco che uccide e non piana.

Fratelli insorgete, scacciate le nubi
che tolgono l’aria, fan tremare gli alberi
che cantavano in coro con me: insorgete
finché ancora il sole possiamo vedere.

Allantaniamo, fratelli, il manto di lutto
che sta per tornare prepotente e feroce:
non bastan la scuola, giustizia affossate
vogliono l’Italia ancora affamata.

Insorgete fratelli, issatel alte
le barricate e in cima mettete
il bel Tricolore e cantate
cantate con voce tonante
sono italiano e voglio il mio canto
non quello ch’impone chi vuol farci schiavi
una volta son stato adesso non più

Issiamo fratelli l’altissimo monte
Che sopra vi sventoli il bel tricolore
Allontaniamo fratelli il nero dal cielo
Il nero funereo ch’è segnale di morte.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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