IL MONDO POETICO DI CHIARALUN@
ovvero
la ricerca della propria personalità nella verità poetica

di

Fiorella Giovannelli in arte Chiaralun@

ULISSE DOV’E’?

da terrazza a terrazza
lame di silenzio spezzano il filo di Penelope
lacerazione profonda nella tela

abisso tra mare e mare
tra l'opaco, l'azzurro e leggenda.
(…)
Ulisse è partito
connubio d'emozioni è nostra la notte


Quando ho letto questa lirica di Chiaralun@, il Nick di Fiorella Giovannelli una casalinga che ha vinto il Primo Premio speciale della Giuria al Città di Formia, il Secondo Premio per «Una poesia per la montagna Terminillo» il Premio Speciale Dall’Accademia Giosuè Carducci, «Francesco Petrarca» di Viterbo; ancora il Secondo Premio per la silloge inedita al Città di Formia; ed è stata finalista al Festival Europeo di Taormina; poi ha ricevuto la Menzione d'Onore a Tonnarella Messina organizzato per «Pro Unicef».

Non sapendo altro mi sono raccomandato a Virgilio perché facesse con me lo stesso viaggio fatto con Dante lungo l'intera ascesa del Monte del Purgatorio, in modo che una volta giunto alla vetta e capito bene i versi di Chiaralun@, avrebbe anche potuto lasciarmi; perché la mia ragione avrebbe preso il posto del mio istinto, per concentrarsi sui versi e niente altro. Non c’è ragione ch’io sappia altro di questa creatura che attraverso la poesia esprime la propria funzione umana.

Il tema principale, o leitmotiv del mondo poetico di Chiaralun@, ho scelto alcune poesie per meglio chiarire al lettore il mio pensiero su questo mondo che ha una interessante somiglianza col metodo di psicoterapia basato sui medesimi temi di discesa e di ascesa, descritti da Desolile ne “Le Réve EveHIé en Psychothérapie, Paris: Presses Universitaires de France, 1945”.

In questo metodo è chiesto al soggetto di «visualizzare se stesso a scalare una montagna sino alla vetta, e in alcuni casi di procedere oltre nel cielo, usando qualche mezzo immaginario quali un raggio di luce o una nuvola». Ma chiede anche di visualizzare una discesa negli abissi del mare o in una caverna che si sprofonda nella terra. Desolile ha provato empiricamente che durante la discesa le immagini evocate sono connesse col minaccioso potere dell'inconscio e con certi complessi ed immagini che si riferiscono alla figura dei genitori con i quali sono connesse emozioni negative e positive.

Ed ecco che a Ulisse si sovrappone la figura del Padre, ormai assente dalla vita terrena:

CARO PAPA’, SE SOLO POTESSI...

Caro Papà
Se solo potessi...
frugarti ancora nelle tasche
qualcosa, sì qualcosa...
di prezioso troverei.

Come si nota, nell'ascesa della montagna vi è l'evocazione di sentimenti positivi e costruttivi e perciò sono evocati nuovi sentimenti di amore e di saggezza.

Un esempio è in un caso riportato da Robert Gerard, in cui il paziente incontra nella profondità dell'oceano una piovra che minaccia di inghiottirlo.

Chiaralun@ in queste prime due liriche, visualizza se stessa, alla ricerca di un nuovo sapere per risalire verso la superficie, e scoprire il perché della piovra. Giunta alla superficie, con sua sorpresa, la piovra si trasforma in suo padre.

Allora scopre quanto è stato utile sperimentare direttamente che…

Se solo potessi...
frugarti ancora nelle tasche
qualcosa, sì qualcosa...
di prezioso troverei.

un dono unico e speciale,
senza esitazione alcuna troverei
ciò che per un figlio mai ha fine

quanto il padre era stato invadente e possessivo, nel suo amore paterno, facendola temere finanche della perdita della propria identità. E’ allora che decide di scalare la montagna in compagnia di Ulisse per conoscere, il volere paterno.

Ma c’è la tela che Penelope costruisce di giorno e disfa di notte e allora, supera queste paure e procede più spedita verso la superficie dove comincia a vederlo in una luce diversa, come un essere umano, una persona avente qualità e limitazioni, che aveva lottato in circostanze difficili. Allora le figure di Ulisse e del Padre si accavallano, diventano una sola.

Chiaralun@ sembra seguire alla lettera i suggerimenti che Chomet dà nel suo libro pubblicato nel 1874, che tratta di vari casi di ritrovamento della propria personalità attraverso l’arte, in special modo attraverso la musica e la poesia.

La nostra come se fosse in analisi sale verso la cima attraverso l’esame introspezionale: ha cercato Ulisse e l’ha trovato, voleva capire il perché della sottomissione al padre e l’ha risolta. Incoraggiata si avvia a ricercare ulteriori e più profondi significati. Per coloro che non sono in grado di far questo difficile lavoro da se stessi può essere necessario esporre i vari stadi di discesa e di ascesa che possono poi essere esaminati da un analista estraneo dalle proprie esigenze imposte dall’Io creativo e dalla ricerca disperata di ritrovare la via della verità attraverso il canto poetico.

Ella sa che scrivendo di comicità le mancherebbe la riflessione, perciò il riso, provocato dall'avvertimento del contrario, è genuino, ma sarebbe amaro alla presenza della riflessione, perché questa toglierebbe il divertimento e porterebbe alla coscienza la sua insostituibile condizione umana.

Se fosse stata ironica la contraddizione tra momento comico e momento drammatico sarebbe stato solo verbale, perché effettivamente non ci sarebbe più ironia e la lirica perderebbe la sua naturalezza, che è quella di dire l'opposto di quel che si pensa, ché l’Io creativo fa di tutto per farsi capire dal Sé razionale, ma rimane soltanto una verità non capita appieno.

REQUIEM PER UN AMORE

Angoli chiusi, serrati a doppio giro
riaperti con fatica, consacrati,
(…)
Nota la storia, letta e riletta, lunga? No!
Troppo breve il giro sulla giostra per essere dimenticato
(…)
Sala d'attesa affollata
dietro il vetro resta una lacrima.

Con la satira invece e con la riflessione cessa lo sdegno e l'avversione della realtà che è ragione di ogni satira. Nella lirica «Morte di un amore», infatti, mette in evidenza i difetti degli uomini, cogliendone gli aspetti più negativi, con l'intento di riportarli sulla retta via.

«Scorrono le pagine dell'almanacco non sempre ciarlatano
ripensi alla lettura, pagine amorfe, inquiete,
non c'è più tempo, arriva il treno,
corri, corri, non vuoi perderlo»

Quindi, col sottile umorismo e con la riflessione, entra più profondamente nella realtà. E Fiorella Giovannelli (Chiaralun@) non è l'umorista della domenica cui piace la realtà, solo in quel giorno della settimana!

La riflessione, che fagocita l’ironia e l’umorismo, le permette di scoprire tutto ciò che era chiuso nella profondità dell’Io sia esso psichico, sia creativo tanto verso la comicità quanto verso l'umorismo illusorio.

IN FONDO AI TUOI OCCHI
(…)
Occhi che si riflettono
ed è risveglio al mondo
sensazioni che sfiorano
la carne e proseguono
all'infinito, come il viaggio

Come proviamo, leggendo le liriche in calce, notiamo che ciascuna di esse vive la propria vicenda in una condizione di distacco dagli altri argomenti. Ogni lirica vive, in un proprio mondo, tutte sottomesse alle medesime regole, ma ciascuna con i propri sentimenti e con la propria visione della vita, coi propri concetti di vero e di falso, di reale e di normale, di bello e di brutto, di giusto e di ingiusto: ciascuna con le proprie speranze e le proprie illusioni, e l'illusione più alta e profonda è che la propria realtà sia quella vera e la sola vera.

Chi ci ha dato la faccia che abbiamo e ci permette di rappresentare, la faccia del vivo? Pensate a Cirano di Bergerac che peso doversi portare a spasso un brutto naso per tutta la vita... Come Cirano, ciascuno si acconcia la maschera come può. La maschera esteriore, perché dentro c'è l'altra, che spesso non si accorda con quella di fuori. E Chiaralun@ è proprio quella che cerca attraverso la sua Poesia, che sono parole e musica nello stesso tempo, ma niente è vero! Vero il mare, vera la montagna, vero il sasso, vero un filo d'erba; ma l'uomo, anche quello capace di suscitare amore? Sempre mascherato, e non sa di essere bello, buono, grazioso, generoso, infelice, ecc. E, per questo, Chiaralun@, fa tanto ridere a pensarci.

Maestra nella ricerca della parola che desti ironia, che suoni «fasulla», come una vecchia signora che si imbelletta per apparire ancora giovane e desiderata; credendo che chi la guarda ignori i capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile tintura e tutta goffamente imbellettata e parata di abiti giovanili.

Questo avverto in «Requiem per un amore»

«Nota la storia, letta e riletta, lunga? No!

Troppo breve il giro sulla giostra per essere dimenticato

Sala d'attesa pareti in nero, lutto?

Sogni tuo Padre morto, dolcemente ti bacia il cuore»…

Avverto che il giro sulla giostra troppo breve è il contrario di ciò che avrebbe voluto raccontarci rispettosamente. In questo modo mi fermo sull’impressione comica.

L'avvertimento del contrario è generato dalla riflessione che scaturisce dall'aspetto comico insito nei fatti, come il sentimento del contrario è generato dalla riflessione che scaturisce dall'aspetto drammatico.

La ribellione si realizza in due modi:

1) - circoscritta al personaggio senza coinvolgimento diretto di altre persone se non in modo occasionale, nel quale la reazione è rappresentata contro la situazione generale negativa;

2) - coinvolgendo direttamente la massa, e la possibilità di vivere una vita decorosamente accettabile, spingendo la propria ribellione fino a sfruttare la stessa superstizione popolare.   

Di qui la necessità di trovare e di mettere in atto uno stile, in cui le parole possano acquistare un più realistico ed oggettivo significato proprio attraverso sentimenti, e pensieri facilmente riconoscibili da parte di tutti.

Anche la creazione del canto, come l'analisi dei fatti, non sfugge a questa regola. Il comportamento delle parole, l'assurdità e il grottesco di certi avvenimenti, dipendono dall'Io creativo per quello che possiede della realtà delle cose.

Ed ecco: «PER UN AMORE»

Crepuscolo,
ad occhi socchiusi
inizia la fiaba mai letta,
suoni, parole improvvise
e una calda carezza che sale
dalle lenzuola di lino.
(…)
ma sei piccolo e perso
nel mondo di fuori.
Notte spietata attende.

In questa lirica lo stile è fatto di cose significative: rifiuto dei tradizionali modelli espressivi e retorici; rifiuto di un modello realista, secondo il quale avrebbe permesso ai fatti di presentarsi da sé,utilizzando un linguaggio della realtà, secondo la classe sociale cui appartengono.

Per far raggiungere con maggiore immediatezza al lettore la comprensione di certe situazioni, accentua nella descrizione i lati più realistici degli avvenimenti.

E la stessa Chiaralun@ che nella sua arte riesce a trovare un carattere di compiutezza per un vero canto poetico e tenta una propria riabilitazione, che lascia immersa nei tanti problemi e nelle tante illusioni che sempre con forza maggiore si scontrano con la realtà esterna. In questa compiutezza troviamo nelle liriche la ricerca della propria natura e quella che ricorre alla volontaria conoscenza ulissiana, ignorando l’individualismo imperante della nostra epoca, contro il collettivismo, la perpetuazione della società universale nella quale gli oppressori stiano sempre dalla stessa parte degli oppressi.


***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE