EMILY DICKINSON:
POETA DELLA SOLITUDINE E DELLA RIBELLIONE LESSICALE

Emily Dicknson nasce ad Amherst Massachusett il 10 dicembre 1830, educata da un padre severo e amatissimo, s’iscrive al collegio femminile di Mount Holyoke, dove suscita scandalo con il suo rifiuto a dichiararsi cristiana.

A trent’anni, si confina volontariamente nella casa paterna,si dedica alle occupazioni domestiche e scrive versi d’abbagliante bellezza. Nel 1862 sottopone le sue liriche all’attenzione del critico Thomas Higginson, che rimane sconcertato e perplesso; altri critici si affretteranno più tardi a condannare la nuova poetessa per la sua «cattiva grammatica», le sue «cattive rime», il «ritmo irregolare».

La deliberata asprezza del verso della Dickinson è scambiata per inettitudine alla poesia. Ma Emily non scrive per pubblicare: delle sue circa duemila liriche (pubblicate postume nel 1937) solo sette erano state pubblicate in vita.

La leggenda si è impadronita di questo poeta donna, che oggi è unanimemente considerata, una delle più alte voci poetiche di tutti i tempi, non inferiore, negli Stati Uniti, a Walt Whitman e forse più audace di lui nel rinnovamento della forma poetica. La sua autoreclusione all'amore deluso per il pastore presbiteriano Charles Wodsworth (ma in una lettera aveva scritto: «il mio compito è amare»); in realtà l'attenzione di Emily è tutta concentrata alla sua anima sensibilissima; e l'inesausto scandaglio del suo spazio interiore l’avvicina ad altri grandi visionari della poesia, come J. Donne e W. Blake.

Contemporanea di Baudelaire e affine a Edgar Alan Poe, la Dickinson è dotata di un'immaginazione, che la spinge fino a contemplare lo spettacolo del proprio funerale:

«E poi li udii sollevare la cassa

e scricchiolarmi sull'anima».

E’ inaudita è la secchezza dei suoi versi affidandosi a poche particelle del discorso, compie una ricognizione vastissima dell'esistente, fino ai confini del nulla:

«Nulla è la forza

che rinnova il mondo».

La sua lirica è pervasa da un ardore mistico, un'enfasi seducente, che oscilla tra gridi di felicità:

«Venissero oggi

tutti i miei dolori futuri:

sono così felice che certo

correrebbero via ridendo»

e presagi funebri:

«Poiché non potevo fermarmi per la morte

lei gentilmente si fermò per me

la carrozza portava solo noi due

e l'immortalità».

Con estrema leggerezza di segno, ha intrecciato un dialogo con la vita e con la morte, con la natura e con le cose, con le piante e con gli animali: la sua accesa immaginazione nasce dall'incontro di un’astrazione rarefatta del pensiero con una concretezza stupefacente dell'espressione,sia che parli del suo microcosmo botanico e ornitologico, sia che si smarrisca nel macrocosmo della vita eterna.

Di tale straordinaria immaginazione un ulteriore esempio è fornito da una celebre poesia, dove si dice che:

«dopo qualche dolore i sensi si siedono in circolo

dignitosi e rigidi come estranei in visita per un funerale».

Emily ha esplorato i meandri più segreti dell'interiorità, ecco perché la sua poetica è un repertorio prezioso di idee e immagini necessarie per comprendere l’io più recondito.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE