CRONACA LETTERARIA

Un comunicato ricevuto dall’Istituto Italiano di Cultura, firmato da Valeria Borgia, mette il dito nella piaga che dal 1973 cerco di risanare (sia attraverso conferenze, sia attraverso articoli mirati) invece, evidentemente non sono stato un buon medico.

Afferma Valeria Borgia, direttrice editoriale di Proposte Editoriali Roma: "questo articolo vale molto più delle mille "Pubblicità Progresso" che si vedono in giro".

"La cultura è il valore umano di un popolo. Gran bel concetto, ma non dovrebbe essere soltanto condiviso, bensì difeso.

Il promo che la Fiera del Libro di Torino ha diffuso e che la televisione è stata pronta a recepire [si vedano gli odierni TG] si è manifestato come un "ridi che ti passa". Siamo d'accordo, il sorriso è estremamente importante, è un ingrediente fondamentale per il carattere, il sollievo e l'intelligenza umana.

L'uomo intelligente sa che è sempre il momento di un motto di spirito, però la letteratura è anche (e soprattutto) altro.

Ben vengano dunque i barzellettieri a sfondo umanitario, ben venga la leggerezza, purché essa non vada a frustrare lentamente ma progressivamente l'arte. E da quanto tempo non vediamo più un serio programma radiofonico, televisivo o editoriale volto a diffondere la cultura della parola, della narrativa, della poesia, del teatro e delle forme artistiche come emozione profonda, come incontro costruttivo e dibattito arricchente? In esso ci potranno - e dovranno - essere spunti d'ironia e leggerezza, però è davvero possibile che l'Italia, culla delle più grandi forme d'arte della storia, si sia impoverita a tal punto da contare i caffè letterari sulle dita di una sola mano? Ed è ammissibile che in essi, i partecipanti, vengano irrimediabilmente emarginati, ignorati e trattati come una specie di dinosauri in estinzione?

E' ammissibile che accendere la TV e fare un po' di zapping sia diventata una corsa ad ostacoli fra trasmissioni dove il puro e svenduto pettegolezzo organizzato e costruito, smascherato (vedi Striscia la Notizia, uno dei pochi programmi di "servizio") e pacchianamente falso, siano regnanti incontrastati? Molti dicono "basta non ne posso più di questa roba" oppure "io neanche li guardo, certi programmi", eppure l'audience, sebbene in calo, dà ragione ai produttori del trash del Nuovo Millennio.L'isola dei famosi

La tattica è semplice: proporre solo e soltanto quello, finché il livello di saturazione non lasci l'unico scampo alla gente: leggere il "Galateo secondo Cristina Parodi", la "Cena dei cretini" di Emilio Fede o guardare estasiati e morbosamente curiosi o più distaccati, ma ugualmente ipnotizzati "la Talpa", "l'Isola dei Famosi", il "Grande Fratello" o "La Fattoria".

Grande FratelloLa soluzione c'è. Dolorosa? No, affatto. Soltanto bisognerebbe diffonderla ed accettarne il messaggio: spegnere la TV, stare lontano da certa produzione editoriale per un po'. Con la televisione basterebbe una settimana. Con i libri forse di più, data la scarsa propensione degli italiani alla lettura, ma si potrebbe cominciare con la prima, e non perdere la speranza nella seconda.

Senza dati auditel, senza nessun contatto via digitale terrestre, antenna parabolica o semplice cavo, chi sta dietro certe sedie si porrebbe inevitabili domande sulla bontà della strada intrapresa. Il diritto di sciopero esiste per tutte le categorie, perché allora non usarlo per un buon fine, una volta tanto?

Una giusta battaglia va combattuta senz'armi, senza rappresaglie, ma con la sola forza della parola e delle ragioni. E ogni individuo che a questo rinuncerà, ognuno di quelli che cestineranno questo messaggio con un gesto di sufficienza, sicuri che nulla cambierà, contribuirà a ridurre il valore del suo popolo, avvizzendone e accantonandone la cultura.

Casa su casa, ma dov'è il finito tetto ora che il cielo è caduto?

Non lo sappiamo più, ma potremmo ricostruirlo. Quindi si cominci con lo sciopero della TV e dei libri-bufala. Non è un obbligo, né ci sarà alcun picchetto o forzatura: solo coscienza, sana coscienza. E la volontà di non subire passivamente ogni abbrutimento morale come automi".

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE