Amedeo Nazzarri

Pochi attori italiani, come Amedeo Nazzari, hanno fatto breccia nell’immaginario popolare, guadagnandosi la statura di Divi in tempi dominati dalle star d’oltreoceano.

Amedeo NazzariCosì come pochi attori hanno saputo mettere in gioco la loro immagine e la loro carriera, con scelte diversissime che ribadivano costantemente il diritto, forse il dovere, dell’attore di non essere mai uguale a se stesso, di far piangere e ridere, di interpretare intrepidi eroi o insopportabili canaglie.

Attore a 360 gradi, protagonista di alcuni capolavori della storia del nostro cinema, Amedeo Nazzari sembra oggi ricacciato nell’oblio di una cultura ossessionata dalla contemporaneità.

Amedeo Carlo Leone Buffa nasce a Cagliari il 10 dicembre 1907, da Salvatore ed Argenide Nazzari.

Nel 1913 muore il padre e la madre trasferisce la famiglia a Roma. Amedeo entra nel collegio dei Padri Salesiani di Via Marsala.

Negli anni tra il 1925 e 1926 si iscrive alla facoltà d'Ingegneria dell'Università di Roma, ma la sua passione è la recitazione. Nella Filodrammatica "Fortitudo" conosce Andreina Gentili, poi nota come Andreina Pagnani.

Nel 1927 esordisce nel dramma "Giosuè il guardacoste".

L’anno successivo entra nella Compagnia di Gualtiero Tumiati; nella stagione successiva è con la Compagnia di Annibale Ninchi; dopo tre anni è nella Compagnia del Maestro Ruggero Ruggeri.

Ma è irrequieto come un puledro alla starter perciò nel 1933 partecipa al concorso indetto dalla Twentieth Century Fox, che ricerca volti nuovi.

E’ scartato perché "non fotogenico, troppo alto e magro". Il concorso è vinto da Alberto Rabagliati. I critici cominciano a notarlo. Quando sostituisce il primattore indisposto nella commedia "Un mese in campagna", Pirandello, che lo vede gli pronostica una brillante carriera.

Due anni dopo nel 1935 è il protagonista de "La signora X" al Teatro Argentina al fianco della famosa Pavlova. E' un trionfo. Quella sera Elsa Merlini decide di far recitare Nazzari nel cinema, in un film accanto a lei.

In settembre inizia appunto "Ginevra degli Almieri". Durante la lavorazione, gli stabilimenti cinematografici sono distrutti da un incendio, ma il film continua lo stesso.

Nel 1936, grazie all’interessamento di Anna Magnani è chiamato da Alessandrini, che appena lo vede e gli domanda se sa andare a cavallo, lui con una faccia da… la faccia di chi vuole arrivare al traguardo ad ogni costo, risponde di si, che è un provetto cavallerizzo.

Nazzari inizia una vita da… solo la forza della volontà gli permette di arrivare fino in fondo. La sera a teatro a recitare, finita la recita al galoppatoio di Villa Borghese per imparare ad andare a cavallo, come il copione richiede che sia il personaggio che deve interpretare. "Cavalleria" è un successone e per Nazzari è il lancio definitivo nel cinema.

A breve distanza di tempo esce sugli schermi "Luciano serra pilota" (è stato il primo film che ho visto, fu proiettato nel piccolo piazzale antistante la Villa Comunale del mio paese, Paduli sul Calore, in provincia di Benevento, in quel momento decisi che avrei fatto l’attore e in qualche modo ci sono riuscito, ma le commedie le devo scrivere da me), dopo tre mesi proiettarono "Cavalleria" e decisi definitivamente che avrei fatto l’attore ma non del cinema.

Con "La cena delle beffe" di Sem Benelli, adattata per il cinema da Alessandro Blasetti, arriva oltre la gloria, anche il successo economico.Evita Peron

La guerra, il dopoguerra, la crisi economica investe anche il cinema e nel 1948, dopo anni di disoccupazione, Nazzari si imbarca per l'Argentina, dove è stato chiamato per girare alcuni films. Il copione de "Il testimone" prevede per lui la parte di un gaglioffo italiano braccato dalla polizia locale. Nazzari si rifiuta e nasce un caso nazionale argentino.

Interviene Evita Peron che lo invita alla Casa Rosada. Nazzari assiste ai gesti di generosità della Peron che elargisce denaro ai poveri che si rivolgono a lei.

Anzi, vuotati i cassetti, Evita Peron chiede a Nazzari di poterle prestare duemila pesos a favore di quei mendicanti.

E' un prestito che non è stato mai restituito.

In compenso Evita Peron accetta il consiglio di Nazzari, di rivedere il copione secondo i suoi desideri.

Il film che nasce, "Volver a la vida" non arriverà mai in Italia.

L’anno successivo, 1949 torna in Italia e sforna successi su successi. Compagna di lavoro in questo periodo è l'attrice greca Yvonne Sanson.

Nel 1956 incontra l'attrice italo-greca Irene Genna, che diventerà sua moglie. Nel 1958 nasce Maria Evelina, oggi moglie di un grande attore, lei stessa meravigliosa e saggia interprete, Pino Micol, che ha sposato il 20 ottobre 1979, e a Nazzari è conferito, concesso dal "Consiglio Direttivo del Premio David di Donatello", un premio speciale "per una vita dedicata al cinema con appassionata professionalità e straordinario successo". Nazzari è in clinica ed il premio è ritirato dalla figlia Maria Evelina.

Il 5 novembre l'attore si spegne.

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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