Ricordo di Aldo Nicolaj
il commediografo che ha fatto parlare
i suoi personaggi in quasi tutto il mondo

Aldo Nicolaj

Gli incontri e la conoscenza con Aldo Nicolaj risalgono al 1971, quando presidente dell’ENAL (Ente Nazionale Assistenza Lavoratori) incoraggiava il teatro amatoriale, tenendo un occhio ben aperto alle giovani promesse del teatro italiano e non solo. I gruppi teatrali, allora, si chiamavano gruppi d’attori e commediografi dilettanti, ora amatoriali, facendo perdere, con questo nuovo appellativo il fascino dilettantistico che era proprio di chi opera nell’arte, qualunque essa sia, per e con diletto, il che significa fare arte con amore.

Un amico fraterno, cui avevo dato da leggere un dramma appena scritto e non ancora letto, né fatto le correzioni che sempre occorrono in ogni caso, lo fa scrivere a macchina dalla sua segretaria e lo invia ad uno dei più importanti premi teatrali (ora credo non esista più).

Incoraggiato dall’inaspettato successo, feci leggere il copione a Ciambricco, allora in auge con la serie televisiva "Il Tenente Sheridan", il quale senza sotterfugi o metafore mi disse, che sarei stato il più grande fesso se non avessi fatto di tutto per metterla in scena: "Chiedi il quinto dello stipendio, poi vai all’ENAL da Aldo Nicolaj che senz’altro ti darà una mano per trovare gli attori, ma mettila in scena". Fu la prima volta che sentii la sua voce, calma che penetrava, dando una gran forza e infinito coraggio per camminare in un campo, che sapevo minato per la triste esperienza avuta una quindicina di anni prima a Napoli. Mi consigliò per il meglio e il dramma andò in scena, dopo una rappresentazione di prova generale a Trevignano Romano, al Teatro dei Satiri, Delle Muse e Dei Servi.

Fu così che ogni volta che avevo bisogno di sentirmi sicuro del passo che stavo per compiere, mi attaccavo al telefono e parlavo con Aldo Nicolaj. E’ accaduto nel 1972, 1974, 1976, 1982, 1985 e negli anni a venire, senza mai vederci, bastava la voce per dire a Lui di darmi fiducia e a me di accettare la fiducia e non deluderlo.

Ma nel 1996, avendo avuto la proposta di pubblicazione di un manuale di "Educazione Teatrale" per la Scuola Media chiesi ad Aldo Nicolaj se mi scriveva una breve prefazione:

- Mi porti il manoscritto io abito a…

- L’ora più propizia per non arrecarLe troppo fastidio?

- Quando vuole, nel pomeriggio.

Fu così che dopo venticinque anni ebbi l’onore di incontrare di persona il grande commediografo, il quale, poi venne anche a Fiumicino per presentare agli insegnanti della Scuola Media il manufatto perché i ragazzi a scuola facessero vero teatro e non più "Teatro didattico", rilevando, nella presentazione, di come il teatro, possa dare ai ragazzi, giocando, la vera misura dell’esistenza e l’umiltà di lavorare in gruppo imparando anche a sacrificare qualcosa di proprio per il bene di tutti.

Aldo Nicolaj è stato il Commediografo italiano più versatile e prolifico, con le sue opere ha accompagnato l'evoluzione storica e sociale della seconda parte del novecento, osservando la realtà con sottile ironia e con moderato pessimismo. Con la sua produzione è passato dal simbolismo al neorealismo, dal surrealismo intimista al teatro della crudeltà e dell'assurdo, sintonizzandosi perfettamente con le diverse tendenze che si sono manifestate nel mondo della scrittura teatrale; coadiutore di Eduardo De Filippo per le riduzioni televisive delle sue commedie più celebri. La sua collaborazione alla sceneggiatura televisiva si distacca nettamente dal malinconico pessimismo eduardiano per acquistare quella briosità moderna che un’opera teatrale richiede quando è ridotta per il piccolo o il grande schermo.

"La sua produzione è cominciata con opere d’impegno Sociale (osteggiate dalla censura in quel periodo), per continuare con lavori apparentemente più sorridenti, ma che costituiscono pur sempre una critica ironica e polemica del costume e del modo di vivere del nostro tempo.

Le opere di Aldo Nicolaj non sono andate soltanto in scena in Italia, ma sono e continuano ad essere molto rappresentate all'estero e grandi sale europee, dal Thèatre de Paris al Volkstheater di Vienna, dal Bolscioi di San Pietroburgo al Teatro Reale di Amsterdam, hanno sovente ospitato i suoi testi, che sono molto diffusi nel mondo e tradotti in 25 lingue. In Russia, per esempio, opere come "Classe di ferro" e "Farfalla…Farfalla…" sono considerate quasi dei classici e sono continuamente rappresentati. "Il mondo d'acqua" è uno dei pochi testi italiani andati in scena con successo a Tokio, "Non era la quinta era la nona" è stato anni in scena in Argentina, i suoi monologhi sono recitati dalle più grandi interpreti della scena internazionale.

Aldo Nicolaj è nato in Piemonte, a Fossano, nel 1920 e morto a Roma il 5 luglio 2004, dove aveva continuato ad occuparsi di teatro interessandosi anche della drammaturgia dei giovani autori". (dall’Autobiografia pubblicata in internet)

ALCUNE SINOSSI DELLE SUE OPERE

TERESINA è rappresentata per la prima volta al Teatro Pirandello di Roma il 5 maggio 1954 dalla Compagnia diretta da Lamberto Ricasso:

"Uno scrittore scrivendo la vicenda sentimentale di una servetta mescola gli avvenimenti inventati dalla sua fantasia con i fatti che avvengono nella sua famiglia. Un finale lirico chiuderà la storia della servetta, mentre rimane aperto quello della famiglia"

CIAO ALBERO per la prima volta è rappresentata al Teatro Pirandello, nel febbraio 1955 dalla Compagnia Stabile:"In una famiglia piccolo borghese degli anni venti, un adolescente vede svanire i suoi sogni, capisce di dover affrontare i problemi della vita, che non è rosea come credeva".

AVVENTURA DI CRONACA: debutto a Roma il 28 gennaio 1956, al Teatro Pirandello, Compagnia diretta da Luigi Almirante: "Ragazzetta di provincia scappa in città per una vita diversa, ma l'attendono forti delusioni che la faranno tornare a casa cambiata"

RICCI DI MARE: debutta al Teatro Eliseo di Roma il 5 novembre 1956, la tiene a battesimo la Compagnia Calindri, Volonghi, Lazzarini e Lionello: "Industriale con famiglia invade una tranquilla isola, sconvolgendone la vita. Dopo scandali ed avventure dovrà rinunciare a lanciarla turisticamente ed andarsene"

IL SOLDATO PICCICO' Prima rappresentazione, Teatro Mercadante, di Napoli il 20 gennaio 1960, per la Compagnia di Gian Maria Volonté:"Nei primi del novecento un soldato, preso in giro da tutti, per la sua ingenuità ed il suo candore, per difendere una ragazza uccide un superiore. Prima di essere fucilato si accomiata dalla ragazza dicendole che la morte lo libererà da una vita fatta di doveri e di disciplina troppo diversa da quella delle sue montagne".

LA CIPOLLA prima rappresentazione, il 23 novembre 1963 al Kleines Haus in der Josefstadt di Vienna con Hans Holt. "Un impresario teatrale prima di suicidarsi vuole staccarsi dalle passioni che hanno sconvolto la sua vita. Ma una variazione inaspettata della sua storia familiare lo fa rinunciare al suicidio per la curiosità di vedere cosa succederà"

LA BARBA DEL MAIS prima rappresentazione, il 24 novembre 1958 al Teatro Olimpia di Milano;Compagnia Buazzelli, Volonghi, Lionello, Nuti, Lazzarini, Morlacchi. "In un'immaginaria repubblica sudamericana un generale per prendere il potere si serve di un giovane cadetto, che alla fine scopre che non ha rischiato la vita per la libertà, ma per dare al paese una dittatura". IL PENDOLO va in scena la prima volta al Kleineshaus in der Josefstadt di Vienna il 1aprile 1964: "Una vecchia coppia rivive una vita coniugale abbastanza squallida e monotona. Ma proprio quando si sente più estranea, capiterà qualcosa che li farà sentire necessari l'uno all'altro".

FARFALLA... FARFALLA debutta al Teatro Sant’Erasmo di Milano il 10 gennaio 1967, con Paola Borboni: "Una donna sola, sempre in attesa di visite che non arrivano mai, propone ad un giovane di ospitarlo per poter avere qualcuno a cui raccontare le sue incredibili storie d'amore. Ma quando cercherà di rendere più intimo il rapporto, il ragazzo le dirà di essere suo figlio e le distruggerà il passato per riportarla alla sua squallida realtà".

IL MONDO D'ACQUA va in scena la prima volta al Volkstheater di Vienna il 28 maggio 1963: "Il protagonista sogna una vita all'aria aperta a contatto con la natura, ma la famiglia lo sistema in un ministero. Si consola con un acquario che ingrandisce con le sue delusioni. Il giorno in cui spera finalmente di evadere, qualcosa glielo impedisce Allora sparisce, ma nell'acquario appare un pesce che gli somiglia"

NERO COME UN CANARINO debutta al Teatro Reale di Amsterdam, l’8 marzo 1967.
"In un paese avveniristico un commissario indaga su una donna sospettata di aver avvelenato tre mariti. Nel corso delle indagini si innamora di lei e piuttosto che arrestarla, preferisce sposarla candidandosi come prossima vittima".

EX va in scena per la prima volta al Teatro Nottara, Bucarest, nel 1969.
"Due donne divorziata per rimediare allo squallore della loro vita, decidono di organizzare un grande cocktail, che le rimetta in circolazione. Ma alla festa non arriva nessuno e l'unico ad avere un'avventura è l'amico omosessuale che avevano invitato".

Le altre: ESPERIMENTO COLLETTIVO, DUE GATTE RANDAGIE, LE MODISTE DEL"43, NON ERA LA QUINTA ERA LA NONA, CLASSE DI FERRO, LA STANZA PER L'HOBBY, LA SIGNORA E IL FUNZIONARIO, LA PROVA GENERALE, L'ONDA VERDE, POCO PIU' POCO MENO, IL SEGNO DELLA BILANCIA, SCRITTO APPOSTA PER ME, LA BORSA E LA VITA, MAI STATA SUL CAMMELLO?, PER UN PO' DI TENEREZZA, AMLETO IN SALSA PICCANTE, IL PASSO DELLA PANTERA, INTERNO CON CADAVERE, REQUIEM PER RADAMES, CARINI E NEVROTICI, SCOMPARSA DI UN CHERUBINO, ARMONIA IN NERO, UNA FAMIGLIA MOLTO UNITA.

Inoltre Riduzione teatrali da romanzi: LA PISANA da Nievo, SENILITA' da Svevo, L'ALTRO da "Fratelli" di Samonà e Una cinquantina di monologhi di circa venti minuti ognuno.

Il 5 luglio dello scorso anno il mondo culturale ha perduto uno dei commediografi più sani e lirici che siano esistiti nell’ultimo scorcio di secolo, noi lo ricorderemo continuando a rappresentare le sue opere e in ogni personaggio assaporeremo ancora la dolcezza della sua anima sempre protesa ad aiutare il teatro e gli amanti di questa magnifica arte.

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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