9 agosto 2001
Attentato al tribunale di Venezia

Al Tribunale di Venezia, durante la notte, esplode una bomba contenente cinque chili d’esplosivo ad alto potenziale, poche ore prima dell'arrivo in città di Silvio Berlusconi. Gli inquirenti non hanno dubbi: è un attentato. L'ordigno sarà rivendicato poco dopo da oltre venti organizzazioni terroristiche, tra cui i Nuclei Territoriali Antimperialisti. E’ incaricato delle indagini il giudice Felice Casson.Felice Casson

(La Repubblica) "Una bomba è esplosa questa notte, intorno alle 2, davanti alla sede della Lega Nord di Vigonza, in provincia di Padova. La violenta esplosione si è sentita fino a tre chilometri di distanza e l'edificio è praticamente distrutto. Gli investigatori ritengono che si sia trattato di un attentato che però non ha ancora avuto rivendicazioni.

"Si tratta di professionisti del terrorismo e lo prova il fatto che - è il commento di Roberto Maroni, dal meeting di Rimini - l'ordigno non era rudimentale, ma creato per uccidere. Attacco alla Lega perché è il partito che contiene la spinta più forte al cambiamento istituzionale.

E qui vedo un collegamento con la sinistra". Gli attentatori, stando ad una prima valutazione degli investigatori, hanno collocato l'ordigno sulla porta d'ingresso della casetta. Dove prima c'era l'ingresso ora c'è un ampio squarcio. L'ordigno di forte potenziale ha causato uno scoppio violentissimo: gli infissi sono andati in briciole e sono stati scaraventati ad un centinaio di metri; pezzi di calcinacci e mattoni sono anch'essi volati per un lungo tratto, finendo sui campi e sulla statale Undici, su cui si affaccia la sede del partito.

Due automobilisti, gli unici che a quell'ora stavano transitando sulla strada che collega Padova a Venezia, sono stati investiti dall'onda d'urto ma fortunatamente non sono rimasti feriti. "C'era una grande nuvola di fumo che si alzava dalla sede - ha riferito uno dei testimoni - detriti dappertutto, un fortissimo odore di pirite, quello caratteristico cioè della polvere da sparo".

Entrambe le automobili sono rimaste danneggiate dai detriti volati dopo lo scoppio. Una in particolare non è neanche riuscita a ripartire. Non si sa se i due automobilisti abbiano potuto vedere qualcosa prima della deflagrazione. Secondo gli investigatori, il fatto che a passare sulla statale vi fosse una sola auto è abbastanza insolito, perché nell'ora in cui è avvenuta l'esplosione, su quel tratto di strada, soprattutto d'estate, c'è solitamente un discreto traffico.

La strada rimarrà chiusa per parecchie ore, almeno fino a quando la polizia scientifica e i periti balistici avranno terminato il loro lavoro. Di diverso avviso Maroni che in conferenza stampa ha ipotizzato un collegamento con l'attentato al Tribunale del capoluogo veneto: "Non lo dico su una base oggettiva ma di sensazioni, credo ci sia un collegamento da ricercare negli ambienti eversivi che abbiamo visto all'opera negli ultimi tempi".

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RICORDIAMOLI

I "GIROTONDISTI" scendono in piazza a Roma, capitanati da Nanni Moretti

Concentramento in Piazza San Giovanni per la folla che partecipa alla manifestazione dei "girotondi", fortemente voluta tra gli altri dal regista Nanni Moretti. Sul palco spicca la parola d'ordine di questa giornata: "La Costituzione è uguale per tutti". Molti i volti noti. Sergio Cofferati e Gino Strada i più acclamati.Nanni Moretti

Diecimila. Tanti sarebbero - secondo gli organizzatori - i girotondisti che in questa domenica assolata e post-festivaliera hanno cinto d'assedio la Rai a Roma. Un assedio dolce perfettamente riuscito: "Abbiamo fatto otto giri attorno alla Rai", urla dal palco improvvisato in viale Mazzini Silvia Bonucci, una delle organizzatrici di queste manifestazioni giocose "per presidiare i simboli della democrazia".

Numerosi gli esponenti politici del centrosinistra come Piero Fassino, Achille Occhetto, Alfonso Pecoraro Scanio, Grazia Francescato, Dario Franceschini, Rosy Bindi, Giovanni Berlinguer. Ma davanti agli uffici della Rai, quelli della presidenza e della direzione generale, hanno fatto il loro girotondo anche molti cittadini comuni, intere famiglie con bambini e cani al seguito. E poi soprattutto lui, il leader di quello che ormai è stato definito "l'Ulivo selvatico", Nanni Moretti, il più applaudito dalla piazza. A chi gli domanda se i due consiglieri Rai di sinistra Zanda e Donzelli si devono dimettere dal Cda dell'azienda radiotelevisiva, il regista risponde sottolineando la necessità di un "gesto forte, importante, simbolico" com’è stato "quello dell'abbandono dell'aula a Montecitorio per il conflitto d’interessi". Secondo Moretti "non bisogna essere pigri, ma dire che la situazione italiana è scandalosamente inaccettabile".

E sulla necessità di non arrendersi all'ineluttabilità della situazione data insiste anche il leader ds: "Questa è una manifestazione contro il conformismo e il pensiero unico di Berlusconi" spiega Piero Fassino. "Il centrosinistra ha voluto e fatto una Rai pluralista - ha proseguito - basti pensare che una delle trasmissioni di punta, Porta a Porta di Bruno Vespa, era condotta da un giornalista che non si può dire vicino al pensiero del centrosinistra. Non credo che questo succederà con questo governo".

E il girotondo ha ricongiunto, non solo fisicamente, le diverse anime della sinistra. "Questo movimento dei girotondi - ha detto Giovanni Berlinguer, rivale di Fassino nella corsa alla segreteria ds ma come lui alla manifestazione - assieme ai tanti movimenti del paese come quello no-global, i sindacati, possono muovere qualcosa, dare un orientamento fermo e propositivo, un orientamento di cui l'Ulivo ha bisogno". Mentre il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, pur specificando d’essere presente "come cittadino, che è molto di più che come segretario" ha motivato la sua partecipazione "per manifestare indipendenza e voglia di battermi, per tradurre tutto questo in una battaglia politica contro Berlusconi".

Anche a Milano moltissima gente ha risposto all'appello per i girotondi che si stanno svolgendo oggi davanti alle principali sedi Rai di tutta Italia. L'ingresso della sede di corso Sempione era già praticamente irraggiungibile da molto prima dell'inizio previsto della manifestazione. Semplici cittadini, famiglie con bambini, anziani si sono presi per mano per circondare l'intero isolato che ospita la sede della tv pubblica nel capoluogo lombardo. Presenti anche gli esponenti di tutti i partiti dell'opposizione nei consigli comunali, provinciali e regionale della Lombardia, ma rigorosamente senza bandiere e simboli di partito.

Nanni Moretti nasce il 19 agosto del 1953 a Brunico durante un periodo di ferie dei genitori. Il padre è professore universitario di epigrafia greca, la madre insegnante in un liceo. I due grandi amori si rivelano ben presto il cinema e la pallanuoto. Dopo gli studi classici tenterà inutilmente di lavorare come aiuto regista quindi a soli vent'anni con il ricavato della vendita della raccolta di francobolli acquista una cinepresa Super 8 e gira i primi due cortometraggi: La sconfitta e Paté de Bourgeois entrambi proiettati al Circolo Nuova Sinistra nel quartiere romano di San Lorenzo e successivamente a due festival dedicati al cinema italiano a Montecatini e Venezia. In quel periodo spera sempre di essere chiamato a fare l'assistente in qualche film. I fratelli Taviani, gli offrono una piccola parte nel loro "Padre Padrone".

Nel 1981 con Sogni d’oro vince il Gran premio speciale della giuria della mostra di Venezia, presidente Italo Calvino. Il film però non ottiene il favore del pubblico. In concomitanza con la campagna elettorale per le elezioni politiche del 1995, Moretti insieme ad altri registi italiani firma un film denuncia sulla surreale situazione nella quale si verrebbe a trovare l'Italia mandando al governo il padrone dei media italiani. Il cortometraggio "L’unico paese al mondo" sarà ospitato solo da alcuni cinema e solo in alcune città per la naturale paura di esporsi politicamente dei gestori delle sale.

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IL FATTO
UN POETA AL GIORNO "SELIM TIETTO E PRISMI DI SMOG"

"Prismi di smog" di Selim Tietto, è stato interpretato magistralmente da Giovanni Marzoli, facilitando il lettore, che, così, può gustare appieno la musicalità del verso, e vedere il mondo cogli occhi dello spirito dell'autore. Marzoli afferma che il viaggio spirituale di Tietto è fatto in ascesa e s’immagina un palazzo di cinque piani. Ma, io, essendo pigro, questi cinque piani preferisco farli in... discesa. La raccolta di poesie è piaciuta e voglio farvi conoscere, le sensazioni che ho provato in questo viaggio spirituale in compagnia di Selim Tietto.

"L'autunno verrà. E con le mani tese
berremo a fiotti gli ultimi raggi di sole".

L'autunno pieno di speranza è il volumetto di poesie di Tietto e i raggi del sole sono i versi. A completare e far decollare lo spirito per i cieli tersi e sereni è l'incalzare ritmico di questi forti, incisivi, caldi e sofferti versi. Ho detto "viaggio in discesa" quindi sentendomi un riccio so anche di essere l'ultimo a cadere: non c'è pericolo di scivolare. Dall'ultimo piano di questo palazzo immaginario che l'autore intitola: "Appunti e virgole" vedo, in un volo di rondini, l'ultimo della stagione, il pane e il sale, tremiti azzurri di vento fra le canne palustri, conchiglie di mare a catena sulla spiaggia, mentre odo "un flebile vibrar di chitarra" e mi specchio nelle gocce di rugiada che a grappoli si sono attaccate ai rami. Al piano inferiore troviamo: "Chiamiamoli Salmi": il rimpianto dell'uomo che per la sopravvivenza è stato costretto a perdere la libertà, giocandosela per un grammo di benessere, eppure:

"Erano belli I ficodindia del Sud,
e il sole sapeva di mare".
"L'Aurora bella e i tramonti
avevano profumi di erbe selvatiche".

Quanto costa al Poeta e più che a lui, all'immigrato. Egli lentamente è dentro il dramma, imprigionato dallo stesso ricordo, affiorato nell'anima, come l'alba del Sud, negli ultimi versi della prima parte del Salmo.

"E non possiamo immaginare voli
di rondini
finché stridono sirene spiegate
e strazianti catene di giorno ".

Per questo motivo, Signore, amico mio, unico vero, ascoltami come mi hai sempre ascoltato:
"Vieni anche Tu a piangere sangue..."
la mia voce non è sola perché:

"Ho cantato con le lacrime
nelle lingue di tutti gli oppressi (...)
Ho suonato con mille chitarre
nei sobborghi delle grandi città".

L'amico fortunato ha distrutto il suo trono, ha abbandonato le sue ricchezze ed è andato al Nord, in mezzo, a loro, pronto a sacrificare, ancora una volta, l'agnello, "per un nuovo trionfo di Pasqua" anche se lo sferragliare, di rotaie non permette di udire le campane e lo smog non fa cantare la gloria Sua perché la gola è diventata covo per la fuliggine:

"Più non sento
Signore
i rintocchi dell’Ave Maria".

Il Signore spogliato dei suoi averi, agnello immolato per il trionfo di una nuova Pasqua è andato in giro per la città. A sera, stanchi i due amici si riposano all'osteria, davanti ad un bicchiere di vino.

"Davanti ad un bicchiere
parleremo di maddalene
e di rosse bandiere
ed anche Tu inebriato
Ti sentirai come un compagno dei nostri.
lo piango
Compagno
il tuo cuore trafitto
in questa città di consumi...
Città di catrame
città di cemento.
Neve chimica... ".

Siamo al terzo piano: "Caleidoscopio", girandolo lentamente attorno al suo asse il Poeta raccapricciato esclama:

"Guarda: anche le statue
stasera
piangono lacrime di smog".

Chi sei? Chi sono? Triste realtà del nostro tempo. Non posso soffermarmi, devo correre, non posso sapere chi sono. Per chiedermelo mi devo fermare e.. se mi fermo sono perduto: esco dal sistema, con gioia.

Scendo al primo piano e ciò che vi trovo, mi lascia talmente estasiato, che, altruisticamente non voglio privarvi di questa mirabile musicalità del metro e della visione delle immagini.

Questa è l'opera: "Prismi di smog" di Selim Tietto, visto, letto e goduto da Reno Bromuro
(da Incontri meridionali di Luigi Pellegrini – n° 3 del XIII anno 1975)

OMAGGIO POETICO
"IL TEMPO DELLA VITA"

E’ migliorato il tempo della vita
ridammi i giorni; però se con i baci
cogliessimo di questi la misura
sarei nato tra le labbra tue, amore.

In te ogni giorno mio
avrei perduto e speso.

E’ misurato il tempo della vita
e dei ricordi più non conta il tempo;
ma se avessi perduto un solo bacio
dell’amore non avrei saputo nulla;
perciò voglio chiamare col suo nome
anche la più inconfessata gioia
ché rimarrebbe la sola musica
che tutti udrebbero per magia di vita:
miracolo delle segrete sillabe d’amore!

Bello sarebbe anima mia
morire agli angoli della tua bocca
mi sentirei scivolare in Paradiso
come dal fiore la rugiada.

***

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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