8 novembre 1901
Il vero «re delle montagne»

Agli inizi di ottobre del 1901, l'inglese Elien Stone giunse a Salonicco, in compagnia della sua amica Tsiika, il marito di quest'ultima e sei giovani macedoni. Il viaggio era stato compiuto a dorso di muli.

Era la fine del giorno e mentre i muli proseguivano lentamente il loro cammino, furono fermati da un "alt" imperioso pronunciato da un bandito spalleggiato da altri brutti ceffi. Circondata dai briganti la comitiva si rimise in marcia... Al primo alt, la signorina Stone e la signora Tsiika erano state separate dai loro compagni e trascinate nel rifugio dei banditi. Il capo di costoro, un gigante barbuto, chiese un riscatto di 25.000 lire, aggiungendo che se non fosse stato versato entro venti giorni, egli le avrebbe uccise.

Le povere donne erano atterrite: la somma richiesta era enorme. Come metterla insieme?... Scrissero a un'amica di Costantinopoli, che diffuse la triste notizia.

In quasi tutto il mondo, adesso, si trepidava per la sorte delle due sventurate. Negli Stati Uniti fu lanciata una sottoscrizione che raccolse una cifra cospicua ma inferiore a quella richiesta dai banditi. Di fronte a tale slancio di solidarietà, il capo dei malfattori lasciò trascorrere i 20 giorni senza mettere in pratica la sua minaccia. Alla fine accettò, il 25 gennaio 1902, di liberare le due donne per una somma inferiore a quella richiesta.

Terminò cosi l'avventura che ispirò allo scrittore francese Edmond About il romanzo intitolato, appunto, Il re delle montagne.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1942: Gli anglo-americani sbarcano nell'Africa del Nord.
1968:
I lavoratori possono circolare liberamente nei sei paesi del Mercato Comune.

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RICORDIAMOLI

ETTORE PETROLINI

Ettore PetroliniEttore Petrolini, nacque a Roma nel 1886 e vi morì nel 1936. Esordì in sale di infimo ordine come macchiettista, raggiunse la celebrità durante una tournée in America Latina nel 1907 e confermò poi il suo talento sia in spettacoli di varietà, sia nell'interpretazione di commedie proprie e altrui.

Personalità originalissima e caustica, in cui la vena popolare e romanesca coesisteva con una cultura d'autodidatta, ha fatto ricordare fra l'altro, a proposito della sua arte irripetibile e imitatissima, Plauto e la Commedia dell'Arte. Più ancora che nelle altrui o proprie commedie "regolari", l'amaro e ghignante Chicchignola.

Il suo estro dissacratore rifulse in sketches come I salamini, Più stupidi di così si muore. Impietoso ridicolizzatore di miti e di luoghi comuni creò maschere satiriche come Gastone, parodia del viveur dannunziano, evocò in chiave grottesca personaggi come Amleto, tiranni come Nerone, miti come Faust; fu più o meno inconsapevolmente legato a esperienze del suo tempo e insieme in anticipo su di esso,si pensi al suo senso dell'assurdo.

Petrolini ebbe piena consacrazione internazionale con l'invito a recitare Molière Il medico per forza alla Comédie-Française. Oltre a commedie, sketches, ecc., stampò arguti volumi autobiografici: Modestia a parte, Un po' per celia e un po' per non morire. Nel 1913 e nel 1920 aveva partecipato a due film muti: Petrolini disperato per eccesso di buonumore e il lungometraggio drammatico Mentre il pubblico ride.

Più tardi riprese l'attività cinematografica in tre film sonori, testimonianza preziosa del suo modo di recitare: Cortile nel 1930, Medico per forza nel 1931 e soprattutto Nerone anch’esso del 1930, che comprendeva una raccolta delle più tipiche macchiette di Petrolini.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO"

Ritorniamo al 23 settembre 1973, quando, finalmente, insieme con Manuela, stiamo per varare il primo concorso Artistico-Letterario che chiamammo "TALENTIADE – OLIMPIADE DI TALENTI" e che prevede il concorrere di tutte le branche artistiche e letterarie, infatti, poi, negli anni a venire (sono state fatte sedici edizioni), è stato l’unico concorso che curava la messinscena delle opere teatrali. Avemmo oltre millecinquecento concorrenti dall’Italia e dall’Estero, soprattutto dal Belgio e dalla Francia. La manifestazione si sarebbe dovuta tenere sulla Scalinata di Piazza di Spagna, l’Assessore alla viabilità c’illuse e mezz’ora prima dell’apertura della manifestazione ci giunge il divieto dall’Assessore ai Giardini; quindi ripiegammo al Caffè Fassi in Corso Italia.

Mentre mi aggiravo per i tavoli, non solo per fare gli onori di casa, ma anche per vedere se gli autori intervenuti si sentivano a proprio agio, che incontrai per la prima volta Marcello Eydalin, che aveva partecipato al concorso con la poesia "Gerbido" (fu per entrambi come se avessimo trovato la mezza mela con cui passare giornate intere a parlare di poesia e del suo cammino), giunse secondo, vinse una poesia semplice e leggera di una giovanissima, che non ho più letto da nessuna parte.

Da allora e fino al 1985 ci vedevamo tutti i giorni e la sera si andava alla libreria Croce per la presentazione dei nuovi libri, dove c’era sempre un "dissentisco" rivolto al critico di turno, specialmente quando questo era Enzo Siciliano. Ripresi la mi attività teatrale e, tra spettacoli e conferenze ero sempre fuori Roma; molto spesso, se si trattava di una conferenza veniva anche lui, ma le visite si diradarono e terminarono quando, io fui trasferito in altro ufficio e lui ritornò a Torino. Ci telefonammo per le feste moltissime volte, poi per mia pigrizia (lui lo diceva sempre sei troppo pigro, hai bisogno di un motore portante: il sottoscritto, altrimenti ti fermi); quanto avevi ragione fratello che dal cielo mi vedi e segui da vicino il mio cammino, continua a spronarmi, se lo farai il "Gerbido" diventerà coltivabile e non più brullo.

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LA POESIA DEL GIORNO

Scusate ma la poesia del giorno, oggi la dedico a Marina Salvadore de Paternos perché è il suo compleanno: auguri Marina con tutto l’amore cui sono capace.

SENZA LEVATRICE

Senza levatrice, senza manto d'azzurro
nacquero le figlie del tempo.

Senza levatrice, senza un soffio di vento
nacquero le parole che corrono a te.

Senza levatrice, senza odore di mare
nacquero i passi che vengono a te.

Senza levatrice e senza compagnia di luna
nacque questo amore che a te mi lega.

Senza levatrice venne il mare ad allacciare
il tuo corpo: mio desiderio di vita.

Senza levatrice, sono nato in te
amante e vincitore tra gli uomini
perché tu e io, siamo un'anima sola.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Editrice Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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