8 aprile 1965
I trattati firmati dai ministri
degli esteri dei Sei

I ministri degli esteri dei Sei firmano i trattati per la fusione in un unico organismo della Comunità economica europea, della Comunità economica del carbone e dell'acciaio e dell'EURATOM, l'ente europeo per l'energia atomica (sigla della Comunità Europea dell’Energia Atomica, C.E.E.A.), organizzazione intergovernativa costituita il 1° gennaio 1958, con l'entrata in vigore del Trattato di Roma (accordo firmato il 25 marzo 1957 da Belgio, Francia, Repubblica Federale di Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi.

Dette vita alla Comunità Economica Europea che entrò formalmente in vigore il 1º gennaio 1958), concluso il 25 marzo 1957 fra Belgio, Francia, Repubblica Federale di Germania, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi, per coordinare e sviluppare l'attività scientifica e industriale dei sei Paesi membri, nel settore della ricerca e dell'applicazione pacifica dei mezzi e delle tecniche nucleari. La struttura prevista dal trattato istitutivo corrispondeva sostanzialmente a quella della C.E.E., con un'Assemblea, un Consiglio dei ministri, una Commissione e una Corte di Giustizia.

Fin dal costituirsi dell'EURATOM, inoltre, l'Assemblea e la Corte operarono come organi della C.E.E.A., della C.E.E. e della C.E.C.A. Inoltre, a partire dal 1° luglio 1967, quando entrò in vigore l'accordo dell'8 marzo 1965, il processo di fusione degli organi comunitari fu esteso agli esecutivi, cioè al Consiglio dei ministri e alla Commissione; il Comitato economico e sociale è stato fin dall'inizio unico per la C.E.E. e l'EURATOM, ma comprende per quest'ultima un apposito Comitato consultivo scientifico e tecnico, i cui membri sono nominati dal Consiglio dei ministri, su proposta della Commissione, fra eminenti scienziati e tecnici nucleari.

Successivamente, nel 1973, all'ingresso nelle comunità europee di Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna, della Grecia, 1981; di Spagna e Portogallo, 1986; e di Austria, Finlandia e Svezia, 1994; la composizione degli organi comuni è variata e si è di conseguenza accresciuto il numero dei membri del comitato consultivo dell'ente. Il programma delle ricerche della Comunità è svolto dal Centro Comune di Ricerche, che opera sotto il controllo della Commissione e secondo le decisioni del Consiglio; esso si occupa anche della standardizzazione della terminologia e delle misure nel campo nucleare e può istituire centri di istruzione professionale per specialisti. Sede della Comunità è Bruxelles.

Bibliografia

R. Ducci, Breve storia di Euratom, in "La Comunità Internazionale", 1957; S.I.O.I., Enti nucleari internazionali - Statuti e Documenti, Padova, 1959; R. Monaco, Il trattato istitutivo della Comunità atomica - Confronti coi trattati della C.E.C.A. e della C.E.E., in "Rivista di Diritto Europeo", 1961.

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RICORDIAMOLI

GAETANO DONIZETTI

Gaetano Donizetti, nacque a Bergamo nel 1797. Di umile origine, compì gli studi dal 1806 al 1815 presso la scuola diretta da Simone Mayr, che, consapevole del talento dell'allievo, lo mandò a completare la formazione a Bologna presso padre Mattei. I lavori di questo periodo e i giovanili quartetti per archi rivelano una formazione basata sui classici viennesi, Gluck, Haydn, Mozart. Il compositore si rivolse subito al teatro, esordendo con Enrico di Borgogna, rappresentato a Venezia nel 1818 con discreto successo.Gaetano Donizetti

Avviata brillantemente la carriera di operista con altre significative affermazioni ottenute nel 1822 a Roma e a Napoli, continuò a produrre con la fretta che esigevano le condizioni della vita teatrale del tempo, alle quali, diversamente da Rossini, Bellini, o Verdi, non si ribellò nemmeno quando la fama conquistata gliel'avrebbe consentito.

Nel 1827 firmò con l'impresario Barbaia un contratto triennale, con l'impegno di comporre 12 opere per Napoli e di dirigere il Teatro Nuovo; nel 1830 colse una grande affermazione con Anna Bolena al Teatro Carcano di Milano; seguirono cinque opere e, nel 1832, l'Elisir d’amore, rappresentato con vivo successo al Teatro della Canobbiana di Milano.

Del 1833 sono Il furioso all'isola di San Domingo per Roma e il trionfo di Lucrezia Borgia alla Scala. Dopo il ritiro dalle scene di Rossini nel 1829, e la morte di Bellini nel 1835, Donizetti era rimasto unico grande rappresentante dell'Opera italiana.

Nel 1835, su commissione di Rossini, scrisse per Parigi Marin Faliero; per Napoli Lucia di Lammermoor; nel 1836 presentò a Venezia Belisario e a Napoli Il campanello e Betly e L'assedio di Calais. L'attività compositiva si era fatta costante, né subiva rallentamenti nel 1837,alla morte della moglie Virginia Vasselli, che il compositore aveva sposato nel 1828 e a cui era profondamente legato.

Nello stesso anno musicò infatti Pia de' Tolomei e Roberto Devereux; l'anno seguente il Poliuto, vietato dalla censura e rappresentato postumo nel 1848. Nell'ottobre 1838 lasciò Napoli e si trasferì a Parigi, dove in collaborazione con Scribe scrisse Il duca d'Alba, rappresentato postumo nel 1882; curò la versione francese del Poliuto, compose Les Martyrs e si dedicò all'opera comique con La figlia del reggimento.

Dopo la rappresentazione de La favorita il 2 dicembre 1840, compose ancora per Parigi Rita nel 1841, rappresentata postuma nel 1860, e tornò a Milano.

Nel 1842 presentò a Vienna Linda di Chamounix, che gli valse riconoscimenti dalla corte; fece quindi seguire Don Pasquale, Caterina Cornaro, Maria di Rohan e Don Sebastiano. Nell'estate 1845 la malattia mentale, i cui primi sintomi si erano già manifestati negli anni precedenti, si aggravò. Internato in una casa di cura a Ivry nel 1846, fu ricondotto a Bergamo nel 1847 e vi morì l'anno seguente.

Dei più di Settanta lavori teatrali composti in 25 anni di febbrile attività solo cinque sono rimasti nel repertorio costantemente: l'Elisir d'amore, Don Pasquale, Anna Bolena, La favorita, Lucia di Lammermoor. Le numerose riprese di opere di Donizetti dimenticate hanno consentito di ravvisare valori di primo piano in Roberto Devereux, Belisario, Linda di Chamounix, La figlia del reggimento e hanno fatto apprezzare l'abile condotta e lo spirito di certe farse in un atto dove il modello rossiniano è originariamente mediato con un gusto che fa rivivere la vitalità popolaresca della farsa napoletana. Ma pagine riuscite non mancano anche nelle molte opere che paiono per la massima parte sorrette soltanto da un sicuro mestiere musicale e teatrale, che applica formule di effetto sperimentato. Nell'opera italiana Donizetti rappresenta, insieme con Bellini, il momento del superamento del rossinismo in nome di una visione drammatica più intensamente romantica e a lui si deve, con Don Pasquale e con l'Elisir, la conclusiva trasformazione dell'opera buffa, in nome anche di un riscatto patetico del personaggio comico.

Bibliografia

G. A. Gavazzeni, Gaetano Donizetti, Milano, 1937; G. Barblan, L'opera di Gaetano Donizetti nell'età romantica, Bergamo, 1948; G. Zavadini, Donizetti, vita, musiche, epistolario, Bergamo, 1948; F. Cella, Indagine sulle fonti francesi dei libretti di Gaetano Donizetti, Milano, 1966; W. Ashbrook, Donizetti. La vita, Torino, 1986.

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IL FATTO

LISISTRATA DI ARISTOFANE (2)

Continuando il discorso iniziato ieri, per me "transpersonale", spiegato come "al di là del personale", significa che, almeno se si supera l'abisso del solipsismo implicito, al di là del mio circoscritto interesse e gli affetti immediati di funzione ego-fruitiva, come Eros, Storge e persino Philia, cioè, erotismo, sangue e amicizia, al di là, ripeto, ci sono ben due referenti, precisamente il Prossimo e Dio,come si evince dai "Nuovi Comandamenti" evangelici, ma non solo, certo, da loro.

Naturalmente, non essendo nominato l'alter-ego, nella Psicologia Transpersonale, non c'è da stupirsi che se ne perda ogni traccia nello svolgimento delle trattazioni prevalenti in essa, salvo a margine, di tanto in tanto, e senza fili di collegamento, come qualcosa che spunta fuori d'improvviso e quasi implicitamente, come qualcosa, che non meriti di essere svolto. Vi sono certo eccezioni, ma mi sembrano ancora poco e, in ogni caso, insufficienti a rimediare a quel "corto circuito" di cui parlerò tra poco. Tutto ciò è sorprendente, anche perché, per chiunque si sia interessato anche solo un poco, alla psicologia transpersonale, appare come uno dei motivi ricorrenti delle trattazioni soprattutto introduttive l'affermazione che la Psicologia Transpersonale si ricongiunge, all'interno del contesto scientifico dell'Occidente odierno, quella Psicologia Tradizionale che è stata così fiorente e ricca d'insegnamento spirituale, soprattutto orientale. Niente di più infedele, a tale insegnamento!

E' difficile trovare, infatti, un testo, almeno classico, di dottrina sapienziale senza riferimento all'Etica, spesso riferita a tutti gli esseri senzienti; mentre, non solo nell'indice analitico, ma in ogni pagina dei vari Wilber, Vaughn, Grof; Walsh fa solo apparentemente eccezione perché si è riferito, almeno in un suo testo, a un ordinario piano di morale, per giunta solo pubblica, nell'ubriacatura generale che va dall'Io all'Infinito. E dico a preferenza testo classico perché è tutt'altro che infrequente trovare questa assenza in esposizioni recenti delle vecchie vie sapienziali, all'insegna di quell'al di là del Bene e del Male tanto irresponsabile e raccapricciante quanto congeniale all'anomia e al nichilismo del mondo capitalistico contemporaneo. Insomma, dalle nuove aree, così rivoluzionarie per certi aspetti, emerge quella che pare davvero un'illusione, o comunque una dottrina di Io separatissimo. Ma è possibile un Sistema di Valori della Condotta Globale, un’Etica nel nostro senso, senza una Religione, oppure una Religione senza una Etica dell'uomo, senza Etica dell'Altro e senza Religione?

La Psicologia Transpersonale o la Religione unilateralizza l'Assoluto: ciò che qui il polo determinante è l'Infinito; l'Etica: ciò che addirittura essa significa riguarda solo il rapporto con l'Altro umano. Ma a quale costo tutto ciò? Vediamo una tipologia delle Visioni del Mondo.

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LA POESIA DEL GIORNO

SILENZI COPERTI

Quanti silenzi coperti dai sospiri
parlano e dicono parole
senz'aprir bocca, che sgorgano
dal cuore come fonte.
Il silenzio che si confonde al sospiro
è come sole che straripa a valle,
è come luna che inargenta il lago
è come il tuo sorriso canterino
è come il grido che corrompe il tuono
che rotolando va ad annunciar novella
di amore scatenato sulla cima
accompagnato dal silenzio
che s'interpone tra una parola e il riso,
che rotola, rotola ancora fino a fermarsi
ai piedi di quel cuore palpitante.
Se il silenzio, Angelo sorridente,
è grido d'amore è bello sapere
che il sole l'ha rubato e con lui
in vetta gioca a nascondino
Reno Bromuro (da «Poesie nuove).

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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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