7 settembre 1707
Buffon e la sua «Storia naturale»

George-Louis de Buffon nacque a Montbard il 7 settembre 1707.

Questo cavaliere della piccola nobiltà francese di provincia, che il re avrebbe fatto conte nel 1773 compì gli studi di diritto, a Digione, poi studiò medicina ad Angers.

Ancora molto giovane si batté in duello contro un avversario che ferì gravemente.

Fu quindi costretto a viaggiare per qualche tempo in Italia, in Svizzera e in Inghilterra.

Tornato in Francia e dimenticato il suo "caso" brigò per ottenere un posto e fu nominato intendente del Giardino del re. Naturalmente s’interessava di botanica e zoologia ma essendo uno spirito curioso ed attivissimo, era incapace di "specializzarsi" e s’interessò a tutte le discipline.

Come fisico, rinnovò l’esperienza leggendaria degli specchi ustori di Archimede, concentrando i raggi solari con l'aiuto di 168 specchi piani. In qualità di matematico, tradusse le opere dell'inglese Newton. Come scrittore, partecipò al dibattito culturale pubblicando alcuni libri in uno stile chiaro e preciso. Ma fu con la sua Storia naturale, pubblicata tra il 1749 e la sua morte, che Buffon conquistò la posizione eminente che occupa tra gli scienziati di tutti i tempi. Questa "summa" d'osservazioni precise e di nuove teorie ha avuto un’influenza determinante sullo studio dell'uomo e della sua evoluzione, reinserendo la specie umana nella serie delle altre specie animali. Mori a Parigi nel 1788.

 ***

E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1804: Gli aeronauti italiani Zambeccari, Andreoli e Grassetti sorvolano l'Adriatico in pallone.

1882: L'americano Edison illumina per la prima volta un quartiere di New York con la luce elettrica.

 ***

RICORDIAMOLI

THOAMAS ALVA EDISON

Edison inventore e industriale statunitense nato a Milan, Ohio, nel 1847; morto a West Orange, New Jersey, nel 1931.

Non compì studi regolari e iniziò a lavorare a 12 anni vendendo giornali sui treni.

Successivamente lavorò come telegrafista e i suoi primi brevetti riguardano appunto il settore delle trasmissioni telegrafiche, quale i sistemi duplice e quadruplice.

Nel 1869 depositò il brevetto per un registratore elettrico dei voti; con i diritti di questa e altre invenzioni, complessivamente registrò oltre 1200 brevetti, costruì nel 1869 il primo laboratorio di ricerca a Newark, da dove si spostò successivamente nel 1876, nel famoso laboratorio di Menlo Park.

Qui realizzò le sue più famose invenzioni: il microfono a carbone nel 1876, il fonografo nel 1877, la lampadina elettrica nel 1879, che presentò all'Esposizione di Parigi del 1881. E poi l’anno successivo, 1882, illuminò un intero quartiere di New York.

Negli stessi anni perfezionò la dinamo e progettò le prime centrali elettriche a New York, Londra e Milano.

Nel 1887 trasferì il laboratorio a West Orange e lo organizzò secondo un metodo teso sia a sperimentare senza preclusioni teoriche la realizzabilità di ogni idea, modificandola per successivi tentativi, sia a perfezionare invenzioni dovute ad altri, onde renderle più facilmente producibili e commerciabili.

Tra le maggiori acquisizioni di questo periodo sono da segnalare la scoperta dell'effetto termoelettronico del 1883, noto anche come effetto Edison-Richardson; il cinetografo e il cinetoscopio, brevettati nel 1891; l'accumulatore al ferro-nichel che porta il suo nome nel 1900. Durante gli anni della Prima guerra mondiale si occupò di chimica organica per produrre negli U.S.A. le sostanze precedentemente importate dalla Germania. In seguito studiò, con Ford e Firestone, i problemi sollevati dalla produzione della gomma artificiale.

 ***

L’ANEDDOTO

PERSONAGGI PADULESI  "Eleonora"

Dopo 12 anni che vivo in questo quartiere, ieri per la prima volta l’ho girato tutto; mi hanno fatto correre da un punto all’altro alla ricerca di una clinica a lunga degenza: niente.

Mi hanno detto che c’è un centro anziani, ma l’anno situato in aperta campagna; stanco sono andato a riposare nel giardino della Parrocchia dove m’incontro con i ragazzi per le prove. Dopo un po’ è venuta a sedersi accanto una simpatica donna un po’ avanti cogli anni; ha tirato fuori della borsa di plastica un gomitolo di lana e il dietro di un maglione ed ha preso a sferruzzare (mi ha ricordato zia Alessandra, che non faceva altro dalla mattina alla sera), e sferruzzando, mi ha interpellato col nomignolo che i miei compagni usavano per prendermi in giro:

- Allora, Mezzò, l’hai trovato a Luigi?

Dio mio, ma ‘sti padulesi sono dappertutto?

- La colonia maggiore è a Monteverde. Ci sei stato a domandare ai compaesani che abitano là?

- Chi ci ha pensato. Lui mi disse che abita qui alla Rustica.

- Quando viene da me, si. Ma come arriva riparte e ritorna quando gli va. Lo sai che viene a piedi da Monteverde e vi ritorna a piedi?

- Avevamo appuntamento per il mattino seguente, perché è andato via?

- E’ venuto a casa dopo che ti ha lasciato e mi ha fatto una di quelle scenate che ti fanno sentire tanto, tanto giovane dentro, una scenata di quelle che ti tolgono il peso degli anni. Ha avuto il coraggio di dire che io ero venuta ad abitare alla Rustica perché ci abiti tu. Ci pensi, alla nostra età?

- E perché questa gelosia?

- Perché i mariti sono come gli ariete, partono sempre a testa bassa, e… Sai che ripete sempre quel cavolo di proverbio che gli dicesti tu, oltre cinquant’anni fa?

- Il proverbio che dissi io?

- Sì. Te lo sei scordato, Mezzò? Quel proverbio cinese che recita "… quando vai a casa batti la moglie, lei non ti chiederà mai il perché, poiché sa che qualcosa contro la tua volontà ha fatto"

- Scusami, ma perché dovrebbe avercela con me?

- Ti sei scordato che una sera ci colse mentre facevamo l’amore dietro un cespuglio nella Villa Comunale?

- Ma avevamo si o no, quattordici anni; e fu durante una mia venuta a Paduli per la festa di San Rocco.

- Sì, ma vaglielo a mettere in testa che son passati cinquantasei anni!

- Tu, sei Eleonora?

- Mi chiamavi l’eroina de "La forza del destino"

- Allora mi affido a te, il 13 settembre vorrei che foste miei ospiti, e per festeggiare il nostro incontro e il compleanno di Luigi. Prometti?

Chi l’avrebbe mai detto? Eleonora!

Domani vi racconterò la storia di Eleonora, che a tredici anni fu stuprata da sette mascalzoni.
Ma… arrivederci a domani.

***

LA POESIA DEL GIORNO

OCCHI CHE NON CAPIVANO

12
Non muore nessuno ed io rimango
accanto ad Angelina, nello stesso banco;
e come ieri, le ho fatto ancora i compiti.
"La pioggerellina di marzo..."
diceva la maestra ed Angelina
ha scritto sul quaderno: "oggi t'aspetto!"
Ho dimenticato dove mi trovavo:
m'ha stretto la mano e m'ha sorriso.

Mi è costato veramente caro:
la maestra mi ha fatto zappare
piantare barbabietole e patate
nell'orto preparato nella villa.

13
Ci hanno riuniti nel piazzale della Villa
tutti in divisa, schierati.
Sul balcone della mia scuola
hanno messo l'apparecchio radio
sopra un tavolino, coperto dal tricolore.

Il capo ha parlato e ha detto: "GUERRA!"
Hanno applaudito...

Mio nonno mi ha messo una mano sulla testa
sarà infinita, ha detto, molti anni,
però sono contento per te:
questo è l'inizio della fine.

14
Mi sono svegliato, mio padre non c'era. (2)
E' partito, è stato richiamato!
Mamma, quando rivedrò mio padre?

Avevo otto anni, due mesi
e venticinque giorni: ieri.

2) Era la mattina del 27 settembre 1940

Reno Bromuro da «Poesie della Vita» Ursini Editore Catanzaro 1991

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE