7 novembre 1455
Riabilitazione di Giovanna d'Arco

Giovanna d'Arco fu arrestata il 23 Maggio 1450 sotto le mura della città di Compiègne. Quando il duca di Bedford, che comandava l'esercito inglese in Francia, ne venne a conoscenza ordinò che fosse recitato un Te Deum.Giovanna d'Arco Il vescovo di Beauvais che era devotissimo al duca chiese che Giovanna fosse consegnata agli inglesi. Il duca di Bedford in effetti perseguiva due scopi: da un lato impedire a Giovanna d'Arco, dalla quale era stato diverse volte sconfitto, di riprendere a combattere e, dall'altro, screditarla agli occhi dei francesi facendola condannare com’eretica.

Giovanna d'Arco per un compenso in denaro fu consegnata agli inglesi. Subito dopo iniziò il processo, che richiese una fase istruttoria di quattro settimane e due mesi di dibattito... Il tribunale, presieduto dal vescovo di Beauvais, era formato da religiosi fedelissimi agli inglesi. Ad ogni domanda, la giovane rispondeva: "Sono cristiana e morirò da cristiana".

Fu condannata il 28 maggio 1431 e bruciata viva due giorni dopo in una piazza di Rouen. Il 7 novembre 1455, il re di Francia Carlo VII ordinò di aprire il processo di riabilitazione nel corso del quale furono evocate la santità della vita di Giovanna e la purezza della sua fede.

Il confessore che aveva accompagnato Giovanna al rogo, riferì che tutti i presenti piansero, compreso, il cardinale d'Inghilterra, e che tra le fiamme la giovane non "cessò d'implorare il nome di Gesù".

Riabilitata, Giovanna d'Arco fu canonizzata nel 1920 e proclamata patrona della Francia.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1856:Gli aeronauti Green, Holland e Monk-Mason, a bordo del pallone Royal Vaux Hall, compiono la traversata della Manica, che è la prima effettuata dagli inglesi.

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RICORDIAMOLI

EDMOND ABOUT

Edmond About romanziere e giornalista francese nacque a Dieuze nel 1828, morì a Parigi nel 1885. Tra i più brillanti pubblicisti del Secondo Impero, ha dato alla narrativa qualche opera di buona fattura e dal piglio disinvolto e satirico che può talvolta reggere a una lettura odierna: Les mariages de Paris nel 1856, Le roi des montagnes nel 1857, Le cas de M. Guérin nel 1862, L'homme à l'oreille cassée sempre nel 1862) e Le nez d'un notaire nello stesso anno. Seppe esercitare con sottile arguzia l'arma della polemica antibonapartista e liberale in numerosi saggi e articoli come Le progrès del 1864 e Le XIX siècle, raccolta di articoli comparsi sull'omonimo giornale, da lui fondato nel 1871. Nel 1884 fu ammesso all'Académie Française.

L’Académie Française è una società di letterati e studiosi, fondata nel 1635 per volere di Richelieu e ufficialmente riconosciuta da Luigi XIII. Suo scopo essenziale era il controllo della lingua attraverso uno studio approfondito e la riforma della stessa, così che fin dal 1639 fu intrapresa, sotto la direzione di Vaugelas, la preparazione di un Dizionario, terminato solo nel 1694 e seguito da numerose altre edizioni.

Solo nel 1932 ha visto la luce una Grammatica che pure figurava tra i lavori indicati dallo statuto di fondazione dell'Académie. Le due opere tendono a stabilire quale sia il corretto uso della lingua e rifuggono quindi da impostazioni culturali dotte e astratte; a tal fine l'Académie Française pubblica ogni due anni osservazioni sull'evoluzione della lingua francese.

Formata da un gruppetto di letterati che avevano semplicemente preso l'abitudine di riunirsi, intorno al 1629, in casa di Valentin Conrart, con Godeau, de Gombauld, de Malleville, si allargò ad altri letterati, come de Boisrobert, Chapelain, Desmarets de Saint-Sorlin, Colletet, de Balzac, Favre de Vaugelas, fino a raggiungere il numero di 40 membri, nel quale furono compresi, con il passare del tempo, scienziati, giuristi, medici, uomini di Stato, marescialli di Francia ed ecclesiastici e, nello stesso campo umanistico, poeti drammatici e lirici, critici, storici, filosofi e giornalisti, e così via fino al cineasta René Clair, eletto nel 1960.

La società ha subìto durante la sua storia due sole gravi interruzioni: la soppressione del 1793, seguita nel 1803 dalla ricostituzione come classe dell'Institut de France, nell’attesa della ristrutturazione sotto la primitiva denominazione, attuata all'avvento della Restaurazione; e la sospensione delle elezioni durante l'occupazione tedesca della Seconda Guerra Mondiale, seguita anche da alcune destituzioni per opera del governo, dopo la Liberazione.

Caso raro questo, così come quello di dimissioni Dupanloup, nell'Ottocento. Per entrare a far parte dell’ Académie, secondo la tradizione i candidati presentano al direttore o al segretario perpetuo una lettera di richiesta d’accettazione; il capo dello Stato deve approvare l'elezione del candidato "All'immortalità", questo è il motto del sodalizio, e costui è tenuto, una volta ammesso, a pronunciare un discorso di ringraziamento e di elogio del predecessore; ogni giovedì i membri si riuniscono in seduta segreta. Alla sua testa vi sono un direttore e un cancelliere, eletti per tre mesi, e un segretario perpetuo. Le donazioni a essa intestate costituiscono il fondo dal quale si prelevano le somme stanziate per i premi che vengono assegnati per attività artistiche e scientifiche.

Bibliografia F. Masson, L'Académie Française (1629-1793), Parigi, 1912; R. Peter, La vie secrète de l'Académie Française, Parigi, 1934; P. Gaxotte, L'Académie Française, Parigi, 1965; E. Ionesco, Antidotes, Parigi, 1977.

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L’ANEDDOTO PERSONAGGI PADULESI "IL TERREMOTO"

Di terremoti, nella mia esistenza, ne ho vissuti tanti, tra sismici, sentimentali e puntigliosi. Ve ne parlerò non in ordine cronologico, come sarebbe d’obbligo, ma come mi ritornano alla memoria.

Giugno 1973, invio un manoscritto ad una Casa Editrice che vendeva i libri tramite prenotazione con cedola libraria (una raccolta di poesie che titolai: "Il vaso di cristallo", ci mettemmo d’accordo, peccato che la mia… timidezza mi faceva diventare afasico perciò non chiedevo mai di mettere nero su bianco. Avrebbe stampato delle cedole librarie e il costo del libro subordinato alla vendita, se avessi venduto oltre le cinquecento copie, avrei ricevuto il 15% di diritti d’autore.

Ricevetti le cedole librarie e siccome occupavo un posto di rilievo, nell’azienda con cui mi ero prostituito per la "minestra" (il nostro pane quotidiano), alcuni amici si diedero da fare e riuscirono ad inviare cedole e soldi per seicento copie del libro.

Passa un anno, del libro niente, scrivevo e non ricevevo risposta, mi recai a Firenze per vedere personalmente come stesse la situazione. Mi riferirono che si erano trasferiti a Bologna, visto la subitanea espansione dell’iniziativa. Dopo un mese mi recai a Bologna, non c’erano più, si erano trasferiti a Milano.

In poche parole, i colleghi che avevano acquistato la copia del libro volevano i soldi da me, ed avevano ragione. La testardaggine è forte, sono costante nei sentimenti, ma anche nella perseveranza, perciò mi recai di nuovo a Firenze e trovai una signora che con una cartellina in mano, mi fece capire, anzi lo disse chiaro e tondo, che se volevo che il libro fosse stato pubblicato dovevo dare settecentomila lire; che le cedole pervenute erano prive della ricevuta del vaglia.

Al mio ritorno a Roma mi feci dare, da tutti coloro che avevano prenotato un libro, le ricevute dei vaglia cui feci le fotocopie e inviai a Firenze. Passato altro, tanto, tempo, mi recai di nuovo a Firenze ma questa volta, erano spariti sia da Firenze, sia da Bologna, sia da Milano. Il libro non è mai stato pubblicato, io ho rimborsato i colleghi ed ho chiesto scusa per l’inconveniente.

Tramite l’invio di questa cedola libraria anche ad amici scrittori con i quali ero in stretta corrispondenza, conobbi Manuela, una bravissima poeta; in Francia era considerata la "poetessa dell’amore", la quale visto la stretta visione tramite, un racket letterario, sottile e ben ramificato i cui tentacoli di piovra si allungavano in ogni parte del mondo artistico e chi pagava erano i principianti e i poco conosciuti, lanciò il guanto a Montale per una sfida poetica pubblica: "Due attori o più avrebbero letto le poesie di entrambi e il pubblico avrebbe dovuto votare il poeta più "VATE". Naturalmente Montale rifiutò dando alla gentilissima e dolce Manuela del mentecatta.

Mi venne l’idea di combattere questo stato di cose e iniziai un giro di conferenze sul tema "IL RACKET DELL’ARTE E IL VALORE UMANO DELLA POESIA"; il 26 settembre 1976, al ritorno di una giro di conferenze in Sicilia, mi trovai in strada…

(Ricordatemi dove sono rimasto che domani vi racconterò e vi farò ascoltare anche lo scoppio della "bomba").

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LA POESIA DEL GIORNO

TIRANNO IL TUO SGUARDO

Tiranno il tuo sguardo
despota il tuo sorriso
inumano il tuo gorgoglio
argentino, AMORE!

Non guardarmi così
non sorridermi più
schiaffeggiami
calpestami ma
non torturarmi:
ti amo.

Non dico basta, non posso;
se lo dicessi morirei
eppure so
sarai il mio calvario
ma ti amo.

Reno Bromuro (da "Se m’addormento" Edizione in proprio per contestare certa editoria)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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Reno Bromuro
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