6 ottobre 1965
Federico Fellini

II 6 ottobre 1965 veniva proiettato in anteprima mondiale Giulietta degli spiriti, il film di uno dei più originali registi del cinema italiano: Federico Fellini.

Nato a Rimini nel 1920, trascorse l'infanzia e la prima fanciullezza in un ambiente provinciale sognando di evaderne un giorno e intraprendere la carriera giornalistica.

Terminato il liceo, si trasferì prima a Firenze, dove lavorò presso una casa editrice, poi a Roma, dove entrò in contatto con l'ambiente giornalistico e cinematografico.

Cominciò a lavorare per il cinema e per la radio, scrivendo copioni e, dopo la guerra, scrisse la sceneggiatura del film Roma, città aperta, uno dei capolavori del regista Roberto Rossellini.

Successivamente collaborò alla sceneggiatura di una dozzina di film, fino al suo esordio nella regia con Luci del varietà, nel 1951.

Fu l'inizio di un'attività che si sarebbe dimostrata sempre più matura e completa col passar degli anni.

Già nel suo primo film emergono i motivi di fondo dell'opera felliniana, che si possono riassumere in una continua ricerca autobiografica, in un continuo scavare nei ricordi del proprio passato.

I vitelloni, La strada, Le notti di Cabiria s’imperniano su soggetti e personaggi differenti, ma la sostanza rimane sempre la stessa: il mondo dei ricordi d'infanzia e d'adolescenza. Lo stesso bisogno di esplorare più apertamente il proprio passato ha portato Fellini a comporre i suoi capolavori: La dolce vita, Otto e mezzo, fino al più recente Amarcord, dove si rivela artista di primo piano e regista veramente geniale.

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E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1873: L'americano Donaldson lascia New York a bordo di un pallone, diretto in Europa. La tempesta lo costringe ad atterrare nel Connecticut.

1925: Apertura della Conferenza di Locarno per consolidare la pace dell'Europa nel dopoguerra.

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RICORDIAMOLI

GIULIETTA MASINA

Giulia Anna Masina, detta Giulietta, avrebbe compiuto settantanove anni il 22 febbraio, essendo nata nel 1921 a San Giorgio di Piano, provincia di Bologna.

Laureata in lettere, attrice di prosa nella compagnia del GUF di Roma, tra il 1941 e il 1942 si esibì alla radio in un programma scritto da un certo Federico Fellini che sposò nel 1943.

Sullo schermo esordì nel 1948 in Senza pietà, un bellissimo film di Alberto Lattuada.

Il marito collaborò al soggetto, alla sceneggiatura e alla regia. Per la sua interpretazione, meritò un Nastro d’argento come attrice non protagonista.

Lo stesso premio lo meritò nel 1950 per Luci del varietà, sempre con Lattuada e Fellini.

Il film, nonostante la collaborazione di Flaiano e Pinelli alla sceneggiatura, la chiave affettuosamente ironica e un acuto senso del grottesco, fu un fiasco commerciale e a pagarne le conseguenze fu Lattuada, che aveva messo capitali personali. Nel film, compariva anche una certa Sophia Lazzaro (oggi Sofia Loren), nelle vesti di una ballerina.

Nel 1951 interpreta Lo sceicco bianco, con Alberto Sordi, impersonando una prostituta dal cuore grande, che le resterà appiccicato, come ebbe modo di lamentarsi. Nel 1954 interpreta, sempre diretta dal marito, La strada, film che con il personaggio di Gelsomina e l’Oscar vinto come miglior film straniero, le darà fama e onori internazionali.

Nel 1955 interpreta Il bidone. Bel film girato faticosamente, infatti, l’attore Broderick Crawford era perennemente ubriaco durante le riprese, massacrato dai tagli, ma che segna il passaggio tra il primo Fellini e la maturità. Il film fu criticato al Festival di Venezia, dove non fu apprezzata la rilettura della Grazia che può riscattare tutta la vita fatta dal regista.

Nuovo Nastro d’argento personale, e Oscar come miglior film straniero, nel 1956-57 per Le notti di Cabiria. Nel 1958 è Fortunella, per la regia di Eduardo De Filippo, e benché il film sia piuttosto inconsistente, lei e Alberto Sordi riescono a prodursi in autentici pezzi di bravura. Nel 1959 gira con Anna Magnani Nella città l’inferno, e la loro interpretazione è definita di grande intensità, poi gira in Germania La donna dell’altro e La gran vita, partecipa con qualche particina a film diversi. Nel 1965 è in Giulietta degli spiriti. Secondo i critici, dà la sua interpretazione migliore. Nel frattempo, recita in teatro interpretando nel 1947 Angelica e nel 1951 Gli innamorati.

Nel 1974 compare nello sceneggiato televisivo Eleonora. Dopo alcuni anni d’inattività, eccola di nuovo alla ribalta nel 1985, interpretando Frau Holle, film tratto da una favola dei fratelli Grimm. Film colorato, ma infantile secondo la critica, e Ginger e Fred, che secondo alcuni è un attacco alla televisione, con la sua volgarità e i suoi sponsor. È un successo di critica e di pubblico. Presentato a Parigi l’11 gennaio del 1986, tra gli spettatori c’è anche il presidente francese Francois Mitterand. Sempre in quell’anno partecipa alla serie di telefilm Sogni e bisogni diretti da Sergio Citti.

Il 31 ottobre 1993 muore il marito Federico Fellini, il 23 marzo 1994 si spegnerà anche lei.

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L’ANEDDOTO

PERSONAGGI PADULESI "IL PREMIO LETTERARIO"

Per due giorni vi ho parlato di un aneddoto relativo al teatro, ci ritorneremo perché dal 1953 al 2001, ce ne sono da raccontare.

Oggi, invece, voglio raccontarvi quanto accadde al Premio Salvator Rosa di Roma (credo non esista più).

Mi invitarono a partecipare ed inviai le solite tre poesie, pagai la bella tassa di partecipazione (mi è sempre piaciuto provare sulla mia pelle gli imbrogli) e fui tra i finalisti, i quali avevano la fortuna di sentire lette le proprie opere da attori "famosi".

Tre giorni prima della premiazione mi telefonò l’attrice "famosa" e mi chiese se andavo a leggere le poesie del concorso, perché a leggere lei da sola una ventina di poesie sarebbe diventata una cosa monotona.

Cercai di respingere l’invito adducendo (senza presunzione) che ero un partecipante e la mia poesia sarebbe stata avvantaggiata nei confronti delle altre. Mi assicurarono che ciò non avrebbe avuto nessuna influenza perché c’era una giuria seria che non si sarebbe fatta influenzare ma avrebbe guardato il testo.

Si inizia con in brano musicale, poi do la precedenza alla donna per la lettura, poi toccò a me e ancora alla ragazza. Cominciai a vedere un movimento strano, m’insospettii e quando toccò a me di leggere prima di iniziare, mi si avvicinò un membro della giuria pregandomi di rileggere una poesia che avevo già letto.

Dissi che non lo avrei fatto perché la rilettura avrebbe influenzato il pubblico estratto a sorte che avrebbe dovuto votare, l’organizzatore e fondatore del premio, mi impose di fare quanto mi era imposto di fare.

Non dissi una sola parola (ma quanto mi costò!), appena mi accesero il microfono dissi con tutta la forza rabbiosa contro questo stato di cose (bandire un premio, prendere i soldi della tassa di lettura, avendo già in "corpore" il vincitore, prendendo per il… naso tutti gli altri concorrenti), vi avverto aprite gli occhi e rifatevi dare i soldi della tassa di lettura che avete pagato, ve lo dico come presidente dell’Associazione Internazione Artisti della Poesia della Vita, che protegge e difende l’autore contro questi premi imbroglioni e imbroglioncelli, intanto ritiro la mia opera dal concorso per vizio di forma, ma come attore, perché sono stato pagato, continuerò a leggere le vostre poesie, pregandovi di fare più chiasso possibile quando rileggeranno la poesia del Prof. già letta.

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LA POESIA DEL GIORNO

OCCHI CHE NON CAPIVANO

UN CORRERE (17)

Un correre, un bisbiglio frettoloso
nell'alba radiosa è primavera
il nonno giacca in bocca
scarpe slacciate corre per le scale
abbottonandosi la patta dei calzoni.

"E' ritornato! - dice - E' ritornato!
il cuccioletto e ritornato a casa!"

Pasqua giuliva, odor di biancospini.
(17) Pasqua 1946.

Reno Bromuro da «Poesie della Vita» Ursini Editore Catanzaro 1991

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

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