6 marzo 1999
Emma Bonino
accetta la candidatura al Quirinale
Emma Bonino ha accettato la candidatura al
Quirinale, sostenuta da un comitato
di radicali. Emma Bonino è nata a Bra,
Cuneo, nel 1948. Già al fianco di Marco
Pannella nato a Teramo, nel 1930; il quale
dopo aver militato nella corrente di sinistra
della Gioventù Liberale, nel 1956
partecipò alla rifondazione del Partito
Radicale, sciolto nel 1961 ma tenuto in
vita dallo stesso Pannella come gruppo di
posizione libertaria. Ricostituito nel 1975 il
Partito Radicale, Pannella n’è
stato a più riprese segretario,
nonché leader
carismatico, segnalandosi come promotore
d’importanti campagne d’opinione pubblica, quali
divorzio, obiezione di coscienza, abrogazione
del concordato, aborto, fame nel mondo, diritti
umani, droga.
Deputato nazionale dal 1976 ed europeo dal 1979, ha propugnato la trasformazione "transnazionale" del Partito Radicale, e del Partito Radicale transnazionale ha assunto la presidenza nel 1993. Nel 1992 è stato rieletto deputato per la Lista Pannella e alle politiche del 1994 la sua formazione non ha superato lo sbarramento del 4% e lo stesso Pannella non era rieletto. Alcuni esponenti della sua Lista sono stati lo stesso eletti, grazie al maggioritario, con il polo di centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, con il quale Pannella aveva stretto un'alleanza.
Anche nelle elezioni politiche anticipate del 1996, la sua lista, nell'occasione abbinata a quella del forzista Sgarbi, non andava oltre l'1,9%. Nel 1994 fu confermato parlamentare europeo, carica dalla quale si dimise due anni dopo per il sistema di rotazione in uso tra i radicali. Nelle amministrative del 1997 è stato eletto consigliere comunale a Roma nella Lista Pannella, antiproibizionista e referendaria, e nel 2002 è stato nominato presidente-coordinatore del Partito radicale transnazionale. La Bonino, durante la campagna referendaria a favore del divorzio, dal 1976 è stata sempre eletta deputata nelle file radicali. Dal 1993 al 1994 è stata segretaria del Partito radicale. Commissario europeo dal 1995 al 1999, si è distinta in questo ruolo internazionale ottenendo importanti riconoscimenti: di particolare coraggio le testimonianze del suo impegno politico e civile in favore dei Paesi in guerra. Presentatasi sotto il simbolo "Lista Bonino" alle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo del giugno 1999, è stata eletta deputato, conseguendo un notevole successo.
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RICORDIAMOLIFERDINANDO MAGELLANO
Magellano, nacque a scabrosa, Portogallo, nel 1480, morì nell’isola di Mactan, Filippine, nel 1521. Dopo aver navigato per molti anni nel Mediterraneo e nell'Oceano Indiano, si dedicò a studi nautici e cosmografici, in base ai quali maturò la convinzione che le isole Molucche, da cui proveniva la maggior parte delle spezie destinate al mercato europeo, potessero essere raggiunte più rapidamente attraverso l'Oceano Atlantico, doppiando la punta meridionale del continente americano e attraversando poi il mare che separa l'Asia dall'America.
Il progetto, non considerato dal re del
Portogallo, fu ben accetto a Carlo Quinto di
Spagna,
desideroso di verificare se le
Molucche si trovassero nel campo di influenza
spagnolo, cioè a Est dell'antimeridiano della
raya, linea tracciata dal papa Alessandro
Sesto a divisione delle sfere d’azione
portoghese e spagnola, riconosciuta dal
Trattato di Tordesillas. La spedizione
partì dal porto spagnolo di Sanlúcar de Barrameda
il 20 settembre 1519, forte di cinque navi, la
Trinidad, la San Antonio, la
Victoria, la Concepción e la
Santiago, con a bordo duecentosessantacinque
uomini, tra cui ventiquattro italiani. Toccate le
Canarie, Magellano passò al largo del Capo
Verde e raggiunse le coste brasiliane, quindi
quelle argentine che costeggiò fino all'estuario
del Río de la Plata, il 10 gennaio 1520.
Trascorso l'inverno presso la baia di San Julián, proseguì il viaggio verso Sud; perduta la Santiago, si inoltrò nello stretto che porta il suo nome: qui l'equipaggio si ammutinò e la San Antonio fece rotta verso la Spagna. Il 28 novembre 1520, dopo oltre un mese di navigazione, uscì dallo stretto con tre navi ed entrò nell'Oceano che chiamò Pacifico, per le sue acque eccezionalmente tranquille. La traversata si concluse il 6 marzo 1521 quando le navi raggiunsero l'isola di Guam, nelle Marianne. Di qui fece vela verso le Filippine di cui iniziò la conquista in nome del re di Spagna, ma nell'isola di Mactan fu ucciso da alcuni indigeni, esasperati dagli esosi tributi loro imposti.
Il comando della spedizione fu assunto quindi dallo spagnolo Juan Sebastián Elcano che, data alle fiamme la Concepción, priva di equipaggio, raggiunse finalmente le Molucche l'8 novembre 1521. La Trinidad, partita con l'intenzione di riattraversare il Pacifico, fu distrutta dai Portoghesi, mentre la Victoria, l'unica rimasta, salpò dalle Molucche il 21 dicembre 1521 e, doppiato il Capo di Buona Speranza, raggiunse le isole del Capo Verde e quindi, con soli diciotto marinai a bordo, Sanlúcar de Barrameda, il 6 settembre 1522: per la prima volta era stata così compiuta la circumnavigazione del globo. Del viaggio rimangono numerose relazioni: la più celebre è quella del vicentino Antonio Pigafetta.
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IL FATTO
Il ruolo dell'istruzione e dell'urbanizzazione
Nella pratica, la scuola ebbe, nei decenni successivi all'Unità, un ruolo fondamentale nel processo di diffusione della lingua comune in tutte le regioni e in sempre più larghi strati sociali, sebbene l'obbligo dell'istruzione elementare, sancito fin dal 1860, abbia trovato piena applicazione solo sul lungo periodo; importanti furono in questo senso anche le migrazioni interne e la crescente urbanizzazione della popolazione, che favorirono l'indebolimento degli idiomi locali a vantaggio dell'italiano.
Un altro fattore di diffusione dell'italiano derivò dall'unificazione amministrativa, che richiese la creazione di un corpo di burocrati, di funzionari del nuovo Stato, costretti ad abbandonare il loro dialetto d'origine nell'esercizio delle loro mansioni. Anche la creazione di un esercito nazionale modificò le condizioni linguistiche del Paese, perché il servizio militare obbligatorio, allontanando per un certo tempo gli individui dai luoghi d'origine e immettendoli in ambienti linguistici diversi ed eterogenei, contribuì a indebolire le tradizioni dialettali.
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LA POESIA DEL GIORNO
‘NA FENESTA E ‘A FUNTANELLA
Gradelle sulitarie d’’o Petraro
Addò sagliev’’a primma gioventù,
ve cunsumaie cu ‘stu chianto amaro
pe’ chi tradette e nun vedette cchiù!
Fenestella d’’o Petraro
Nun te pozzo maie scurdà!
Serenate a ghiurno chiaro,
po’ me jette a rinfrescà
a ‘nu filo e funtanella
che rideva comm’a che:
dint’’a casa ‘e Nanninella
jeva n’ato appriess’a me.
Fenesta ‘nchiusa, l’ellera tenace,
ca te cummoglia è l’infelicità
‘e chisto core mio ch’è senza pace.
‘A funtanella sape ‘a verità.
Reno Bromuro (da «Poesie sparse»)
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Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno
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L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato
Reno Bromuro |

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