6 dicembre 1921
Proclamazione dello Stato libero d'Irlanda

L'occupazione inglese dell'Irlanda aveva avuto inizio con Enrico Secondo intorno al 1170; tuttavia essa non fu mai completa del tutto. Nei confronti dell'Inghilterra, l’Irlanda rimase, infatti, in una costante posizione d'autonomia, che fu mantenuta nei sette secoli e mezzo che seguirono. Col passar del tempo, Inghilterra e Irlanda divennero sempre meno facilmente amalgamabili in una compatta unità politica.

Diversa era la struttura economica dei due paesi, l'Inghilterra aveva intrapreso con Elisabetta Prima la via del commercio e dei traffici marittimi, l'Irlanda era dedita soprattutto all'agricoltura e alla pastorizia. L'antagonismo fu aggravato dalle divisioni religiose. Si aggiungano a tutto ciò le frequenti leggi restrittive sul commercio che favorivano la Gran Bretagna danneggiando enormemente l’Irlanda, e si capirà perché l'Irlanda continuò a lottare nei secoli per la propria autonomia.

L'insurrezione del 1916 portò alla proclamazione della repubblica; nel 1919 si costituì il parlamento dell'Irlanda libera, mentre il parlamento del Nord restava a far parte del parlamento inglese. Dopo due anni di guerriglia sanguinosa tra nazionalisti irlandesi ed esercito inglese, il 6 dicembre 1921 l'Irlanda fu proclamata Stato libero, ma ancora nella condizione di dominion.

 ***

E’ SUCCESSO QUEL GIORNO:

1970: Il cancelliere tedesco Willy Brandt si reca a Varsavia per firmare il trattato di pace tedesco-polacco.

 ***

RICORDIAMOLI

WILLY BRANDT

Willy Brandt nacque a Lubecca nel 1913, si spense a Unkel, Bonn, nel 1992.

Militante socialdemocratico già a diciassette anni, all'avvento del nazismo riparò prima in Norvegia e poi in Svezia, abbandonando il nome originario di Herbert Karl Frahm. Willy BrandtCome giornalista fu in Spagna durante la guerra civile. Rimpatriato nel 1945, riprese la cittadinanza tedesca e nel 1949 fu eletto deputato della S.P.D. al Bundestag.

Dirigente del partito a Berlino-Ovest dal 1950, divenne il braccio destro del borgomastro, di cui occupò il posto, dopo Otto Suhr, nel 1957, acquistando ben presto un vasto prestigio anche fuori della Germania come rappresentante della metropoli divisa. Chiamato alla presidenza nazionale della S.P.D. nel 1964, contese senza successo il cancellierato della Repubblica Federale ad Adenauer e a Erhard nelle elezioni del 1961 e del 1965, ma nel dicembre 1966, formatasi la "grande coalizione" fra democristiani e socialdemocratici, divenne vicecancelliere e ministro degli Esteri.

Nell'ottobre 1969, in seguito all'alleanza della S.P.D. con i liberali, assunse la guida del governo di Bonn, con un programma di riforme economico-sociali e di apertura all'Est, pur mantenendo saldi legami con l'Occidente e continuando a promuovere l'integrazione europea. Nel 1970 firmò i trattati di rinuncia alla forza e di riconoscimento dello status quo territoriale con l'Unione Sovietica e la Polonia e l'anno successivo ottenne il premio Nobel per la pace. Date le dimissioni da cancelliere nel maggio 1974, a causa dello scandalo provocato dalla scoperta dell'attività spionistica a favore della Repubblica Democratica Tedesca svolta dal suo collaboratore Günther Guillaume, fu in seguito eletto nel 1976 presidente dell'Internazionale Socialista e deputato al Parlamento Europeo nel 1979.

Dimessosi dalla presidenza della S.P.D. nel giugno 1987, fu eletto presidente onorario del partito stesso conservando altresì la presidenza dell'Internazionale Socialista, che lasciò poi nel 1992. Figura tra le più significative della scena politica di questo dopoguerra, ha scritto fra l'altro un'autobiografia nel 1960 "La mia strada verso Berlino" e nel 1968 "Politica di pace in Europa". Prima di morire ebbe modo di vedere la riunificazione della Germania, un sogno che aveva lungamente coltivato, come dimostra la determinazione con la quale aveva ideato la sua politica.

 ***

IL FATTO

L’ITALIA NELLO SPORT

Fausto CoppiIl 19 luglio 1952 Fausto Coppi vince il trentanovesimo Tour de France. Le quindicesime Olimpiadi si aprono a Helsinki.

L'Italia conquista otto medaglie d'oro, nove d'argento e quattro di bronzo, collocandosi al quinto posto nella classifica per nazioni.

Vincono la medaglia d'oro: Giuseppe Dordoni (marcia 50 km), Bolognesi (pugilato, pesi leggeri), Edoardo Mangiarotti (fioretto maschile), la squadra maschile di fioretto:Mangiarotti, Roberto Battaglia, Franco Bertinetti, Giuseppe Delfino, Carlo Pavesi, Irene Camber (fioretto femminile), Agostino Straulino e Nicolò Rode (vela classe star), la squadra ciclistica di inseguimento Loris Campana, Mino De Rossi, Guido Messina, Marino Morettini ed Enzo Sacchi (ciclismo, velocità).

***

UN LIBRO AL GIORNO

LUCA GANDOLFI "MATRICOLA 375161"

Uno degli aspetti più interessanti, della narrativa moderna, ma ancora poco evoluti è l'interesse metodologico e critico che dia sviluppo e dimostrazione della caratterologia, ora ancora poco progredita allo stato di scienza autonoma in confronto della psicopatologia generale, da quando le recenti ricerche sperimentali hanno dimostrato la possibilità di distinguere oggettivamente gli elementi costanti e quelli plastici del carattere.

Dall’esame di questa prima specie di prospettive del carattere, analizzate da Luca Gandolfi, in questo libro, emerge una rappresentazione costante, sia in senso ontologico-realistico sia in senso funzionale-armonico, alla quale appartengono poteri determinanti, paralleli o interferenti alle determinazioni della volontà e alle tendenze abituali e istintive.

La sintesi tra un personaggio negativo e l’altro positivo è costante e la narrativa plastica permette di considerare il primo come un personaggio complesso che si sviluppa attraverso il secondo.

Andando avanti nella lettura e seguendo la creatività del Gandolfi, ad un certo punto, troviamo tutti i personaggi, che erano stati analiticamente evoluti secondo la teoria goldoniana dell’interessamento del pubblico, il lettore è "intrappolato", lo scrittore può essere soddisfatto: ha raggiunto il suo intento.

Quando si è raggiunti l’ultima pagina, senza accorgersene, la delineazione fra il rapporto e il valore dell’umanità è del tutto intrinseco alla personalità "UOMO", e toglie il distacco tra l'uomo e i suoi ideali senza fargli rinunciare per questo alla loro trascendenza.

"Non c'è nulla di più concreto e particolare che un carattere, eppure esso è un’idea, un universale, un simbolo d’energie infinite e di problemi eterni: come hanno affermato sia Leibniz, sia G. B. Vico"

Non mi rimane che invitarvi a leggere "Matricola 375161", di Luca Gandolfi Proposte Editoriali pp. 126 € 7,75 augurandovi fin da ora un sereno Natale in compagnia di questo libro, e la prossima volta che c’incontreremo, combiniamo una tavola rotonda e confrontiamo se vi ho detto la verità.

***

LA POESIA DEL GIORNO

LA VERITA' CELATA

La verità celata in una conchiglia marcita
sulla sabbia, putrefatta di petrolio,
il sole non è caldo abbastanza.
Tu dormi da sempre e sogni cose impossibili
aspettando che dal sonno scaturisca la vita.

La menzogna di ogni giorno (nascosta
sotto l'ala di un Gabbiano
che non ha forza per volare)
dell'ingiustizia perpetrata ai danni dei puri
eppure sonnecchi, eppure taci, intanto
ti copri gli occhi per non vedere
ti chiudi le orecchie per non sentire
mastichi la gomma per non parlare.

La conchiglia della menzogna
sotto l'ala del Gabbiano comincia
a "ammorbare" e tu continui a sognare.
Aspetti che mettano i manifesti e dicano
che sei nel giusto se per ignorare
l'ingiustizia preferisci dormire.

Forse hai ragione:
Amore
Giustizia
Verità…
sono parole obsolete per sognatori come te.

Reno Bromuro (da "Senza levatrice" Edizione Albatros Roma 1983)

Un abbraccio circolare con tutto l’amore cui sono capace e l’augurio che il sole sia sempre più caldo e sincero come il vostro cuore desidera, Reno

************************
L'amore degli uomini ha un fine e una fine
L'amore di Dio è eterno e disinteressato

Torna all'indice

Reno Bromuro
reno.bromuro@elbasun.com

Home ElbaSun
www.elbasun.com - il sito del SOLE